Gli Stati Uniti si sono dotati di una riserva di minerali critici per usi civili.
IL PROJECT VAULT, UNA MISURA ANTI-CINESE
L’iniziativa, chiamata “Project Vault”, è stata annunciata lunedì dal presidente Donald Trump e servirà “a garantire che le aziende e i lavoratori americani non subiscano mai danni a causa di eventuali carenze” delle materie prime essenziali per i settori dell’elettronica, dell’automotive e dell’energia, oltre che della difesa. La riserva può essere considerata una misura difensiva dalla Cina, che controlla le filiere di gran parte di questi elementi – dalle terre rare per i magneti all’antimonio per le munizioni, dal gallio per i semiconduttori al litio per le batterie, ad esempio – e che ne ha più volte limitato le forniture come leva politica.
Introducing Project Vault, a critical mineral stockpile for American businesses, unaffected by market disruptions. 💎🇺🇸 pic.twitter.com/Hd14JxujdP
— The White House (@WhiteHouse) February 2, 2026
Il Project Vault avrà una dotazione economica di 12 miliardi di dollari, di cui 10 provenienti dalla Export-Import Bank (o Exim: è l’agenzia del governo federale che si occupa di credito all’esportazione) e 2 dal settore privato.
IL CLUB DEI MINERALI CRITICI
In questo sforzo di affrancamento dalla Cina e dalle “perturbazioni del mercato”, come le ha chiamate la Casa Bianca, gli Stati Uniti non saranno soli. Il segretario degli Interni Doug Burgum ha detto infatti che nei prossimi giorni verranno annunciati gli undici paesi che entreranno a far parte del trade club sui minerali critici. L’amministrazione Trump ha già raggiunto degli accordi di cooperazione sul tema con l’Australia, il Giappone e la Malaysia.
COS’ALTRO SAPPIAMO
Non sappiamo ancora tutto sul Project Vault, ma – stando alle fonti di Bloomberg – avrà un’organizzazione e una funzione paragonabili a quelle della riserva strategica di petrolio, ma per i minerali critici e per altri elementi soggetti a prezzi volatili.
Gli Stati Uniti, in realtà, già possiedono una riserva di minerali critici, ma è destinata all’apparato della difesa: il Project Vault, invece, è pensato per il fabbisogno civile. Sotto Trump, peraltro, il governo americano è diventato azionista di diverse società che si occupano di estrazione e raffinazione mineraria: l’esempio più recente è Usa Rare Earth, che ha ricevuto un investimento pubblico di 1,6 miliardi di dollari.
LE AZIENDE PARTECIPANTI…
Al Project Vault hanno aderito finora una decina di aziende, tra cui le case automobilistiche Stellantis e General Motors, il costruttore di velivoli Boeing, il produttore di vetro e ceramiche Corning, la società di apparecchiature energetiche Ge Vernova, il costruttore di batterie Clarios e la compagnia tecnologica Google. Inoltre, tre gruppi di commercio di materie prime – Hartree, Traxys e Mercuria – si occuperanno dell’acquisto dei minerali per riempire le scorte.
… E IL FUNZIONAMENTO DELLA RISERVA
Per le aziende che aderiranno al Project Vault, la riserva fungerà da scudo contro la volatilità dei prezzi delle materie prime, eliminando la necessità – e i costi – di mantenere scorte proprie. L’accordo prevede che le imprese che si impegneranno da subito ad acquistare materiali a certo un prezzo di inventario, versando anche delle commissioni in anticipo, potranno presentare una lista degli elementi di cui hanno bisogno: verranno poi addebitati loro dei costi di mantenimento.
Le aziende potranno attingere alle loro scorte, a condizione che si occupino di reintegrarle nel tempo. In caso però di una grave interruzione delle forniture, invece, potranno accedere all’intera riserva.







