Dopo Fastweb+Vodafone, anche Tim rompe con Inwit sulle torri tlc.
Il consiglio di amministrazione dell’operatore tlc guidato da Pietro Labriola ha deliberato la disdetta del contratto quadro con Inwit, che regola l’uso delle infrastrutture di torri di trasmissione.
La scelta segue una mossa analoga di Fastweb + Vodafone: la scorsa settimana il gruppo svizzero Swisscom, che controlla Fastweb e ha integrato Vodafone Italia a fine 2024, ha comunicato la disdetta del Master Service Agreement con Inwit, avviando un percorso che porterà alla cessazione del contratto entro marzo 2028, in linea – sostiene il conglomerato elvetico – con le clausole previste.
La disputa incide su contratti fondamentali per i ricavi della società delle torri. Intanto il mercato reagisce negativamente: il titolo Inwit ha aperto in calo a Piazza Affari, cedendo il 3,2%, per poi ridurre le perdite a metà giornata e attestarsi intorno a 6,78 euro alle 13. Sullo sfondo permane un quadro industriale incerto, anche alla luce del progetto di joint venture tra Tim e Fastweb+Vodafone Italia per la costruzione di fino a 6.000 nuove torri a supporto dello sviluppo del 5G in Italia. Su questo fronte, Inwit esprime forte contrarietà, sostenendo che la duplicazione delle infrastrutture sia “priva di logica industriale, economica e ambientale”, oltre a richiedere “tempi biblici di realizzazione” e “rallenterebbe l’indispensabile sviluppo del 5G”.
Tutti i dettagli.
LA DECISIONE DI TIM
In una nota diffusa domenica, Tim ha reso noto che il board di ha deliberato di dare disdetta al contratto che regola i rapporti tra le parti per l’utilizzo dell’infrastruttura, “con efficacia alla scadenza contrattuale di agosto 2030, a seguito della clausola sul cambio di controllo esercitata nel 2022”.
Inoltre, la società ha spiegato che, dopo la disdetta dell’Msa con Inwit da parte di Fastweb+Vodafone, “nell’ipotesi in cui venisse accertato – in sede giudiziale ovvero per accordo tra le parti – che il cambio di controllo intervenuto nel dicembre 2020 abbia determinato l’applicabilità della relativa clausola contrattuale”, la comunicazione “dovrà intendersi anche quale disdetta con efficacia rispetto al termine originario del 31 marzo 2028”.
Tim ha motivato la decisione precisando che rientra “nell’ambito degli sforzi in corso dell’azienda per ottimizzare la propria struttura dei costi infrastrutturali”, ha dichiarato l’ex monopolio telefonico italiano. Ora avvierà negoziati con Inwit per un piano di migrazione pluriennale che garantisca la continuità operativa”.
In conclusione, Tim ha affermato che “avvierà le trattative per concordare con Inwit un piano di migrazione pluriennale che assicuri la continuità operativa dopo la scadenza del contratto”. L’operatore tlc capitanato da Labriola si è detto “disponibile a valutare con Inwit una revisione complessiva delle condizioni economiche e di servizio dell’accordo” anche nell’ottica di “proseguire nello sviluppo degli investimenti infrastrutturali strategici del Paese”.
LA REPLICA DI INWIT
Da parte sua la società delle torri guidata da Diego Galli ribadisce che il Msa con Tim è valido fino al 2038 e la disdetta è “priva di fondamento giuridico”.
Nello specifico, Inwit contesta la rescissione notificata da Tim, ritenendola contraria alle clausole contrattuali. In seguito al cambio di controllo del 2022, entrambe le parti avevano infatti esercitato il diritto di rinnovo automatico del contratto per 8+8 anni, estendendone la validità fino al 2038 e rendendo non esercitabile la disdetta. Secondo Inwit, questo rinnovo “incrociato” ha reso irrevocabile la durata dell’accordo per entrambe le società. Inoltre, eventuali decisioni legali relative al contratto con Fastweb non si applicano a Tim. Per questi motivi, Inwit giudica la disdetta inefficace e la interpreta come una mossa strumentale per ottenere condizioni economiche più favorevoli nella rinegoziazione del contratto.
DOPO LA MOSSA DI FASTWEB+VODAFONE
Come già detto, la scorsa settimana Fastweb+Vodafone ha notificato la disdetta del contratto Msa con Inwit, con cessazione prevista a marzo 2028 dopo il periodo di preavviso. La decisione della società controllata da Swisscom è motivata dai costi dei servizi ritenuti superiori ai benchmark di mercato e dalla mancata disponibilità di Inwit a rinegoziarli, fattori che limiterebbero la capacità di investimento nelle reti. Secondo il gruppo elvetico, l’uscita dall’accordo permetterà di riallocare risorse verso nuove infrastrutture, migliorare qualità e copertura e accelerare lo sviluppo del 5G, a fronte di investimenti annui pari a circa 1,5 miliardi di euro. Fastweb+Vodafone sostiene inoltre la piena legittimità del recesso, evidenziando che Inwit non avrebbe esercitato l’opzione di rinnovo dopo il cambio di controllo del 2020, lasciando quindi valida la scadenza originaria del contratto.
Non solo, la società ha reso noto altresì di aver “promosso un’azione legale nelle sedi competenti per far valere il proprio diritto contrattuale a porre fine all’accordo”.
Quindi per Inwit il fronte aperto da Fastweb+Vodafone si è allargato anche con Tim che lascia comunque aperta la porta a una negoziazione “delle condizioni economiche e di servizio dell’accordo nell’interesse di tutti gli stakeholders”.
LA LETTERA INDIRIZZATA DA ARDIAN A TIM
Nel frattempo, stando a quanto anticipato ieri da Bloomberg, l’azionista di Inwit, Ardian, ha inviato una missiva a Tim avvertendo che un eventuale recesso anticipato dal contratto con Inwit costituirebbe una grave violazione dei contratti alla base dell’operazione attraverso la quale Ardian ha rilevato il controllo del veicolo societario che prima era partecipato anche dall’operatore tlc. Pertanto la disdetta esporrebbe l’ex Telecom Italia a “responsabilità estremamente gravi”. La lettera, specifica Bloomberg, è stata inviata da Daphne 3, controllata da Ardian che detiene circa il 32% di Inwit.







