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Leonardo, perché i proxy advisor appoggiano la lista di Assogestioni

I proxy Iss e Glass Lewis consigliano ai fondi di investimento di votare la lista di minoranza di Assogestioni per il nuovo cda di Leonardo, bocciando di fatto la lista del Mef. Favorevoli solo alla scelta del candidato Macrì alla presidenza espressa dal Tesoro

Sfida sul cda di Leonardo: i proxy Iss e Glass Lewis si scagliano contro la lista del Mef (titolare di poco più del 30% del capitale del gruppo dell’aerospazio e difesa).

I proxy advisor Iss Governance prima e Glass Lewis dopo, due delle principali società di consulenza che consigliano ai fondi di investimento come votare nelle assemblee dove sono azionisti, hanno entrambi suggerito agli azionisti di Leonardo di votare a favore della lista di minorazione per il nuovo cda di Leonardo nell’assemblea che si terrà il prossimo 7 maggio.

La lista di maggioranza del Tesoro include il candidato alla carica di amministratore delegato Lorenzo Mariani e il direttore generale dell’Economia del Mef Francesco Soro. La lista di minoranza comprende Dominique Levy, Roberto Diacetti, Elena Grifoni e Maurizio Tucci.

Concordano invece con la proposta del Tesoro riguardo il candidato Francesco Macrì alla presidenza.

Le raccomandazioni dei proxy advisor giungono dopo la critica dell’investitore attivista Guy Wyser-Pratte che ha esortato tutti gli altri azionisti a votare contro contro la proposta di revoca dell’ad Roberto Cingolani.

Tutti i dettagli.

LE INDICAZIONI DI ISS GOVERNANCE

Il 26 aprile Iss Governance ha consigliato di votare a favore della lista di minoranza per il nuovo cda di Leonardo, composta dai candidati presentati dai gestori dei fondi aderenti ad Assogestioni, e di non sostenere quella del Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’assemblea del 7 maggio.

Il proxy, che fornisce indicazioni agli investitori istituzionali presenti nel capitale della società, motiva la scelta con il fatto che, in un sistema di voto di lista con due sole liste, il supporto alla lista dei fondi rappresenta la soluzione migliore “per rappresentare gli interessi degli azionisti di minoranza ed esercitare un controllo efficace sull’operato del management”. La lista di minoranza è composta esclusivamente da candidati indipendenti.

ASSONANZA SULLA PRESIDENZA

Per quanto riguarda l’elezione del presidente, Iss suggerisce di votare a favore del candidato espresso dalla lista del Mef, Francesco Macrì. Così come l’altro proxy advisor Glass Lewis.

LA POSIZIONE DI GLASS LEWIS

Ieri sera anche il proxy advisor Glass Lewis ha raccomandato agli investitori istituzionali di votare a favore della lista di minoranza per il rinnovo del consiglio di amministrazione della società ex Finmeccanica. Il proxy advisor invita a non assegnare la preferenza alla lista di maggioranza presentata dal dicastero retto da Giancarlo Giorgetti, che ricordiamo ha espresso anche il candidato ad Lorenzo Mariani, ma a scegliere i candidati di minoranza indicati da un gruppo di fondi di investimento che detiene circa l’1% del capitale.

Secondo Glass Lewis, i quattro candidati di minoranza – Dominique Levy, Roberto Diacetti, Elena Grifoni e Maurizio Tucci – apporteranno al consiglio un adeguato livello di esperienza e diversità di competenze. Il report evidenzia inoltre che, in base al meccanismo di voto previsto dallo statuto di Leonardo, indipendentemente dall’esito dell’assemblea, il consiglio sarà composto da 12 membri, con otto candidati della lista di maggioranza e quattro della lista di minoranza.

Come già detto, per quanto riguarda l’elezione del presidente,  anche Glass Lewis raccomanda il voto a favore del candidato del Mef Francesco Macrì.

STRUTTURA DEL VOTO

Il rapporto di Glass Lewis ricorda poi che il capitale medio presente nelle ultime assemblee di Leonardo si è attestato intorno al 65%, mentre il ministero dell’Economia e delle Finanze detiene poco più del 30% del capitale.

Il proxy advisor suggerisce inoltre di esprimere voto favorevole su tutte le altre delibere all’ordine del giorno, tra cui quelle relative al bilancio, al dividendo, alla composizione e durata del consiglio di amministrazione, all’acquisto di azioni proprie e alle deliberazioni sulla relazione relativa alla remunerazione.

LA BATTAGLIA ANNUNCIATA DALL’INVESTITORE ATTIVISTA  WYSER-PRATTE

Infine, già da inizio mese l’investitore attivista Guy Wyser-Pratte ha criticato duramente il piano del governo italiano di sostituire l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, avvertendo che si tratterebbe di un’ingerenza politica che rischia di danneggiare gli azionisti e minare la fiducia del mercato.

“Se funziona, non toccarlo”, ha dichiarato Wyser-Pratte in un’intervista di inizio mese ripresa da Bloomberg, elogiando Cingolani per “l’ottimo lavoro svolto” nel posizionare Leonardo come un consolidatore nel frammentato settore della difesa europeo. Wyser-Pratte ha aggiunto che il previsto cambio al vertice sembra essere dettato da motivazioni politiche.

Tanto che lo scorso 24 aprile, unitamente ad altri azionisti di minoranza, l’investitore attivista ha esortato tutti i soci della società a votare contro la proposta di revoca dell’ad Cingolani in occasione dell’assemblea generale annuale del 7 maggio 2026, sostenendo che l’operato del governo mini la fiducia nella governance aziendale e metta a rischio il significativo valore creato sotto la guida di Cingolani.

Non resta che attendere l’assemblea del 7 maggio, in cui si ridefiniranno gli equilibri tra azionisti pubblici e privati di Leonardo.

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