(The Washington Post, Riley Beggin, 21 aprile 2026)
Il rialzo dei prezzi del carburante provocato dalla guerra con l’Iran sta colpendo duramente imprese e famiglie americane, con il diesel a 6,60 dollari al gallone e la benzina media nazionale a 4,05 dollari. Aziende come Marvel Produce, che rifornisce ristoranti e alberghi, spendono il 25% in più per il carburante dei camion e devono trasferire i costi sui clienti, mentre piccoli imprenditori e cittadini normali vedono ridursi i margini e i bilanci familiari. Molti intervistati nel distretto congressuale di New York 17, uno dei seggi più contesi, esprimono frustrazione verso l’amministrazione Trump: alcuni, come i coniugi Scicchitano o la proprietaria di franchise Danielle Cifuni, dicono che per la prima volta voteranno per il cambiamento o stanno rivalutando il loro sostegno, altri come l’anziano Stephen Jamieson o il pensionato Rafael Febiar si sentono traditi e sono motivati a votare contro i repubblicani.
I costi visibili della benzina, che gli elettori vedono ogni giorno, rischiano di trasformare le elezioni di midterm in un referendum sull’amministrazione Trump, proprio mentre i repubblicani già partono svantaggiati storicamente nelle elezioni di metà mandato. Nel distretto di New York 17, dove nel 2024 gli elettori hanno scelto Kamala Harris presidente ma il repubblicano Michael Lawler al Congresso, l’aumento dei prezzi del carburante pesa sui bilanci mensili di quasi tutti. Lawler difende la guerra come necessaria per impedire all’Iran di avere l’arma nucleare e promette che i prezzi scenderanno una volta risolta la crisi, ma i democratici lo accusano di non contrastare abbastanza Trump e sottolineano gli effetti negativi della politica economica repubblicana. Strategi repubblicani ammettono che esiste una correlazione diretta tra prezzi della benzina e gradimento presidenziale, e il calo dell’approvazione sull’economia al 31% rischia di costare seggi chiave.
L’incertezza sul ritorno alla normalità dei prezzi del petrolio, con lo Stretto di Hormuz bloccato per sette settimane e un cessate il fuoco fragile, aggrava le preoccupazioni degli elettori sull’accessibilità economica. Mentre Trump assicura che i prezzi torneranno bassi entro le midterm e che l’economia va bene, i sondaggi mostrano che il 60% degli americani disapprova i strikes sull’Iran e il 56% teme un impatto negativo sulle proprie finanze. Questo malcontento visibile potrebbe spostare l’ago verso i democratici nei distretti toss-up, rendendo più difficile per i repubblicani mantenere il controllo della Camera.
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)







