Il governo di Panama ha annullato il contratto sulla gestione dei porti alle estremità del canale con il conglomerato cinese Ck Hutchison. Le operazioni saranno affidate, in via provvisoria, a due compagnie di navigazione europee: l’italo-svizzera Mediterranean Shipping Company (Msc), fondata da Gianluigi Aponte, e la danese Moller-Maersk.
L’ANTEFATTO, IN BREVE
Il governo panamense ha messo in atto la sentenza della corte suprema, che a fine gennaio aveva annullato, giudicandolo incostituzionale, il contratto che consentiva a Ck Hutchison di gestire i porti di Balboa, sull’oceano Pacifico, e di Cristobal, sull’oceano Atlantico. Il contratto in questione, risalente al 1997, era stato prolungato nel 2021 per altri venticinque anni senza che venisse convocata una gara d’appalto.
LA DECISIONE DI PANAMA
Tramite un decreto emesso lunedì, il governo di Panama ha assunto il controllo dei due porti sul canale e delle relative infrastrutture – sia fisiche, come le gru e i veicoli, che informatiche – in modo da garantire la continuità delle operazioni. Entro diciotto mesi, però, dovrà assegnare una nuova concessione.
COSA FARANNO MSC E MAERSK
Nel frattempo, una sussidiaria di Msc chiamata Terminal Investment Limited – è specializzata nella gestione dei terminal, è controllata dalla famiglia Aponte e ha sede in Svizzera -, avrà in gestione il porto di Cristobal, sull’Atlantico. Apm Terminals, una sussidiaria di Maersk, si occuperà invece del porto di Balboa.
Il canale di Panama è la seconda linea di navigazione artificiale più trafficata del pianeta, dopo il canale di Suez.
E CK HUTCHISON?
CK Hutchison ha fatto sapere di aver interrotto tutte le operazioni nei due porti, definendo però il decreto “illegale”.
CHE NE SARÀ DELL’OPERAZIONE CON BLACKROCK E MSC?
Gli interventi della corte suprema, prima, e del governo, poi, potrebbero avere un impatto – ma non è ancora chiaro quale – sulle trattative tra Ck Hutchison e un consorzio formato da Msc assieme alla società di investimento statunitense BlackRock per la cessione di numerosi porti gestiti dal conglomerato cinese, a Panama e in altri ventitré paesi del mondo, ad eccezione della Cina.
COSA PENSANO STATI UNITI E CINA
Questa operazione, dal valore di 23 miliardi di dollari, piace agli Stati Uniti, desiderosi di ripristinare il controllo americano sul canale di Panama e di marginalizzare l’influenza cinese nel paese. Le trattative sono invece sgradite alla Cina, che teme ripercussioni negative sulla competitività delle proprie aziende: secondo Pechino, la quota di maggioranza dei porti oggetto dell’accordo tra Ck Hutchison e BlackRock-Msc dovrebbe andare alla compagnia di navigazione statale Cosco.
Per ritorsione contro la sentenza, Pechino ha già ordinato alle società statali di sospendere i nuovi progetti a Panama, ha chiesto alle proprie compagnie di navigazione di valutare altre rotte e ha intensificato le ispezioni doganali su alcune importazioni panamensi, come il caffè e le banane.







