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Nvidia continua a crescere, ma non convince il mercato

Nvidia chiude l'ultimo trimestre dell'anno fiscale 2026 con numeri da record, eppure i mercati hanno reagito tiepidamente. Gli investitori si chiedono quanto ancora potrà crescere la società di microchip e quando gli investimenti delle Big Tech nella capacità di calcolo inizieranno a dare risultati. Numeri, fatti e contesto

I risultati di Nvidia nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2026, conclusosi il 25 gennaio, sono stati da record e anche le previsioni per i prossimi tre mesi superano le aspettative degli analisti. Eppure, in borsa il titolo dell’azienda di microchip guidata da Jensen Huang – la più grande al mondo, nonché la società a maggiore capitalizzazione in assoluto: oltre 4700 miliardi di dollari – non ha fatto faville: al contrario, il valore delle azioni è rimasto invariato nelle contrattazione after-hours, come segnala il Financial Times. I numeri straordinari del colosso dei processori non eccitano più i mercati, che anzi si chiedono quanto durerà ancora questa fase di boom dell’intelligenza artificiale – che si regge in buona parte proprio sulle unità di elaborazione grafica di Nvidia – e quando gli enormi investimenti dei gruppi tecnologici nelle infrastrutture inizieranno a restituire dei ritorni economici concreti.

GLI ULTIMI, OTTIMI, RISULTATI DI NVIDIA

Nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2026 Nvidia ha registrato entrate da 68,1 miliardi di dollari, il 20 per cento in più rispetto al periodo precedente e il 73 per cento in più rispetto all’anno prima: le previsioni di mercato si fermavano a 66,2 miliardi. Il margine lordo è stato del 75 per cento. La divisione dedicata ai centri dati, quella che riguarda i processori per l’intelligenza artificiale, ha riportato una revenue di 62,3 miliardi, del 75 per cento superiore rispetto al quarto trimestre dell’anno fiscale 2025.

Nell’intero anno fiscale 2026, invece, le entrate sono ammontate a 215,9 miliardi (il 65 per cento in più su base annua), superando per la prima volta la soglia dei 200 miliardi. L’azienda ha restituito agli azionisti 41,1 miliardi in forma di dividendi e riacquisti di azioni.

LE PREVISIONI PER IL PRIMO TRIMESTRE DELL’ANNO FISCALE 2027

Per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027, invece, Nvidia prevede di riportare entrate per circa 78 miliardi di dollari, al di sopra delle stime degli analisti (72 miliardi).

LE PAROLE DI JENSEN HUANG

L’amministratore delegato Jensen Huang ha dichiarato che “la domanda di potenza di calcolo sta crescendo esponenzialmente”. “I nostri clienti stanno correndo ad investire nel calcolo per l’intelligenza artificiale, le fabbriche che alimentano la rivoluzione industriale dell’intelligenza artificiale e la loro crescita futura”.

EPPURE, C’È SCETTICISMO

Insomma, Nvidia ha battuto tutte le previsioni, proprie e degli analisti di settore. Eppure i mercati continuano a essere scettici sia sulle capacità dell’azienda di riportare numeri simili anche in futuro, sia sulle possibilità dei grandi gruppi tecnologici di continuare a spendere così tanti soldi nella capacità di calcolo. Per esempio, quest’anno Microsoft, Google, Amazon e Meta investiranno collettivamente oltre 600 miliardi nei centri dati per l’intelligenza artificiale.

Nvidia dipende da un gruppo ristrettissimo di grossi clienti, tra cui le Big Tech già citate e le startup come OpenAi e Anthropic. Queste ultime, in particolare, non dispongono delle stesse risorse finanziarie dei colossi tecnologici e devono perciò fare affidamento su continui round di finanziamento per continuare a investire nel computing power.

Jensen Huang, comunque, si mostra sicuro. Dice che il flusso di cassa delle Big Tech continuerà a crescere e che l’espansione delle capacità di calcolo garantirà entrate economiche: “nel nuovo mondo dell’intelligenza artificiale, il calcolo equivale al ricavo”.

L’IMPATTO DELLA CRISI DEI CHIP DI MEMORIA

Ci sono, però, delle ombre sul futuro prossimo di Nvidia. Una di queste è la carenza di chip di memoria, un mercato controllato da una manciata di aziende – le sudcoreane Samsung e Sky Hynix e l’americana Micron – che è rilevantissimo per il settore dell’intelligenza artificiale: i processori di Nvidia, per esempio, devono essere abbinati a delle memorie. La direttrice finanziaria di Nvidia, Colette Kriss, ha garantito che la società possiede scorte sufficienti per soddisfare la domanda fino al 2027.

E LA CINA?

Nelle previsioni economiche per i prossimi mesi Nvidia non ha conteggiato le possibile entrate legate alla vendita di microchip per l’intelligenza artificiale in Cina, un mercato molto vasto dove però l’azienda non può muoversi liberamente, dovendo sottostare alle restrizioni imposte dal governo degli Stati Uniti per ragioni di sicurezza nazionale.

A dicembre, tuttavia, la Casa Bianca ha autorizzato Nvidia a esportare nel paese i suoi processori modello H200; la situazione, però, è molto complicata, anche per via di alcune divergenze tra il dipartimento del Commercio e il dipartimento di Stato. Le vendite in Cina sarebbero molto proficue per Nvidia e le permetterebbero anche di allontanare da sé i timori sulle ridotte prospettive di crescita e sulla dipendenza da un piccolo gruppo di clienti.

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