Il 2026 potrebbe essere l’anno dei robotaxi, persino nella “vecchia” Europa, mercato guardato con sospetto dalle Case che scommettono sul nascente mercato perché potrebbe presentare i criteri regolatori maggiormente stringenti.
ZAGABRIA LABORATORIO EUROPEO
Non è infatti passato inosservato che il colosso statunitense Uber ha stretto una ennesima alleanza, questa con la startup croata Verne guidata dal Ceo Marko Pejkovic. Il fine è quello di portare i robotaxi a Zagabria, capitale del Paese dell’Europa orientale, che fungerà da laboratorio urbano a livello continentale.
I CINESI IN PRIMA LINEA
Della partita farà parte pure la arrembante società cinese Pony.ai, l’unica azienda a operare commercialmente servizi robotaxi completamente driverless in tutte e quattro le città cinesi di prima fascia (Pechino, Guangzhou, Shanghai, Shenzhen) che ha appena stretto un accorto col colosso giapponese Toyota. Ad agosto 2025, la sua flotta contava oltre 500 Robotaxi e più di 170 Robotruck.
PER UBER L’ENNESIMA PARTNERSHIP A TEMA ROBOTAXI
Tornando alla nuova alleanza che ha obiettivi europei, Pony.ai fornirà il software mentre a livello locale sarà Verne a gestire la flotta dialogando con l’amministrazione e soprattutto con i regolatori europei per ottenere le autorizzazioni e risolvere le questioni che immancabilmente si porranno a livello burocratico trattandosi di un settore ancora vergine.
Come nelle altre partnership che Uber ha siglato fin qui, l’ex startup statunitense metterà a disposizione le sue piattaforme online e dunque il suo portafogli clienti lato utenti.
NEGLI USA SI MUOVE ZOOX
Parallelamente, dall’altra parte dell’Atlantico si muove invece Zoox, la divisione di robotaxi guidata da Aicha Evans e alimentata da Amazon, che ha annunciato il debutto dei suoi mezzi senza volante né pedali ad Austin (Texas) e Miami (Florida) ponendosi come rivale diretto di Waymo e Tesla, dopo l’uscita di strada di Cruise di General Motors.
CORSE COI CLIENTI MA GRATUITE
La realtà è già presente a San Francisco e a Las Vegas. Come Tesla che sta mettendo in strada il suo Cybercab (la produzione è partita solo lo scorso gennaio), anche Zoox opera per mezzo di veicoli che non sono stati adattati per la guida autonoma, per questo la licenza speciale alla circolazione emessa a livello federale dalla Nhtsa non le permette al momento di chiedere denaro per le corse.
Ogni passaggio insomma è gratuito, ma dato che l’AI alla guida ha bisogno di enormi quantità di dati per affinare le proprie capacità lo scopo in questa fase è quello di raccogliere più informazioni possibili testando su strada, in situazioni per il pilota automatico di bordo senz’altro inedite, questi robotaxi.







