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Perché gli Stati Uniti stanno declassificando i documenti sugli Ufo?

Il Dipartimento della Difesa ha dato il via alla pubblicazione iniziale di documenti governativi sui Fenomeni Anomali Non Identificati (Uap), colloquialmente noti come Ufo, su ordine del presidente americano Donald Trump. Fatti e commenti

C’è vita aliena oltre il nostro Pianeta? La domanda è ancora senza risposta anche dopo l’ultima mossa del Pentagono.

L’8 maggio il Pentagono ha pubblicato circa 162 documenti inediti sui “fenomeni aerei non identificati” (Unidentified Aerial Phenomena, Uap). Ovvero quelli comunemente noti come Ufo, eventi del cielo che non sono riconducibili a velivoli o fenomeni naturali noti. Tra i file anche foto in bianco e nero delle missioni Apollo 1 (1967) e Apollo 17 (1972), e scambi tra il Dipartimento di Stato e la Nasa.

Su ordine del presidente Donald Trump, la diffusione dei documenti arriva in un contesto di rinnovato interesse pubblico negli Stati Uniti per il tema della vita extraterrestre e dei fenomeni aerei non identificati.

Nel 2022 il Congresso americano ha organizzato le prime audizioni parlamentari sugli Ufo degli ultimi cinquant’anni, mentre le forze armate statunitensi hanno promesso maggiore trasparenza sulle segnalazioni di fenomeni aerei non identificati. Sempre nel 2022 anche la Nasa ha deciso di stabilire una road map affinché l’agenzia spaziale statunitense possa iniziare ad aiutare la ricerca sui “fenomeni aerei non identificati”.

Ma cosa succede dopo la pubblicazione di questi file? “La raccolta iniziale è ospitata su un sito governativo che sembrava più un film dei Men in Black che il Pentagono, con in cima fotografie scorrevoli di anomalie in bianco e nero”, commenta sardonico Axios. Il Pentagono ha pubblicato una grande quantità di documenti relativi a presunti fenomeni alieni, inclusi oggetti volanti non identificati, affermando che spetta al pubblico “farsi una propria opinione” sui misteri che contengono, sottolinea il Financial Times.

Tutti i dettagli.

LA DESECRETAZIONE AD OPERA DEL PENTAGONO

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha reso accessibili i documenti venerdì attraverso il proprio sito web, precisando che altri file saranno pubblicati prossimamente. La decisione segue l’ordine firmato da Trump all’inizio dell’anno, con cui il presidente aveva chiesto la divulgazione dei documenti “relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati (UAP) e agli oggetti volanti non identificati (UFO)”, motivando la scelta con “l’enorme interesse dimostrato” dall’opinione pubblica.

Da parte sua il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato: “Questi documenti, nascosti dietro classificazioni, hanno a lungo alimentato speculazioni giustificate, ed è ora che il popolo americano li veda con i propri occhi”.

Il Dipartimento della Difesa ha affermato di star supervisionando un “impegno storico” per esaminare decine di milioni di documenti che coprono molti decenni. L’operazione, con il supporto dell’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale, richiede il coordinamento tra decine di agenzie e porterà a divulgazioni graduali ogni poche settimane, ha aggiunto.

PUBBLICATE ANCHE LE TRASCRIZIONI DEGLI ASTRONAUTI DELLE MISSIONI APOLLO

Nello specifico, i documenti coprono diversi decenni e includono rapporti militari, testimonianze di cittadini che sostengono di aver osservato oggetti di possibile origine extraterrestre e materiali relativi alle missioni spaziali Apollo della Nasa. Tra i file pubblicati figurano anche trascrizioni precedentemente classificate degli astronauti delle missioni Apollo 11 Moon Landing, Apollo 12 e Apollo 17. Alcuni documenti riportano descrizioni di fenomeni luminosi osservati dagli astronauti durante i viaggi verso la Luna e durante le permanenze sulla superficie lunare. Tra le immagini diffuse compare una fotografia della missione Apollo 12 del 1969 che mostra un lampo di luce blu evidenziato e ingrandito sullo sfondo del paesaggio lunare.

Nei file compare anche un’intervista del 1969 all’astronauta Buzz Aldrin, resa pubblica insieme ai documenti, nella quale Aldrin afferma di aver osservato diversi fenomeni inspiegabili durante il viaggio verso la Luna.

Un memorandum governativo del 1963 riflette le preoccupazioni dell’amministrazione Kennedy riguardo al fatto che gli Stati Uniti non si stessero preparando alla possibilità, per quanto remota, di un incontro tra umani e alieni, rileva il New York Times.

COSA AVEVA DICHIARATO L’EX PRESIDENTE OBAMA

Nel frattempo, le richieste di trasparenza sugli Ufo sono cresciute in questi ultimi anni.

Come ricorda la Bbc, a rilanciare il dibattito erano state anche alcune dichiarazioni dell’ex presidente Barack Obama, che in un’intervista rilasciata a febbraio aveva affermato che gli alieni “esistono, ma io non li ho mai visti”. Successivamente Obama aveva precisato che, pur ritenendo statisticamente probabile l’esistenza di forme di vita extraterrestri, durante il suo mandato presidenziale non aveva visto “alcuna prova” concreta.

Contestualmente l’attuale presidente Trump ha ordinato alla sua amministrazione di iniziare a pubblicare i documenti relativi ad alieni, vita extraterrestre e oggetti volanti non identificati. Ha inoltre attaccato Obama per i suoi commenti sugli alieni nell’intervista su YouTube, insistendo sul fatto che “ha fornito informazioni classificate; non avrebbe dovuto farlo”.

COSA DICONO LE AUTORITÀ AMERICANE SULLA VITA EXTRATERRESTRE

E ora torniamo alla domanda iniziale: esistono gli extraterrestri?

Nel 2024 il Pentagono ha dichiarato di non aver recuperato tecnologia aliena né di aver confermato l’esistenza di vita extraterrestre. Il rapporto di 63 pagine rappresentava una netta smentita alle affermazioni secondo cui il governo avrebbe segretamente ospitato astronavi o tecnologie aliene.

“Il materiale qui archiviato riguarda casi irrisolti, il che significa che il governo non è in grado di determinare in modo definitivo la natura dei fenomeni osservati”, ha concluso venerdì il Dipartimento della Difesa. “Questo può verificarsi per una serie di motivi, tra cui la mancanza di dati sufficienti, e il Dipartimento della Difesa accoglie con favore l’applicazione di analisi, informazioni e competenze del settore privato”.

Il famoso astrofisico Neil deGrasse Tyson ha commentato l’imminente pubblicazione in un saggio pubblicato mercoledì sul New York Times, definendola “una buona cosa”, pur aggiungendo con una frecciatina che “sembra una distrazione da altri importanti documenti che tutti aspettavamo fossero resi pubblici”.

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