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Come e perché la Marina dell’Arabia saudita si affida a Leonardo

L'Arabia saudita ha ordinato da Leonardo quattro velivoli da trasporto tattico C-27J Spartan in configurazione velivolo da pattugliamento marittimo (MPA). Resta ora da capire se questo rafforzamento della cooperazione tra Leonardo e Riyadh possa rappresentare anche un ulteriore passo verso una partnership più ampia, fino a includere il Regno nel programma Gcap.

La Marina dell’Arabia Saudita sarà il ventunesimo operatore del C-27.

Leonardo fornirà infatti quattro C-27J Maritime Patrol Aircraft (MPA) al Ministero della Difesa del Regno, “garantendo le capacità richieste per il contrasto alle moderne minacce sottomarine e di superficie, per lo svolgimento efficace di missioni di ricerca e soccorso e per compiti di trasporto e aviolancio”, comunica oggi una nota del gruppo italiano guidato da Roberto Cingolani.

La commessa “conferma il forte legame tra Leonardo e il Regno dell’Arabia Saudita, con l’aumento degli ordini di C-27J da parte di operatori nel Paese dopo il precedente ordine, annunciato nell’estate 2025, di due unità dedicate alla lotta antincendio, al trasporto e all’evacuazione medica”. Inoltre arriva dopo gli incontri bilaterali tra il nostro paese e Riyadh del gennaio 2025, in occasione dei quali il Ministero degli Investimenti dell’Arabia Saudita (MISA), l’Autorità Generale per l’Industria militare (GAMI) e Leonardo hanno annunciato la firma di un MoU con l’obiettivo di discutere, sviluppare e valutare una serie di investimenti e opportunità per espandere ulteriormente la collaborazione nei settori dell’aerospazio e della difesa.

Una cooperazione destinata a crescere ancora? Proprio la premier italiana Giorgia Meloni aveva aperto ufficialmente all’ingresso di Riyadh nel Global combat air programme (Gcap), programma congiunto con Regno Unito e Giappone per il sistema di combattimento aereo di nuova generazione con Leonardo, Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries come aziende capofila nazionali.

Tutti i dettagli.

LA COMMESSA SAUDITA PER LEONARDO

Le consegne dei quattro velivoli C-27J Maritime Patrol Aircraft alla Marina del Regno cominceranno nel 2029. I C-27J impiegati in ruoli in ambiente marittimo sono già in servizio con la Guardia Costiera degli Stati Uniti, ma il contratto con la Marina dell’Arabia Saudita rappresenta il primo programma di acquisizione di C-27J comprensivo di integrazione di armamento per impieghi in ambiente marittimi.

Come già detto, quest’ultimo ordine è anche la seconda recente vendita dello Spartan al Regno, con due unità acquisite nel 2025 dedicate alle missioni antincendio, di trasporto merci e di evacuazione medica.

LE CARATTERISTICHE DEL C-27J MPA

Con questa commessa continua a crescere la presenza internazionale dell’aereo da trasporto tattico multi-missione C-27J Spartan, la cui flotta in servizio ha superato le 290.000 ore di volo.

Il C-27J MPA conserva tutte le caratteristiche e le capacità del C-27J Spartan Next Generation, includendo sistemi di avionica, navigazione, comunicazione, identificazione e autoprotezione di ultima generazione. Ciò assicura operazioni sicure, riduce il carico di lavoro dell’equipaggio in qualsiasi condizione meteorologica e di visibilità, e consente l’impiego sia in spazi aerei controllati militari e civili, sia in scenari caratterizzati da minacce elevate.

L’EVENTUALE INGRESSO DELL’ARABIA SAUDITA NEL PROGRAMMA GCAP

Resta ora da capire se questo rafforzamento della cooperazione tra Leonardo e Riyadh possa rappresentare anche un ulteriore passo verso una partnership più ampia, fino a includere l’Arabia Saudita nel programma Gcap.
Al programma per il sistema di combattimento aereo del futuro di Londra, Roma e Tokyo aspirano infatti ad aderire anche altri paesi.

Già nell’estate 2024 il principe ereditario e leader de facto Mohammed Bin Salman ha chiesto al Regno Unito, al Giappone e all’Italia di diventare partner a pieno titolo nel nel programma congiunto, in una mossa sostenuta dal governo britannico, come riportava il Financial Times.

L’Arabia Saudita sta valutando di contribuire finanziariamente al Gcap come Paese partner, e di acquistare esemplari del nuovo caccia che Giappone, Regno Unito e Italia puntano a sviluppare e produrre entro il 2035. Lo scorso gennaio la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha espresso un parere positivo in merito all’ipotetica partecipazione di Riad al programma.

E lo scorso aprile anche il ministro della Difesa, Crosetto ha ribadito che Roma è favorevole all’adesione dell’Arabia Saudita al programma Gcap, portandolo come un esempio di come la cooperazione in materia di difesa possa essere estesa a paesi extraeuropei. “La scelta del Giappone è stata fondamentale in questo senso, così come lo sarebbe l’Arabia Saudita, che ha bisogno di crescita tecnologica e dispone di maggiori risorse rispetto ai nostri tre paesi”, aveva affermato il ministro della Difesa.

Tuttavia, Riyadh sarebbe stata incoraggiata ad acquisire prima il know-how industriale e l’esperienza necessari, acquistando i caccia Eurofighter Typhoon e allestendo linee di assemblaggio per i velivoli. E l’ordine odierno sembra puntare in questa direzione.

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