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Perché la costellazione satellitare tedesca solleva malumori nell’Ue

I piani della Germania per sviluppare il sistema di comunicazione militare della Bundeswehr, paragonato al modello di Starlink di SpaceX, stanno sollevando preoccupazioni tra alcuni parlamentari europei per il rischio di duplicazione degli sforzi rispetto al programma europeo Iris2

Il progetto per la Starlink made in Germany fa sbuffare qualcuno a Bruxelles.

La Germania sta lavorando alla creazione di una rete di comunicazioni satellitari sicura e di livello militare in orbita terrestre bassa (LEO) per la Bundeswehr, le forze armate tedesche. Airbus Defence & Space e il duo formato da Rheinmetall e Ohb starebbero valutando la presentazione di un’unica offerta per la gara tedesca per il sistema di comunicazione militare della Bundeswehr da 10 miliardi di euro.

L’iniziativa si affianca al programma Iris2 dell’Unione europea, del valore di 10,6 miliardi di euro, che prevede il dispiegamento di 290 satelliti entro il 2029 per creare un sistema di comunicazione spaziale unificato. Con questo progetto l’Ue mira a posizionarsi nella gestione dei sistemi satellitari in cui attualmente spadroneggia Starlink, il servizio di Internet satellitare di SpaceX di Elon Musk.

Secondo quanto riferito da parlamentari europei a Reuters, questa iniziativa nazionale arriva in un momento in cui l’Ue sta cercando di rafforzare la propria autonomia strategica, anche alla luce del ridimensionamento del supporto statunitense sotto la presidenza di Donald Trump.

“Se la Germania ora costruisce un’architettura puramente nazionale non integrata in Iris2, si rischia di indebolire le strutture europee”, ha affermato Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente della commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo.

Nel frattempo, anche altri Paesi si muovono in questa direzione: l’Italia sta valutando una propria rete satellitare in orbita terrestre bassa per usi civili e militari, sebbene il progetto sia ancora in fase preliminare.

Tutti i dettagli.

LA SPINTA ALL’ACCELERAZIONE DEI LAVORI PER IRIS2

Iris2 è pensato per fornire una dorsale di comunicazioni satellitari criptate a governi e agenzie pubbliche europee. A inizio anno il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, ha indicato il 2029 come possibile data per l’avvio dei servizi iniziali, sottolineando la necessità di accelerare lo sviluppo del programma. “Ho chiesto a tutti i partner di intensificare e accelerare i lavori su IRIS2. Sono fiducioso che potremo già implementare i servizi iniziali entro il 2029”, ha dichiarato Kubilius in un discorso a Bruxelles. Analisti del settore osservano che il calendario resta ambizioso, considerando che la piena operatività del sistema è attesa nei primi anni del prossimo decennio.

INTANTO LA GERMANIA SI MUOVE IN AUTONOMIA

Intanto Berlino punta a sviluppare la costellazione satellitare “SATCOMBw Stage 4”, spiegava a gennaio Handelsblatt. A differenza del sistema Stage 3, SATCOMBw Stage 4 non si basa più su pochi satelliti geostazionari in orbite a circa 36.000 chilometri di altitudine. Sebbene i satelliti geostazionari forniscano un’ampia copertura del segnale, le elevate latenze del segnale li limitano. SATCOMBw Stage 4, d’altra parte, si baserà su una rete di numerosi satelliti in un’orbita terrestre bassa, a poche centinaia di chilometri di altitudine. Almeno cento satelliti sono destinati a collegare in rete carri armati, navi e soldati entro il 2029. Il

Gli analisti ritengono che il sistema tedesco utilizzerà tecnologie simili alla piattaforma Starshield di SpaceX, la versione governativa di Starlink, impiegata nelle comunicazioni sul campo di battaglia in Ucraina. Sia la rete tedesca sia Iris2 sarebbero comparabili per dimensioni a Starshield, anche se il progetto europeo, che includerà anche traffico commerciale, rimarrà molto più piccolo rispetto ai circa 10.000 satelliti della rete Starlink.

LA POSIZIONE DI BERLINO

Un portavoce del governo tedesco ha spiegato a Reuters che Berlino sta monitorando Iris2 e che il progetto europeo “ha il potenziale, ove opportuno, per integrare le iniziative nazionali nell’adempimento dei compiti sovrani”. Ha inoltre sottolineato che il sistema proposto risponde a esigenze specifiche delle forze armate tedesche, con requisiti “completamente diversi” rispetto a quelli del programma europeo.

RISCHIO DUPLICAZIONE E DISPENDIO DI RISORSE?

Strack-Zimmermann ha affermato a Reuters che i sistemi paralleli potrebbero portare a “strutture duplicate, standard frammentati e, in definitiva, a un minore impatto strategico a fronte di maggiori investimenti”, citando le crescenti minacce alla sicurezza derivanti dalla guerra in Ucraina.

“Il punto decisivo è la compatibilità, la connettività e l’integrazione europea”, ha dichiarato Strack-Zimmermann, aggiungendo che i progetti nazionali devono rimanere allineati con i quadri normativi dell’Ue.

LA POSIZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Da parte sua il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, ha ribadito che le decisioni sugli investimenti restano di competenza degli Stati membri, aggiungendo: “Investendo in Iris2, gli Stati membri possono partecipare a uno sforzo europeo comune che beneficia di risorse e competenze condivise. Ciò contribuisce a sviluppare tecnologie avanzate di comunicazione satellitare in modo più efficiente e su scala più ampia”.

LE PERPLESSITÀ (ANCHE TEDESCHE)

Anche sul piano economico emergono perplessità. “Alla fine, a pagare il conto sarà il contribuente (tedesco)”, ha dichiarato Jeanne Dillschneider, relatrice del Partito dei Verdi presso la commissione Difesa del Bundestag, riporta ancora Reuters.

Christophe Grudler, europarlamentare di Renew Europe, ha evidenziato i rischi di inefficienza: “La frammentazione raramente rappresenta l’uso più efficiente delle risorse pubbliche”, aggiungendo che “Una costellazione più piccola e isolata comporterebbe limitazioni in termini di copertura e scalabilità”.

Di diverso avviso il partito Alternativa per la Germania (AfD). “Considerate le capacità di potenziali avversari di satelliti di satelliti satelliti perturbati o addirittura distrutti, la ridondanza – in termini militari, le riserve – non è uno spreco di denaro, ma un requisito di una politica di sicurezza nazionale responsabile”, ha affermato Ruediger Lucassen.

LE PRECISAZIONI DELL’INDUSTRIA

In questo contesto, colgono il nodo centrale del dibattito le dichiarazioni di Marco Fuchs, ceo di Ohb, il produttore di satelliti tedesco in lizza per sviluppare la costellazione satellitare in orbita bassa per la  Bundeswehr, secondo cui Iris2 si basa su partenariati pubblico-privati, pertanto non possiede la specificità necessaria per una rete a vocazione militare.

“Se esiste un’effettiva esigenza militare, non si può semplicemente dire: ‘Lo noleggerò da aziende private e aspetterò di vedere come si evolverà la situazione'”, ha affermato Fuchs dopo la pubblicazione dei risultati finanziari di Ohb per il 2025 la scorsa settimana.

RISCHIO FRAMMENTAZIONE

Se da un lato Iris2 rappresenta un tentativo di costruire una capacità condivisa e competitiva a livello globale, dall’altro emergono esigenze operative specifiche – soprattutto militari – che spingono alcuni Stati membri, come la Germania, a perseguire soluzioni autonome. Il rischio, come evidenziato da diversi osservatori, è quello di una crescente frammentazione che potrebbe indebolire l’efficacia complessiva degli investimenti europei.

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