Fra i pochi ricordi degli studi liceali di letteratura latina rimane quello che Ovidio venne mandato in esilio a Tomi sulla costa del Mar Nero. Pare a causa di una relazione extraconiugale con la figlia dell’imperatore Augusto. E dai versi malinconici del poeta sembrava fosse un luogo molto triste. Poi invece si scoprì che l’attuale Costanza in Romania è una località balneare ideale per le vacanze. Niente di grave ma della regione che s’affaccia su quel mare e che è al confine fra l’Asia e l’Europa c’è molto da sapere. Marco Ansaldo con “Mare Nero. Sei paesi, le leggende, la guerra” (Marsilio, 208 pagine, 18 euro) riesce a raccontare una grande storia che, pur approfondendone le cause, non si limita al conflitto che ormai da quattro anni si combatte in Ucraina. Rispetto agli innumerevoli saggi che in questo periodo sono stati pubblicati sulla guerra, sulla Russia e sull’Ucraina, “Mare Nero” offre una visione più completa del passato ma anche uno sguardo sul futuro di quest’area che è stata e continuerà a essere un crocevia del mondo.
Bulgaria, Georgia, Romania, Russia, Turchia e Ucraina sono le sei nazioni che s’affacciano sul Mar Nero ma questa in qualche misura è solo la fotografia del presente. Il passato è ben più complesso. Le guerre si sono alternate a periodi di pace. Le rotte commerciali e le risorse naturali hanno attirato insediamenti stranieri. Dai goti ai mongoli non sono mancate le invasioni. Non è gratuito definire una grande storia quella che Marco Ansaldo racconta con “Mare Nero”. Oltre a tramandare leggende come quelle di Giasone, le polis dell’antica Grecia sono le prime a spartirsi il controllo di quello che a loro sembra quasi un grande lago salato molto diverso dall’Egeo e fondano città come Bisanzio e Trebisonda. L’impero romano ci stabilisce i suoi confini. L’epoca forse più interessante è però quelle delle repubbliche marinare. Venezia e soprattutto Genova stabiliscono i loro fondachi un po’ dovunque lungo le coste del Mar Nero.
La localizzazione preferita è comunque la Crimea che già allora rivela la sua importanza strategica grazie a porti come Caffa e Soldaia. Non a caso per i mercanti è il terminale della mitica Via della Seta dove le merci preziose arrivate via terra dall’Estremo Oriente possono essere imbarcate e trasportate in Europa. Non sfugge agli imperi il ruolo che la Crimea può avere per dominare il Mar Nero e alla fine è quello russo a conquistarne il controllo pressoché totale. Nulla cambia con la caduta degli zar e con la nascita dell’Unione Sovietica fino a che, nel 1954, Kruscev “trasferisce” la Crimea dalla Russia all’Ucraina e, con la disgregazione dell’URSS, la penisola torna a essere un territorio conteso e nel 2014 scoppia il primo conflitto. Proclami e chiacchiere a parte non ci sono segnali concreti che la guerra finisca presto. Eppure resta sempre la speranza che come già in passato nella sua storia millenaria il “Mare Nero” inizi un periodo di pace. Mai come questa volta quel grande lago salato sembra il crocevia dei destini del mondo.







