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Perché OpenAi sta deludendo gli investitori

OpenAi vorrebbe focalizzarsi sugli agenti di intelligenza artificiale per le imprese, un mercato forse più redditizio su cui ha già puntato Anthropic. Ma gli investitori non sono convinti e temono che la startup di Altman possa finire per disperdere risorse.

Gli investitori di OpenAi, la startup guidata da Sam Altman e famosa soprattutto per ChatGpt, stanno iniziando ad avere qualche dubbio sulla sua direzione strategica. L’azienda, che ha raggiunto una valutazione di 852 miliardi di dollari, si è data effettivamente un obiettivo ambizioso: vuole difendere la posizione dominante del suo chatbot nel mercato consumer, e contemporaneamente inseguire la rivale Anthropic nel segmento – più piccolo ma potenzialmente più redditizio – delle soluzioni di intelligenza artificiale per le imprese.

COSA PENSANO GLI INVESTITORI

Alcuni investitori di OpenAi hanno detto però al Financial Times di credere che questa strategia sia poco focalizzata e che possa portare a una dispersione delle risorse, esponendo la società non soltanto alla concorrenza di Anthropic ma anche a quella di Google, che ha sviluppato un proprio chatbot rivale, Gemini.

“Hai ChatGpt, un business da un miliardo di utenti che cresce del 50-100 per cento all’anno: che te ne fai dell’enterprise e del coding?”, ha dichiarato al quotidiano un anonimo investitore di OpenAi, uno dei primi. A suo dire, la società “è completamente fuori strada”.

LA CONCORRENZA DI ANTHROPIC

Il riorientamento strategico di OpenAi verso il mercato corporate – vale a dire, concretamente, puntare sulla vendita alle imprese del suo agente di coding, Codex – è legato alla forte crescita dei ricavi di Anthropic. I ricavi annualizzati della società – guidata da Dario Amodei e nota principalmente per il modello linguistico Claude – sono infatti passati dai 9 miliardi di dollari della fine del 2025 ai circa 30 miliardi dello scorso marzo, trainati appunto dagli strumenti di coding.

Sebbene il confronto sia difficile, dato che le due aziende utilizzano dei criteri contabili diversi, sembrerebbe che Anthropic abbia superato OpenAi, visto che quest’ultima ha riportato a febbraio un ricavo annualizzato di circa 25 miliardi. A questo proposito, sono molto significative le dichiarazioni della direttrice finanziaria di OpenAi, Denise Dresser, che ha accusato Anthropic di sovrastimare i propri ricavi di circa 8 miliardi, includendovi le quote generate tramite le partnership con Amazon e con Google.

Al di là dei confronti, sia OpenAi che Anthropic sono in perdita per miliardi di dollari all’anno a causa delle enormi spese per l’espansione della capacità di calcolo, necessaria all’addestramento e al funzionamento dei modelli di intelligenza artificiale.

GLI INVESTITORI PREFERISCONO ANTHROPIC, PARE

OpenAi, come detto, ha una valutazione di 852 miliardi, e a fine marzo ha chiuso un maxi-giro di finanziamenti da 122 miliardi: vi hanno partecipato, tra gli altri, il colosso dei processori Nvidia e la holding giapponese SoftBank. La valutazione di Anthropic è invece sui 380 miliardi, nettamente inferiore.

Secondo il Financial Times, i finanziatori si aspettano che OpenAi possa raggiungere una valutazione di almeno 1200 miliardi con l’offerta pubblica iniziale, o Ipo. Potrebbe non essere semplice raggiungere una cifra simile, però, dato che la domanda degli investitori sembrerebbe essersi spostata verso Anthropic.

OPENAI È POCO FOCALIZZATA?

OpenAi è comunque ancora in vantaggio nel comparto consumer, anche perché è stata la prima azienda a lanciare un chatbot di intelligenza artificiale per il mercato di massa. Ma la concorrenza sta guadagnando terreno: non a caso, l’anno scorso lo stesso Altman aveva lanciato un “codice rosso” per ripristinare l’attenzione sul core business. Oggi, però, alcuni investitori pensano che OpenAi sia poco focalizzata e criticano in particolare l’acquisizione – per una spesa di centinaia di milioni di dollari – del podcast Tbpn.

– Leggi anche: OpenAi, Tbpn e la guerra narrativa dell’intelligenza artificiale

Notevole, in senso negativo, è stata la perdita di un investimento da 1 miliardo da parte di Disney a seguito della chiusura di Sora, il servizio di OpenAi che permetteva di generare video con l’intelligenza artificiale. Microsoft – che possiede una quota di oltre il 30 per cento di OpenAi – ha minacciato di procedere per vie legali qualora l’esclusività del loro accordo sul cloud computing venisse violata dalla nuova partnership tra la startup e Amazon. E Nvidia ha ridimensionato la sua iniezione di capitali, portandola da 100 a 30 miliardi. OpenAi, infine, ha messo in pausa a tempo indefinito Stargate Uk, un mega-progetto infrastrutturale nel Regno Unito, e ha rinunciato all’espansione di un impianto ad Abilene, in Texas.

Nonostante le incertezze e i dubbi sulla direzione strategica, OpenAi è in netto vantaggio sulle infrastrutture: ha accesso a 8 gigawatt di capacità di calcolo – un livello che Anthropic potrebbe non toccare prima del 2027 – e punta a raggiungere i 30 GW entro il 2030.

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