La Commissione ha annunciato l’avvio di una procedura formale contro Snapchat contestando diverse violazioni gravi del Digital Services Act (DSA), in particolare per tutelare i minori online.
LE AREE DI INDAGINE
L’indagine si concentrerà su cinque aree. La prima è la verifica dell’età: il sistema di autodichiarazione di Snapchat è considerato insufficiente per impedire l’accesso ai minori di 13 anni (come previsto dalle condizioni generali) e per valutare se gli utenti abbiano meno di 17 anni (per accedere ad alcuni servizi).
La seconda è il rischio per i minori di essere contattati da utenti con intenzioni dannose, come lo sfruttamento sessuale o il reclutamento per attività criminali: Snapchat potrebbe non implementare garanzie sufficienti per proteggere i bambini. La terza riguarda le impostazioni dell’account predefinite: Snapchat non fornisce sufficienti protezioni di privacy, sicurezza e protezione per i minori.
La quarta è la diffusione di informazioni sulla vendita di prodotti vietati: gli strumenti di moderazione dei contenuti non sembrano essere efficaci. La quinta è la segnalazione di contenuti illegali: i meccanismi di Snapchat non sono né di facile accesso né di facile utilizzo.
La procedura è stata lanciata dopo indagini condotte dai Paesi Bassi e dalla Germania.
PIATTAFORME PORNOGRAFICHE E DSA
La Commissione ha anche annunciato di considerare che le piattaforme Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos violano il DSA perché non hanno messo in atto sistemi di verifica dell’età sufficienti per prevenire che i minori siano esposti a contenuti pornografici sui loro servizi. Dopo le conclusioni preliminari le quattro piattaforme potranno rispondere e adottare misure per rimediare alle violazioni del DSA. In caso contrario rischiano una multa fino al 6 per cento del loro fatturato globale.
SENTENZE USA CONTRO META E GOOGLE
Due sentenze di due tribunali americani contro Meta e contro Google smentiscono le accuse dell’Amministrazione Trump sulla volontà dell’Ue di usare il Digital Services Act per censurare le grandi piattaforme americane. Mercoledì la Corte superiore della contea di Los Angeles ha stabilito che Instagram e YouTube sono responsabili delle sofferenze di una donna che accusava le due piattaforme di essere costruite per indurre dipendenza nei giovani utenti. Alla donna sono stati concessi 3 milioni di dollari di risarcimento.
Martedì una giuria del New Mexico ha considerato Meta responsabile per 375 milioni di dollari di danni, dopo che un procuratore generale ha accusato Instagram di essere “terreno fertile” per predatori di bambini. Anche se non ci sono stati commenti ufficiali da parte dei portavoce, c’è una certa soddisfazione dentro la Commissione per le due sentenze.
Una fonte ci ha ricordato che sono state avviate quattro inchieste ai sensi del DSA per il design che crea dipendenze delle piattaforme. Nel mirino ci sono TikTok, Meta, Temu e Shein.
(Estratto dal Mattinale europeo)







