L’annullamento da parte di Trump del piano per schierare missili a lungo raggio in Germania ha bruscamente evidenziato una delle lacune più gravi e pericolose dell’Europa in materia di difesa: la mancanza di una capacità autonoma di Deep Precision Strike (DPS).
Come sottolinea il Financial Times in un recente approfondimento, stiamo parlando di sistemi d’arma in grado di colpire con estrema precisione obiettivi distanti centinaia o migliaia di chilometri, un elemento che invece occupa un posto di primo piano nell’arsenale russo.
Questa debolezza strutturale, a lungo mascherata dalla protezione americana, assume contorni particolarmente preoccupanti nel contesto attuale di guerra in Ucraina e di crescente assertività di Vladimir Putin.
LA DECISIONE DI TRUMP
Il piano elaborato durante l’amministrazione Biden prevedeva lo schieramento in Germania di un battaglione equipaggiato con missili da crociera Tomahawk e armi ipersoniche Dark Eagle, per fornire all’Europa una capacità di DPS in grado di raggiungere obiettivi all’interno della Russia o di altri avversari.
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ne ha definito la cancellazione – che secondo lui non è ancora definitiva – “molto sfortunata e dannosa” per la Germania e per l’intera Europa, avvertendo che le lacune nelle capacità europee sono destinate ad allargarsi ulteriormente.
COS’È IL DPS
Il DPS comprende missili con una gittata tra i 1.000 e i 3.000 km, caratterizzati da un’altissima precisione che permette di distruggere edifici specifici o persino bombardieri in fase di decollo. Gli esperti militari lo considerano un elemento essenziale per tre motivi principali.
Anzitutto questi missili riescono a dissuadere un avversario minacciando le sue infrastrutture strategiche. In secondo luogo permettono di rispondere a un’aggressione con mezzi convenzionali, senza ricorrere subito a un conflitto su larga scala o a armi nucleari. Infine consentono di colpire nel corso di un conflitto obiettivi chiave oltre la linea del fronte, come basi aeree o silos missilistici.
Un ufficiale militare occidentale ha sintetizzato al FT l’utilità pratica: “Vuoi poter colpire una fabbrica di droni russa prima che ci mandino contro 500 droni, o un sottomarino prima che esca dal porto?”.
Gli attacchi ucraini contro aeroporti russi usati per bombardare Kiev rappresentano un esempio concreto. Anche le minacce americane del 2022 di usare missili a lungo raggio contro asset militari russi in caso di uso nucleare da parte di Putin sono state ritenute decisive per dissuaderlo.
Camille Grand, segretario generale dell’Aerospace, Security, and Defence Industries Association for Europe, sottolinea che il DPS offre un elemento di deterrenza convenzionale che può fare “un’enorme differenza”, permettendo di infliggere dolore a distanza a un potenziale avversario senza passare subito alle estreme conseguenze.
PERCHÉ L’EUROPA NON HA SVILUPPATO IL DPS
Per decenni l’Europa ha trascurato questo settore per due motivi principali: la garanzia di protezione offerta dagli Stati Uniti e il timore di provocare la Russia.
Durante la Guerra Fredda e dopo, Washington ha fornito la deterrenza convenzionale principale, sia da basi americane sia attraverso missili basati in Europa.
Inoltre, il Trattato INF del 1987 tra Mosca e Washington, che vietava missili con gittata tra 500 e 5.500 km, ha frenato lo sviluppo di sistemi terrestri. Come nota Grand, non si tratta di leggerezza, ma di una scelta di cautela per non violare l’accordo, che comunque è decaduto nel 2019 tra accuse reciproche di violazione.
Anche volendo, gli Stati Uniti hanno scorte limitate di questi sistemi, a causa dell’alto consumo in conflitti recenti e del loro spostamento strategico verso il Pacifico.
L’Europa possiede alcuni missili, come i Taurus tedeschi e spagnoli, con un range di circa 500 km, o gli Storm Shadow/Scalp franco-britannici, che però sono a corto raggio, vengono lanciati dall’aria e sono presenti in quantità limitate. Per usarli servirebbe la superiorità aerea su Mosca, difficile senza l’aiuto americano.
Francia e Regno Unito hanno armi a lungo raggio navali, come il MdCN francese da 1.400 km e i Tomahawk sottomarini britannici da 1.600 km, ma mancano equivalenti convenzionali ai loro missili balistici nucleari.
LA VULNERABILITÀ EUROPEA
Senza capacità di colpire basi navali come Murmansk o Novorossiysk, o siti vicino a Mosca, l’Europa si trova in forte svantaggio. La Russia dispone di missili da crociera e balistici con gittata oltre 2.000 km, come il Kinzhal o il 9M729, in grado di raggiungere Varsavia, Berlino, Monaco e, da Kaliningrad, anche Londra, Parigi e Roma.
Questa disparità limita la capacità di deterrenza europea e complica la pianificazione in caso di crisi. Senza DPS americano, la gestione di una crisi con la Russia diventerebbe molto più complicata, rileva Grand.
L’assenza di sistemi autonomi significa anche che l’Europa dipende dall’approvazione di Washington per usare certe armi, riducendo la sua sovranità strategica.
I PIANI EUROPEI PER COLMARE IL GAP
Negli ultimi tempi i Paesi europei hanno preso coscienza del problema e stanno cercando di sviluppare missili terrestri a lungo raggio lanciabili dal proprio territorio.
Nel 2024 Germania, Francia, Polonia e Italia hanno lanciato il programma Elsa (European Long-range Strike Approach), poi allargato a Regno Unito e Svezia, che prevede vari progetti, alcuni dei quali prevedono lo sviluppo di missili con gittata oltre 2.000 km. Tuttavia, la maggior parte dei progetti è ancora nelle fasi iniziali e non saranno pronti prima della metà degli anni 2030.
Esistono soluzioni intermedie più rapide, come adattare il MdCN francese per lanci terrestri o aerei. Aziende come Destinus producono già oltre 2.000 missili da crociera all’anno e stanno sviluppando sistemi come il Ruta Block 2. Recentemente Destinus ha annunciato una joint venture con Rheinmetall.
Il ceo di Destinus, Mikhail Kokorich, sottolinea che non basta un unico programma centralizzato: servono più vie industriali, velocità e produzione interoperabile.
Germania, Francia e Regno Unito sono allineati sul problema strategico, ma differiscono per culture industriali, approcci ai controlli sulle esportazioni e priorità di sovranità.
Il ministro Pistorius ha annunciato l’intenzione di attingere al “know-how ucraino”. Kiev ha infatti sviluppato il missile da crociera Flamingo, che ha una gittata di oltre 3.000 km, e droni a lungo raggio usati contro raffinerie e depositi russi. Anche Mbda sta lavorando su droni d’attacco con gittata di oltre 500 km.
Fabian Hoffmann del Norwegian Defence University College invita a comprare tutto ciò che è disponibile rapidamente, anche soluzioni imperfette: “Alla fine – conclude – se sei un mendicante, non puoi fare lo schizzinoso”.







