Una delle colonne più longeve del sistema fiscale tedesco torna al centro del dibattito politico e rischia di finire sotto la mannaia della cosiddetta estate delle riforme proclamata dal governo. I socialdemocratici, partner minore della coalizione, valutano una profonda revisione dello splitting coniugale (l’Ehegattensplitting), il meccanismo che consente alle coppie sposate di essere tassate come un’unica unità economica. Il vicecancelliere e ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha delineato una riforma destinata a ridimensionare sensibilmente il beneficio fiscale oggi garantito ai coniugi, sostituendo l’attuale modello con un sistema alternativo che promette di modificare in modo sostanziale l’equilibrio tra politica familiare e imposizione tributaria.
ALLA RADICE DELLA RIFORMA FISCALE
All’interno dell’Spd, l’Ehegattensplitting è da tempo oggetto di critiche. Il meccanismo calcola l’imposta sulla base della media dei redditi dei partner, favorendo soprattutto le coppie in cui uno percepisce entrate significativamente più elevate dell’altro. Un modello simile esiste anche in altri paesi europei, come il quoziente familiare francese, ma in Germania il sistema è diventato simbolo di un’impostazione fiscale considerata da parte della sinistra (anche i Verdi sono forti oppositori) non più adeguata ai mutamenti sociali.
Quando Klingbeil ha evocato la fine dello splitting coniugale durante il recente discorso programmatico alla Fondazione Bertelsmann, la reazione pubblica è stata immediata. Il suo partito ha accolto con favore l’iniziativa, mentre critiche sono arrivate da ambienti politici e sociali che hanno interpretato la proposta come un possibile indebolimento del matrimonio sul piano fiscale.
Con il passare dei giorni, i contorni della riforma sono emersi con maggiore chiarezza attraverso un documento del ministero federale delle Finanze rivelato dai media. L’obiettivo non sarebbe una cancellazione pura e semplice del beneficio fiscale, bensì la sua trasformazione in un nuovo modello definito “splitting reale”, concepito per mantenere un vantaggio tributario ma in forma più contenuta e meno legata a specifici modelli familiari.
COME FUNZIONEREBBE IL NUOVO MODELLO
Il quotidiano economico Handelsblatt spiega ai frastornati lettori tedeschi come funzionerebbe il nuovo modello. Il sistema ipotizzato consentirebbe ai partner di trasferire tra loro una quota limitata di reddito, così da ottimizzare il carico fiscale complessivo. Il riferimento tecnico sarebbe l’importo massimo di mantenimento già previsto per coniugi divorziati o separati stabilmente, pari a 13.805 euro. Questa somma potrebbe essere dedotta dal partner con reddito più elevato e tassata dal partner con entrate inferiori secondo la propria aliquota.
Secondo il ministero, “il nuovo schema permetterebbe alle coppie di continuare a beneficiare di un alleggerimento fiscale, ma solo in misura limitata”. Verrebbe quindi ridotto il vantaggio oggi particolarmente consistente nei nuclei con forti differenze salariali, mentre le coppie con redditi simili registrerebbero effetti sostanzialmente invariati.
L’intenzione dichiarata da Klingbeil è anche quella di attenuare i disincentivi al lavoro associati al sistema attuale, spesso indicato come uno dei fattori che influenzano le scelte occupazionali all’interno delle famiglie.
LA SIMULAZIONE DELL’IW DI COLONIA
Le simulazioni economiche mostrano tuttavia possibili effetti concreti sulle finanze familiari. Secondo calcoli dell’Istituto dell’economia tedesca (IW), una coppia monoreddito con entrate annuali pari a 100.000 euro potrebbe arrivare a versare circa 4.000 euro in più di imposte rispetto alla situazione attuale. Un elemento che alimenta il confronto politico e mediatico attorno alla riforma.
HANDELSBLATT: FAMIGLIE A RISCHIO STANGATA FISCALE
Il quotidiano economico Handelsblatt ha evidenziato come il progetto venga interpretato da alcuni come un passo verso una maggiore equità di genere e una maggiore partecipazione al lavoro, mentre altri temono che possa tradursi soprattutto in un aumento della pressione fiscale sulle famiglie. Nel dibattito pubblico, lo splitting coniugale continua infatti a dividere profondamente opinione politica e sociale e, secondo il giudizio del quotidiano di Düsseldorf, “l’abolizione dello splitting coniugale si traduce, innanzitutto, in un incremento della pressione fiscale per tutte le famiglie in Germania”.
Così Klingbeil rischia di cadere in una trappola tesa da lui stesso. Il leader socialdemocratico potrebbe infatti finire per gravare ulteriormente proprio su quei nuclei familiari che già oggi sostengono gli oneri maggiori all’interno della società. Invece di passare alla storia come il promotore di una maggiore parità – conclude l’Handelsblatt – Klingbeil rischia di essere ricordato come l’artefice di un pesante aumento delle tasse per le famiglie, una prospettiva che potrebbe far precipitare la Spd verso percentuali elettorali a una sola cifra.
MERZ SI PIEGHERÀ ANCORA UNA VOLTA ALL’SPD?
Determinante sarà ora la posizione del cancelliere Friedrich Merz e dei partner conservatori di coalizione. All’interno del gruppo dell’Unione formata da Cdu e Csu le opinioni restano divergenti: se la ministra della Famiglia Karin Prien si è espressa favorevolmente a una revisione del sistema, ampi settori conservatori rimangono contrari alla fine del privilegio fiscale per i coniugi. La dichiarazione dei redditi congiunta per i coniugi non costituisce un’eccezione alle norme tributarie o un incentivo per l’occupazione, quanto piuttosto il riconoscimento di un principio legale: il dovere mutuo di assistenza economica tra i partner.
Lo splitting coniugale non esaurisce la sua rilevanza nell’ambito fiscale, ma investe profili di natura socio-politica e costituzionale. Conservare il dovere di assistenza reciproca eliminando però il relativo beneficio fiscale rischia – secondo gli oppositori – di generare criticità sul piano giuridico. Pertanto, avvertono i conservatori, un’eventuale soppressione di questo meccanismo richiederebbe, di fatto, una revisione strutturale anche della normativa sociale.







