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Perché gli americani snobbano la Francia. Report Le Figaro

Attrattività della Francia: la sfiducia degli americani. L'articolo del quotidiano Le Figaro tratto dalla rassegna di Liturri

 

(Le Figaro, Gilles Boutin, 19 febbraio 2026)

Il barometro annuale AmCham-Bain evidenzia un significativo peggioramento della percezione della Francia tra i dirigenti delle filiali americane. Il prolungato e acceso dibattito sul bilancio 2026, inclusa la proposta di tassa Zucman e l’imposizione su grandi imprese e holding, ha generato diffusa diffidenza: un dirigente su cinque considera la Francia una destinazione «cattiva» rispetto ad altri paesi europei, oltre l’80% si dichiara preoccupato o molto preoccupato per la strategia di bilancio del governo Lecornu e il 94% vede rischi concreti nell’ambiente politico-istituzionale nei prossimi mesi. Il 55% giudica l’economia peggiorata nel 2025.

L’indice di raccomandazione della Francia resta negativo a -36%. Conseguenze dirette: il 54% prevede stabilità degli organici nei prossimi due-tre anni, il 28% una riduzione (contro il 21% precedente), con blocco delle assunzioni, sostituzioni limitate e focus su produttività. Nonostante i punti di forza strutturali riconosciuti (infrastrutture eccellenti, innovazione, energia decarbonizzata, qualità della vita), le debolezze persistenti – costo del lavoro elevato, rigidità sociale, burocrazia complessa, clima sociale teso – alimentano un crescente disincanto.

Il governo minimizza citando i dati positivi del 2025 di Business France, ma gli investitori americani chiedono riforme strutturali urgenti per non dirottare gli investimenti altrove.

1. Ritorno indietro di dieci anni.

«Siamo tornati indietro di dieci anni in termini di attrattività», secondo Bain & Company dopo il 26° barometro AmCham-Bain, che evidenzia una percezione storicamente degradata della Francia presso gli investitori americani.

2. Rischio politico percepito altissimo.

«Il 94% degli investitori interrogati ritiene che l’ambiente politico e istituzionale francese potrebbe presentare “dei rischi” nell’anno a venire.»

3. Preoccupazione diffusa per il bilancio.

«Più dell’80% di loro sono preoccupati o molto preoccupati per la strategia di bilancio adottata dal governo Lecornu.»

4. Attentismo occupazionale marcato.

«Il 54% indica che “i loro effettivi in Francia dovrebbero rimanere stabili all’orizzonte di due-tre anni” […] i rispondenti che anticipano una diminuzione dei loro effettivi nel 2026 (28%) sono ben più numerosi rispetto all’anno scorso (21%).»

5. Urgenza di riforme strutturali.

«Una schiacciante maggioranza dei rispondenti (90%) ritiene che la Francia diventerebbe più attraente impegnandosi in riforme strutturali […] Ma non si fanno molte illusioni, il 77% dichiara di non avere fiducia nella capacità del governo di agire in tal senso prima delle elezioni presidenziali del 2027.»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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