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Cavi sottomarini, ecco come a Genova Unitirreno farà concorrenza alla Francia

È stato presentato a Genova il sistema di cavi sottomarini Unitirreno, che dovrebbe fare del capoluogo ligure un polo dei dati alternativo a Marsiglia. Tutti i dettagli, le caratteristiche tecniche e le aziende coinvolte.

Mercoledì è stato presentato a Genova il nuovo sistema di cavi sottomarini a fibra ottica per le telecomunicazioni, chiamato Unitirreno: la sua realizzazione ha richiesto tre anni di lavoro e un investimento di circa 80 milioni di euro.

Entrato in servizio sul finire del 2025, come ricorda Il Secolo XIX, Unitirreno collega la Sicilia (con un punto d’approdo a Mazara del Vallo) alla Liguria, passando per Fiumicino e Olbia. Il quotidiano genovese lo descrive come “un’autostrada sottomarina dei dati alternativa a Marsiglia per le rotte da Sud verso il Nord Europa”, oltre che un eventuale canale di connettività verso il Medioriente.

LE CARATTERISTICHE TECNICHE

Dal punto di vista tecnico, Unitirreno è dotato di ventiquattro coppie di fibre ottiche, ciascuna in grado di trasportare fino a 26 terabit al secondo – per avere un metro di paragone, l’intero traffico di dati dell’Africa ammonta all’incirca a 30 terabit -, con tempi di trasmissione dimezzati rispetto alle tradizionali dorsali terrestre: il collegamento tra la Sicilia e il Nord Europa avviene in 8,8 millisecondi. La vita operativa prevista è di trent’anni.

A occuparsi della posa dei cavi è stata Alcatel Submarine Networks, l’unica azienda europea attiva nel campo della progettazione, produzione, installazione e mantenimento di cavi sottomarini per le comunicazioni, nonché una delle più importanti al mondo. È controllata dallo stato francese, che l’ha acquisita dalla società finlandese Nokia nel 2024.

Il sistema Unitirreno è open, dunque aperto a più operatori: uno dei primi utilizzatori è Fastweb + Vodafone, che ha annunciato investimenti per circa 17 milioni di euro in infrastrutture di comunicazione collegate al progetto.

CHI POSSIEDE UNITIRRENO

Unitirreno è una partnership tra il Fondo Infrastrutture per la Crescita – Esg, istituito dalla società di gestione del risparmio Azimut e il fornitore di servizi Internet Unidata. Unidata possiede il 33 per cento della joint venture e Azimut la parte restante.

I PARTECIPANTI ALL’INVESTIMENTO

L’amministratore delegato di Unidata nonché di Unitirreno, Renato Brunetti (nella foto), ha spiegato che l’investimento, da 80 milioni in tutto, “è strutturato con 36 milioni di equity e il resto proveniente da un prestito bancario di Intesa Sanpaolo e Bpm”.

Nel marzo 2025 Unitirreno aveva siglato un accordo di finanziamento con Intesa Sanpaolo e con Banco Bpm dal valore di 57 milioni e una durata di quattro anni, strutturato in tre linee di credito.

NUOVI CLIENTI IN ARRIVO?

A detta di Brunetti, ci sarebbe spazio per altri dieci o quindici clienti del sistema, oltre alla già citata Fastweb. “Stiamo parlando con operatori italiani per chiudere altri accordi e anche con soggetti internazionali per intese da centinaia di milioni di euro nel medio lungo periodo”, ha dichiarato. “La nostra attenzione massima, oltre ai clienti italiani, è proprio per questi contratti internazionali: sono progetti a medio termine, complessi, che valgono centinaia di milioni di euro”.

L’attenzione è rivolta in particolare ai paesi del Golfo persico che vogliono dotarsi di grandi data center per l’intelligenza artificiale, come gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita.

“BILANCIARE IL PESO DI MARSIGLIA”

Brunetti ha presentato Unitirreno come un’infrastruttura necessaria per “bilanciare il peso di Marsiglia, che ha una fortissima concentrazione di cavi”. La città francese è un punto critico di concentrazione dei dati: ne consegue che un’incidente in quest’area potrebbe ripercuotersi sull’accesso a Internet in gran parte d’Europa, e forse anche oltre. “Occorre, quindi, bilanciare con un altro sito e Genova, per questo, è perfetta”, ha aggiunto.

L’IMPORTANZA DI UNITIRRENO PER GENOVA

Il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile ha dichiarato che “la posizione geografica e l’ecosistema legato al mondo dell’economia dei dati possano essere una grande potenzialità per far sì che Genova non sia solo landing station [un punto di approdo, cioè, ndr] di cavi sottomarini, ma diventi snodo dell’economia dei dati con l’insediamento di data center“.

– Leggi anche: Non solo Sparkle (Tim), cosa succede a Genova per i cavi sottomarini

I RISULTATI DI UNIDATA

Nel primo semestre del 2025 Unidata ha riportato ricavi per 49,4 milioni di euro (leggermente più alti di quelli della prima metà del 2024) e costi della produzione per 31,5 milioni (superiori ai 30,8 milioni di un anno prima). Il margine Ebitda adjusted è stato del 25,62 per cento. Il risultato operativo è ammontato a 6,7 milioni, contro i 6,9 milioni del primo semestre del 2024.

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