Gli Emirati Arabi Uniti usciranno dall’Opec, il gruppo che riunisce alcuni dei principali paesi esportatori di petrolio, capeggiato di fatto dall’Arabia Saudita. È una decisione che giunge in un momento delicatissimo – la crisi dei prezzi e delle forniture dei combustibili fossili innescata dalla guerra all’Iran – e che potrebbe indebolire la coesione interna all’organizzazione, che ha sempre cercato di mantenere una linea comune nonostante le numerose e spesso profonde divergenze tra i paesi membri. Anche l’Iran e il Venezuela, per esempio, fanno parte del cartello.
UNA DECISIONE AUTONOMA
Il ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail Mohamed al-Mazrouei, ha spiegato a Reuters che la scelta di uscire dall’Opec è il risultato di una revisione delle strategie energetiche dei paesi del golfo Persico. La decisione sarebbe stata presa in autonomia, senza consultarsi con altre nazioni, e sarebbe per l’appunto legata alle “politiche attuali e future relative ai livelli di produzione” petrolifera.
UNA VITTORIA PER TRUMP
Le implicazioni geopolitiche della mossa di Abu Dhabi saranno probabilmente notevolissime. È una vittoria per gli Stati Uniti, innanzitutto, il cui presidente Donald Trump aveva criticato pesantemente le politiche energetiche dell’Opec già nel 2018, accusando l’organizzazione di mantenere artificialmente alti i prezzi del greggio attraverso i tagli alla produzione e lasciando intendere una possibile revisione degli aiuti militari americani ai paesi del Golfo: proprio gli Emirati sono uno degli alleati principali degli Stati Uniti nella regione.
LE RAGIONI DELL’USCITA DEGLI EMIRATI DALL’OPEC
Pare inoltre che gli Emirati fossero scontenti dell’operato degli altri paesi del Golfo relativamente al supporto politico e militare contro gli attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche.
In aggiunta a questo, ci sarebbero anche delle valutazioni “di mercato”. Al di là del momento attuale, in cui le esportazioni sono pressoché ferme a causa del blocco dello stretto di Hormuz, la possibilità di operare al di fuori dei vincoli dell’Opec permetterebbe infatti agli Emirati di sfruttare appieno il loro vantaggio competitivo: vasta disponibilità di riserve petrolifere, bassi costi di produzione e impronta carbonica contenuta.







