La data è già segnata sul calendario: il prossimo 20 maggio Meta dovrebbe dare vita a uno dei più grandi round di licenziamenti da quelli visti tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, periodo che l’amministratore delegato e founder del Gruppo, Mark Zuckerberg, ha voluto soprannominare “l’anno dell’efficienza”.
L’Ai ovviamente c’entra: forse al momento non è ancora in grado di imporsi a tutto tondo nei processi aziendali, ma per concretizzare gli investimenti multimiliardari di inedita portata promessi al presidente americano Donald Trump (a beneficio s’intende della filiera statunitense) serviranno tutte le risorse economiche possibili. Servirà, insomma, tirare la cinghia. Da qui la necessità di tagliare forse 8mila dipendenti entro le prossime settimane per poi procedere comunque con ulteriori ridimensionamenti nella seconda parte del 2026. E chi resterà dovrà, volente o nolente, addestrare l’Ai.
META SPIA I DIPENDENTI?
Secondo quanto riportato in esclusiva da Reuters, Menlo Park starebbe infatti installando un nuovo software di tracciamento sui computer dei dipendenti con sede negli Stati Uniti per registrare i movimenti del mouse, i clic e le sequenze di tasti premute.
In questo modo l’azienda di Mark Zuckerberg farà scorta di dati che saranno utilizzati, ufficialmente, per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale, nell’ambito di una più iniziativa che, spiega l’agenzia di stampa, sarà volta a creare agenti di IA in grado di svolgere compiti in modo autonomo. A supporto di ciò ci sarebbero promemoria interni che l’azienda ha veicolato ai dipendenti visionati da Reuters.
Lo strumento, denominato Model Capability Initiative (MCI), verrà eseguito su app e siti web aziendali e, a quanto è dato sapere, occasionalmente scatterà anche alcune istantanee dei contenuti visualizzati sugli schermi dei lavoratori della Big Tech americana.
TUTTO LECITO?
Lo scopo dichiarato sarebbe quello di aiutare i modelli di intelligenza artificiale dell’azienda a replicare il modo in cui gli esseri umani interagiscono lato software con vari elementi dei siti, come per esempio i menu a tendina e, lato hardware, con le scorciatoie da tastiera. Ma per come viene descritto il sistema sembra quasi più un monitoraggio costante dei lavoratori, per misurarne l’efficienza.
Del resto, come già si ricordava, proprio il periodo in cui Menlo Park ha licenziato di più nella sua storia venne battezzato, dallo stesso Zuckerberg, “anno dell’efficienza” a sottolineare la direzione intrapresa da Meta.
L’azienda comunque nega di voler spiare i suoi lavoratori parametrandone le performance, ribadendo che ogni dato verrà usato con la sola finalità di sfamare le AI. Sullo sfondo permane però l’interrogativo sulla liceità di tali dispositivi che monitorano tanto dettagliatamente i dipendenti, passo dopo passo, facendo loro avvertire il fiato sul collo dell’amministratore delegato. O, peggio, dell’AI che un domani potrebbe soffiare loro il posto.







