Skip to content

auto elettriche

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

L’impennata dei prezzi della benzina riaccende l’interesse per le auto elettriche. Report Ft

I prezzi record della benzina provocati dal conflitto in Medio Oriente stanno facendo crescere l’interesse per le auto elettriche in Europa, con più test drive e ricerche, anche se il settore si chiede se questo slancio durerà. L’articolo del Financial Times.

Mentre il conflitto in Medio Oriente fa salire i costi del carburante e genera quella che molti chiamano “ansia al distributore”, in Europa torna a crescere l’attenzione verso le vetture a batteria.

Come osserva il Financial Times, che al tema dedica un articolo, più persone cercano informazioni, provano le auto e, in alcuni casi, decidono di acquistarle.

L’effetto “pump anxiety”

I rincari alla pompa di benzina, provocati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, hanno spostato secondo il Ft l’attenzione di molti automobilisti.

Al posto della classica “range anxiety” – la paura di rimanere senza batteria durante un viaggio – sta emergendo una preoccupazione più immediata: quanto costerà fare il pieno la prossima volta.

Matt Galvin, responsabile di Polestar per il Regno Unito, lo ha notato chiaramente, dichiarando al quotidiano della City che le richieste di informazioni e i test drive delle sue vetture elettriche sono aumentati in modo significativo.

Secondo lui, il vento sta cambiando: la volatilità e la dipendenza dai combustibili fossili stanno diventando un problema tangibile per le famiglie, spingendole a guardare con occhi diversi alle alternative elettriche.

BYD cavalca l’onda

Uno dei marchi che sta beneficiando di più di questo momento è BYD, il colosso cinese leader mondiale nella produzione di veicoli elettrici. Nel Regno Unito le visualizzazioni degli annunci dei nuovi modelli BYD sono cresciute del 77% rispetto all’anno precedente, mentre le ricerche di auto usate dello stesso marchio sono addirittura schizzate del 375%.

Tra le vetture più viste ci sono la Sealion 7, un’elettrica pura che parte da circa 47.000 sterline, e la Sealion 5, una plug-in hybrid più accessibile con un costo intorno alle 30.000 sterline.

La casa cinese ha anche lanciato una campagna pubblicitaria diretta: “I prezzi del carburante cambiano, i tuoi piani no. Risparmia con BYD”.

La strategia globale di BYD

Nonostante il forte interesse all’estero, BYD sta attraversando un momento complicato sul mercato domestico.

Venerdì scorso ha annunciato il primo calo dei profitti annuali dopo quattro anni di crescita ininterrotta. Il presidente Wang Chuanfu ha parlato di una “competizione sui prezzi” arrivata a livelli febbrili in Cina.

Proprio per questo, il gruppo sta spingendo con decisione sull’espansione internazionale. Wang ha definito questo periodo una “finestra d’oro” per i brand cinesi: grazie al vantaggio tecnologico accumulato, si ritiene di poter conquistare quote importanti nei mercati occidentali proprio mentre l’Occidente riflette sulla propria dipendenza energetica.

Curiosamente, nonostante i problemi di vendite in patria, il titolo BYD in borsa è salito del 17,5% dall’inizio del conflitto in Iran, perché gli investitori scommettono su una maggiore domanda di mobilità pulita in Europa e altrove.

Rimbalzo anche per i costruttori europei e coreani 

L’interesse non riguarda solo i cinesi. Renault ha rilevato un aumento del 24% delle richieste di informazioni sui suoi modelli elettrici dal sito web a partire dal 28 febbraio.

Kia, che si prepara a lanciare la EV2 – la sua elettrica più piccola e accessibile, sotto le 25.000 sterline – ha visto esplodere del 84% le richieste di test drive per la gamma elettrica da febbraio 2025.

Quanto durerà questo slancio?

Il grande interrogativo che aleggia sull’intera industria è la sostenibilità di questo rinnovato entusiasmo.

In passato, ogni volta che i prezzi della benzina salivano, cresceva anche l’interesse per le elettriche, ma l’attenzione calava rapidamente quando il mercato si calmava.

Oggi diversi costruttori – tra cui Ford, Honda e Stellantis – hanno deciso di cancellare o ridimensionare il lancio di nuovi modelli elettrici, riducendo le ambizioni di transizione dal motore a benzina. Questo riflusso strategico avviene proprio mentre i consumatori sembrano tornare a interessarsi all’elettrico per motivi economici più che ambientali.

Fattori che potrebbero rendere diverso questo ciclo

Alcuni manager del settore sottolineano però che questa volta potrebbero esserci elementi nuovi. Sul mercato ci sono molti più modelli elettrici disponibili, sia nuovi che usati, i prezzi stanno diventando più accessibili e l’autonomia delle batterie è nettamente migliorata rispetto a qualche anno fa.

Secondo i dati dell’Acea, nei primi due mesi dell’anno le vendite di auto a batteria pura sono cresciute del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, arrivando a rappresentare il 19% del mercato nell’Unione Europea. Nel Regno Unito la quota è ancora più alta: 22%.

Segnale forte dal mercato dell’usato

Uno degli indicatori più interessanti arriva da Octopus Electric Vehicles, società specializzata nel noleggio e finanziamento di auto elettriche.

Il suo amministratore delegato, Gurjeet Grewal, sottolinea al Ft che stanno vendendo circa quattro volte più auto elettriche usate rispetto a soli sei mesi fa.

Si tratterebbe di un segnale concreto di domanda reale e non solo di curiosità passeggera: chi sceglie un’elettrica di seconda mano lo fa spesso per risparmiare davvero sui costi di utilizzo, non solo per provare qualcosa di nuovo.

Torna su