Passo verso la nuova generazione con il test dell’intelligenza artificiale sul jet F-35, il cacciabombardiere stealth di quinta generazione prodotto da Lockheed Martin.
Il colosso della difesa statunitense ha testato con successo la capacità del velivolo di utilizzare un sistema di puntamento potenziato dall’intelligenza artificiale in volo.
Il test, denominato Progetto Overwatch, è stato condotto presso la base aerea di Nellis in Nevada, ha reso noto la società con sede a Bethesda. Nello specifico, Lockheed Martin ha integrato un modello di apprendimento automatico basato sull’AI nel sistema di controllo delle informazioni dell’aereo.
Secondo l’azienda, la dimostrazione rappresenta un passaggio significativo nell’integrazione di modelli di IA tattica direttamente a bordo del velivolo. L’F-35 Jsf, prodotto da Lockheed Martin, è il cacciabombardiere più avanzato in dotazione alle forze armate statunitensi. Oltre a essere uno dei più avanzati, il velivolo è anche uno dei più costosi (circa 80 milioni di dollari a esemplare).
Inoltre, si tratta della prima volta che un modello di intelligenza artificiale tattica ha suggerito un bersaglio di combattimento a un pilota di caccia in modo indipendente.
Tutti i dettagli.
IL TEST PRESSO LA BASE AERONAUTICA DI NELLIS
Secondo quanto comunicato da Lockheed Martin, “La dimostrazione di successo… segna la prima volta che un modello di intelligenza artificiale tattica viene utilizzato in volo per generare un ID di combattimento indipendente sul display del pilota”. Il comunicato ha fornito pochi dettagli tecnici, ma ha precisato che durante il test “un modello di intelligenza artificiale/apprendimento automatico costruito e addestrato da Lockheed Martin ha risolto le ambiguità di identificazione tra gli emettitori, migliorando la consapevolezza della situazione e riducendo la latenza decisionale del pilota”.
UNA CAPACITÀ CRUCIALE NELLE OPERAZIONI MODERNE
In un contesto militare, “emettitori” si riferisce in genere alle emissioni a radiofrequenza provenienti da sistemi di comunicazione e radar, in contrapposizione ai sensori a infrarossi o ottici, spiega Breaking Defense sottolineando come l’identificazione di nuove emissioni sia un elemento cruciale nelle operazioni moderne, poiché una trasmissione sconosciuta può indicare una minaccia emergente oppure un sistema noto che opera in modalità differente.
L’IMPIEGO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN AERONAUTICA
Come ricorda Defense News, l’impiego dell’intelligenza artificiale sul caccia segue la pubblicazione, nell’aprile 2025, della dottrina dell’Aeronautica Militare statunitense, che stabilisce che l’intelligenza artificiale sarà integrata in tutte le forze armate come moltiplicatore di forza.
“L’intelligenza artificiale potenzierà l’Intelligence, la Sorveglianza e la Ricognizione (ISR) fornendo sensori in rete in grado di identificare ‘aghi in un pagliaio’ nascosti senza una conoscenza preventiva della minaccia”, si legge nel documento.
Tuttavia, l’Aeronautica Militare ha osservato che il suo approccio sarebbe quello di utilizzare l’intelligenza artificiale come strumento per “aumentare le prestazioni degli aviatori”, poiché l’intelligenza artificiale “manca di sensibilità al contesto e di capacità di ragionamento”, rileva ancora la testata.
“La discrezionalità militare spetta agli aviatori, ma l’IA può consentire decisioni operative più rapide e superiori”, ha spiegato la forza armata americana.
PRIMA DELL’F-47, UN PASSSO VERSO LA SESTA GENERAZIONE
Infine, nel presentare l’iniziativa, Lockheed Martin ha sottolineato la portata tecnologica del progetto.
“Questa è una dimostrazione della tecnologia di sesta generazione applicata a una piattaforma di quinta generazione”, ha dichiarato il vicepresidente per i sistemi di combattimento dell’F-35, Jake Wertz, richiamando il confronto con programmi di nuova generazione come l’F-47 sviluppato dalla rivale Boeing, sottolinea Breaking Defense.
Era il 21 marzo 2025 quando il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato la decisione del Pentagono per lo sviluppo di un nuovo caccia, “il più potente della storia”, che sarà pronto nel prossimo decennio, assegnando a Boeing il contratto per la sua realizzazione. L’obiettivo di volare entro il 2028 per il nuovo caccia di sesta generazione rappresenta un obiettivo relativamente ambizioso che potrebbe rendere alcune caratteristiche, come un motore di nuova generazione, irraggiungibili entro tale scadenza.







