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Nissan inchioda sull’auto elettrica a stelle e strisce

Le recenti vicissitudini globali e la necessità di rilanciare il marchio giapponese in forte affanno hanno spinto Nissan a fare coriandoli dei suoi piani sull'auto elettrica americana per puntare tutto su Suv e pick-up tradizionali, sicuramente più appetibili al grande pubblico statunitense

Mentre Toyota secondo Nikkei prevede di costruire tre stabilimenti di assemblaggio di veicoli in India, triplicando la sua capacità produttiva nel Paese fino a raggiungere un milione di unità entro il 2030 con un investimento totale che sfiora i 2 miliardi di dollari, la conterranea Nissan, alle prese con una crisi che le ha fatto vivere un 2025 nerissimo, inchioda sulla produzione di auto elettriche negli Usa, cambiando perciò i propri piani relativi allo stabilimento di Canton, in Mississippi che secondo gli annunci del 2021 erano frutto di un investimento da mezzo miliardo di dollari.

I PIANI ORIGINARI DI NISSAN NEL MISSISSIPPI

Secondo la stampa locale dell’epoca, nello stabilimento che fino agli anni della pandemia produceva soprattutto Altima, Frontier, Titan e Titan XD la Casa nipponica avrebbe voluto sfornare due nuovi veicoli completamente elettrici con l’obiettivo dichiarato di raggiungere quota 40% di auto alla spina nelle sue vendite totali negli Stati Uniti d’America entro il 2030.

Da qui appunto l’intenzione di utilizzare l’impianto da oltre 5mila lavoratori come culla dell’auto elettrica destinata a servire gli States. Tutto ciò accadeva nemmeno un lustro fa, ma in un mercato così liquido e in una situazione geopolitica che s’è fatta di colpo così frammentata e precaria anche pochi anni equivalgono a un’era.

Infatti da allora tutto è cambiato: la bolla dell’auto elettrica ha spazzato via un gran numero di startup proliferate proprio all’inizio della nuova decade, mettendo a dura prova anche le Case più capitalizzate e il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump – che non ha per nulla in simpatia i veicoli alla spina – ha fatto il resto.

SCATTA IL PIANO B

Ma uno stabilimento in loco è comunque importante soprattutto in questi frangenti in cui il presidente americano non esita a sferzare i partner commerciali con dazi improvvisi. Da qui appunto l’esigenza di un profondo maquillage. Anche perché l’impianto è sottoutilizzato: nel 2025 Nissan ha venduto solo 158.500 esemplari usciti su quelle linee che potrebbero sfornare 400mila unità annue. Meno di un anno fa, indiscrezioni di stampa erano arrivate a ipotizzare che Nissan avrebbe prodotto in Mississippi pickup della conterranea Honda.

Secondo Automotive News, invece, la casa automobilistica giapponese dopo avere informato i suoi fornitori di avere cestinato i piani per la produzione di veicoli elettrici a Canton avrebbe anche comunicato che intende fare spazio a modelli più tradizionali che possono avere maggiore appeal tra il grande pubblico statunitense. Ovvero Suv e pick-up.

Tra questi sarebbero in cantiere un Suv da meno di 40mila dollari Xterra che condividerà la piattaforma con altri modelli, un possibile successore del Pathfinder e un pick-up Frontier: lecito supporre che, per ottimizzare le spese, i veicoli costruiti nello stato del Mississippi condivideranno la maggior parte dei componenti. Ma soprattutto si nota fin d’ora come siano ormai passati in secondo piano i temi della sostenibilità legata all’auto elettrica.

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