In orbita i primi due nanosatelliti della costellazione Celeste per la navigazione satellitare del futuro.
Sabato due satelliti della missione dimostrativa in orbita Celeste sono stati lanciati a bordo del razzo Electron dell’azienda americana Rocket Lab in Nuova Zelanda. I due satelliti integreranno l’attuale sistema di navigazione Galileo in orbita terrestre media. Uno dei due satelliti, denominato IOD-2, è stato realizzato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%).
La costellazione europea, finanziata dall’Agenzia spaziale europea (Esa), si pone infatti l’obiettivo di dimostrare come il satellite a bassa orbita terrestre (Low Earth Orbit) aumenterà e diversificherà gli esistenti e futuri sistemi GNSS in media orbita terrestre (Medium Earth Orbit), migliorando la resilienza e permettendo lo sviluppo di nuovi servizi in ambienti che gli attuali satelliti di navigazione (satnav) non possono raggiungere come le aree urbane profonde, la vegetazione fitta, le regioni polari e gli ambienti chiusi.
“Con Celeste l’Europa punta a rafforzare la resilienza della costellazione Galileo” osserva La Tribune. La messa in orbita dei due satelliti rappresenta “un ulteriore passo avanti verso l’autonomia e la resilienza dell’Europa nel campo della navigazione satellitare” sottolinea ancora il quotidiano francese.
Inoltre, la missione contribuisce a uno dei tre pilastri della nuova iniziativa “European Resilience from Space” (ERS), approvata dalla ministeriale Esa 2025, che risponde alle esigenze di sicurezza e resilienza degli Stati membri.
Tutti i dettagli.
IL LANCIO E L’INIZIO DELLA MISSIONE
Il 28 marzo 2026, alle 10:14 CET, due satelliti della missione dimostrativa Celeste sono stati lanciati con successo dalla Penisola di Māhia, in Nuova Zelanda. Dopo circa un’ora dal lancio, è avvenuta la separazione dei satelliti dal vettore, segnando l’inizio della fase operativa iniziale durante la quale i team di controllo preparano i sistemi alla piena attività in orbita.
A realizzare uno dei due satelliti, denominato IOD-2, ci ha pensato Thales Alenia Space.
CARATTERISTICHE DEL SATELLITE IOD-2
IOD-2 è un CubeSat delle dimensioni di una valigia, con un peso di circa 30 chilogrammi. Il satellite ha un ruolo centrale nella validazione del sistema Celeste, consentendo la trasmissione precoce del segnale e contribuendo alla riduzione dei rischi tecnologici.
Una volta dispiegato in orbita, opererà per almeno sei mesi. Gli altri quattro satelliti IOD, attualmente in sviluppo, saranno più grandi e con una massa doppia rispetto a IOD-2, dotati di ulteriori payload per testare segnali innovativi su diverse bande di frequenza e dimostrare nuove funzionalità.
GLI OBIETTIVI DELLA COSTELLAZIONE CELESTE
La missione Celeste si articola in una costellazione di 11 microsatelliti in orbita terrestre bassa (Leo), realizzata da due principali contraenti europei, tra cui Thales Alenia Space che ne costruisce cinque. L’obiettivo è dimostrare come i sistemi LEO-PNT possano ampliare la resilienza dei servizi di navigazione in orbita terrestre media (Meo) attuali e futuri e a migliorare le loro prestazioni in modo significativo.
Con gli ulteriori lanci a partire dal 2026 per completare la flotta dei dimostratori di Celeste, l’Esa sarà in grado di valutare come uno strato di navigazione a orbita terrestre bassa (Leo) possa operare insieme a Galileo e ad altri sistemi di navigazione in orbita terrestre media (MEO). Volando più vicino alla Terra, i satelliti della missione Celeste offrono la possibilità di ottenere segnali più robusti e di accedere a nuove frequenze, inisiste la Tribune.
UN SISTEMA MULTI-ORBITA PER NUOVE PRESTAZIONI
In particolare Celeste intende validare un’architettura multi orbita capace di offrire un posizionamento accurato al centimetro, una maggiore robustezza e resistenza alle interferenze e allo spoofing, oltre a una latenza molto bassa grazie a segnali di acquisizione ultraveloce.
Questo approccio consentirà l’integrazione tra satelliti in orbita bassa e sistemi esistenti, ampliando le capacità complessive della navigazione satellitare europea.
LE FUTURE APPLICAZIONI
Quindi la missione aprirà la strada a nuove applicazioni, tra cui veicoli ad alta autonomia, Internet delle cose, sistemi aerei e marittimi senza equipaggio e servizi in ambienti complessi come aree urbane dense, regioni polari, vegetazione fitta e spazi interni.
Inoltre, contribuirà alla sincronizzazione delle reti di telecomunicazione terrestri 5G e 6G, ampliando il campo di utilizzo delle tecnologie di navigazione satellitare.
IL RUOLO DI THALES ALENIA SPACE
La missione Celeste si basa sull’esperienza consolidata di Thales Alenia Space nel settore della navigazione, dai programmi Egnos e Galileo Second Generation fino ai programmi al posizionamento e connessione come Native Positioning System, Moonlight, Argos, Angels, Kineis e Omnispace.
“Desidero ringraziare l’Agenzia spaziale europea per la sua rinnovata fiducia, oltre che tutti coloro che hanno contribuito a questo lancio, che segna una milestone significativa nella storia della navigazione satellitare in Europa,” ha dichiarato Hervé Derrey, Presidente e ceo di Thales Alenia Space. “Mentre aumenta la richiesta di posizionamenti di precisione, i sistemi di navigazione basati sullo spazio quali Galileo necessitano di essere integrati con satelliti a multifrequenza in orbita terrestre bassa. Il programma Celeste di Esa rappresenta un importante passo avanti, che apre la strada alle applicazioni di nuova generazione che richiedono robustezza e integrità, creando al contempo nuove opportunità nei mercati delle esportazioni.”







