Soltanto pochi giorni fa si era diffusa la notizia di un attacco hacker ai danni del ben noto Booking.com, portale olandese di prenotazioni online di proprietà della statunitense Booking Holdings. L’azienda che ha subito un furto di dati aveva parlato in una nota di “alcune attività sospette legate all’accesso non autorizzato, da parte di soggetti terzi, ad alcune informazioni di prenotazione” di alcuni utenti. Ora però arriva una nuova grana: e questa volta è tutta italiana.
Nella giornata di ieri, infatti, i funzionari dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno svolto ispezioni nelle sedi di Booking.com Italia S.r.l. con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. E’ venuta così a galla l’esistenza di un’istruttoria per pratiche commerciali scorrette finora rimasta carsica.
LE ACCUSE MOSSE DALL’AGCM A BOOKING.COM
In particolare, Booking.com attribuirebbe alle strutture ricettive aderenti al programma Partner Preferiti (e alla sua estensione Preferiti Plus) un migliore posizionamento nei risultati di ricerca all’interno della piattaforma, elementi grafici di maggiore evidenza e claim per enfatizzarne la qualità del servizio e la convenienza in termini di rapporto qualità-prezzo, “nonostante i requisiti di ammissione a questi programmi non sarebbero idonei a supportare i vantaggi riconosciuti a quelle strutture”.
CONSUMATORI TRATTI IN INGANNO? COSA SOSPETTA L’AGCM
Secondo l’Autorità “la selezione delle strutture aderenti ai programmi Partner Preferiti avverrebbe perlopiù sulla base di criteri che privilegiano quelle che forniscono commissioni più elevate a Booking.com, piuttosto che sulla base delle loro caratteristiche qualitative. Di conseguenza, le modalità di presentazione delle strutture e i claim utilizzati da Booking.com per enfatizzarne le qualità potrebbero indurre i consumatori ad assumere decisioni commerciali credendo – erroneamente – che queste strutture siano, a parità di caratteristiche, migliori in termini di rapporto qualità-prezzo rispetto alle strutture non aderenti. Questo – viene sottolineato nella nota dell’Agcm – potrebbe addirittura portare i consumatori a selezionare strutture in media più costose”.
LA POSIZIONE DI BOOKING
“Stiamo collaborando pienamente con l’AGCM nell’ambito dell’indagine in corso e riteniamo che i nostri programmi dedicati ai partner — che sono facoltativi per le strutture ricettive — soddisfino i requisiti della normativa a tutela dei consumatori, garantendo al contempo un equilibrio tra gli interessi dei nostri partner e la possibilità per i clienti di continuare a beneficiare di un’ampia scelta”.







