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Perché le famiglie americane sono attapirate. Report Pimco

Costi energetici più elevati e sgravi fiscali più deboli mettono sotto pressione le famiglie statunitensi. L'analisi di Tiffany Wilding, Economista di Pimco

Anche nel caso in cui il conflitto in Medio Oriente si attenuasse e il traffico marittimo riprendesse regolarmente attraverso lo Stretto di Hormuz, è probabile che ci voglia del tempo prima che l’economia globale torni alla normalità dopo una delle più gravi interruzioni dell’approvvigionamento petrolifero degli ultimi decenni. Inoltre, i costi complessivi di tale interruzione non sarebbero ripartiti equamente: mentre i produttori netti di energia beneficerebbero di redditi reali più elevati, la maggior parte dei consumatori di energia, comprese le famiglie statunitensi, ne uscirebbe relativamente penalizzata.

PRESSIONE SULLE FAMIGLIE E DIVERGENZE ECONOMICHE 

Per le famiglie statunitensi a basso e medio reddito, già alle prese con redditi reali stagnanti e un aumento delle insolvenze sui crediti al consumo, lo shock energetico è aggravato da sgravi fiscali che potrebbero rivelarsi meno incisivi di quanto molti sperassero. L’andamento resiliente dei dati aggregati continuerà probabilmente a mascherare le divergenze sempre più marcate che si nascondono sotto la superficie.

PERCHÉ IL RIPRISTINO DEI PREZZI DELL’ENERGIA POTREBBE RICHIEDERE MESI

L’aumento dei prezzi del petrolio, sebbene repentino, è stato contenuto rispetto all’entità dell’interruzione dell’offerta. Tuttavia, gli shock del passato – la Rivoluzione iraniana del 1979, l’invasione dell’Ucraina del 2022 e, probabilmente, anche la guerra del Golfo del 1990, quando i prezzi del petrolio West Texas Intermediate (WTI) continuarono a salire per circa dieci settimane dopo l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq – dimostrano che l’impatto completo sui prezzi spesso si manifesta nel corso di mesi piuttosto che di giorni.

FATTORI CHE POTREBBERO SOSTENERE PREZZI ELEVATI

Nel 2026, la minore intensità petrolifera del Pil mondiale, il miglioramento dell’efficienza energetica, l’ampliamento della base di offerta non Opec e la convinzione iniziale dei mercati che la crisi si rivelerà temporanea piuttosto che strutturale hanno contribuito a contenere i primi rialzi dei prezzi. Tuttavia, gli episodi storici suggeriscono che i prezzi potrebbero ancora salire. E anche se la crisi stessa dovesse risolversi rapidamente, i prezzi elevati dell’energia potrebbero persistere più a lungo di quanto i mercati abbiano scontato – e più a lungo rispetto agli episodi passati. Diversi fattori aiutano a spiegarne il motivo.

VINCOLI LOGISTICI E RITARDI NELLA NORMALIZZAZIONE

È probabile che i vincoli logistici continuino a persistere. Anche se l’accessibilità allo Stretto dovesse migliorare, ci vorrà del tempo prima che si risolva la grave congestione di petroliere e navi da carico. Gli orari di navigazione, la capacità portuale e la copertura assicurativa si adegueranno con un certo ritardo, il che implica che l’effettivo approvvigionamento dei mercati finali potrebbe rimanere limitato anche dopo che i titoli dei giornali avranno annunciato la riapertura.

INFRASTRUTTURE DANNEGGIATE E INCERTEZZA SULL’OFFERTA

I danni alle infrastrutture alimentano l’incertezza sull’offerta nel breve termine. A differenza delle interruzioni verificatesi in passato a causa di sanzioni o di altri fattori di natura politica, il conflitto attuale avrebbe danneggiato alcune infrastrutture regionali legate all’estrazione, al trasporto e allo stoccaggio. Anche danni materiali limitati possono avere ripercussioni enormi in un sistema che opera con scarse capacità di riserva, ad eccezione di pochi produttori chiave. I tempi di ripristino sono incerti e i mercati tendono a prevedere un margine di sicurezza fino a quando la funzionalità non viene verificata, e non solo annunciata.

DINAMICHE DELLE SCORTE E PRESSIONE SULLA DOMANDA

Il rifornimento delle scorte a livello globale tenderà a sostenere la pressione sulla domanda. Le consistenti scorte al di fuori del Medio Oriente hanno costituito un importante ammortizzatore, assorbendo le interruzioni dei flussi fisici. Man mano che tali scorte si riducono ulteriormente, senza che si registri un miglioramento significativo nel settore dei trasporti marittimi in Medio Oriente, sussiste il rischio di un altro brusco aumento dei prezzi e di un inasprimento delle condizioni finanziarie, poiché la domanda globale si adeguerà al ribasso in risposta a un’offerta più limitata. Anche se le interruzioni dovessero cessare, la maggiore domanda – compresa quella legata al rifornimento delle scorte – potrebbe persistere, mantenendo i prezzi elevati.

PREMI PER IL RISCHIO E ASPETTATIVE DI MERCATO

I premi per il rischio potrebbero persistere. L’Iran ha dimostrato la propria capacità di compromettere in modo significativo un punto nevralgico globale. Anche se le tensioni dovessero attenuarsi, i mercati potrebbero essere riluttanti a eliminare completamente questo rischio dai prezzi, in particolare per i contratti a più lungo termine. Le curve dei futures sull’energia confermano questa visione: i contratti con scadenza alla fine del 2026 e oltre sono rimasti elevati anche durante fasi di de-escalation. Ciò non implica necessariamente che sia imminente un’altra interruzione, ma che la percezione della distribuzione dei rischi sia cambiata.

 

 

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