Skip to content

apple q.ai

Cosa farà Apple con (la misteriosa) Q.AI?

Apple acquisirà per una somma vicina ai 2 miliardi di dollari la start-up israeliana Q.AI che sviluppa una tecnologia di analisi delle espressioni facciali. Della società non si sa molto ma ha attirato l'attenzione di importanti fondi di investimento e della Silicon Valley. Fatti, nomi e numeri

 

Su una propria intelligenza artificiale Apple non ha avuto fortuna fin dall’inizio e allora alleanze e acquisizioni è ciò che rimane per salvare la situazione. Dopo l’accordo con Google, la cui intelligenza artificiale Gemini alimenterà il suo assistente virtuale Siri, il produttore di iPhone acquisterà per una cifra che non è stata resa nota la start-up israeliana Q.AI, che sviluppa una tecnologia di analisi delle espressioni facciali.

COSA SI SA DELL’ACQUISIZIONE

Apple ha finalizzato l’acquisizione della start-up israeliana Q.AI, una realtà che, secondo alcuni, ha operato in condizioni di estrema riservatezza fino al momento dell’operazione.

Sebbene i termini finanziari non siano stati divulgati ufficialmente, diverse stime collocano il valore della transazione tra 1,6 e 2 miliardi di dollari. L’operazione è considerata la seconda più importante nella storia di Apple per entità economica, superata solo dall’acquisto di Beats nel 2014 per 3 miliardi di dollari.

Prima dell’acquisizione, si stima che Q.AI avesse raccolto circa 100 milioni di dollari di finanziamenti, garantendo agli investitori un ritorno economico calcolato in almeno dieci volte l’investimento iniziale.

LA TECNOLOGIA DEL “LINGUAGGIO SILENZIOSO” E I SENSORI OTTICI

L’unicità di Q.AI, spiega l’azienda, risiede nello sviluppo di una tecnologia che fonde l’intelligenza artificiale con i principi della fisica. A differenza dei sistemi audio tradizionali, l’azienda ha brevettato sensori ottici capaci di rilevare i micro-movimenti dei muscoli facciali, della pelle e della mandibola.

Questa innovazione permette ai dispositivi di interpretare il parlato anche in assenza di suoni udibili, come nel caso di sussurri o della sola articolazione delle labbra, facilitando la comunicazione non verbale con gli assistenti digitali. Oltre alla comprensione del “linguaggio silenzioso”, i sensori sono in grado di isolare la voce dell’utente in contesti estremamente rumorosi e di monitorare parametri biometrici quali la frequenza cardiaca, il ritmo respiratorio e le emozioni.

CHI C’È DIETRO E CHE RUOLO AVRÀ IN APPLE

L’azienda, come riporta il Financial Times, è stata fondata a Tel Aviv nel 2022 da Aviad Maizels, Yonatan Wexler e Avi Barliya.

Maizels è una figura già nota a Cupertino, essendo stato tra i fondatori di PrimeSense, la società acquisita da Apple nel 2013 la cui tecnologia di rilevamento 3D ha costituito la base del sistema Face ID. Wexler ha ricoperto ruoli dirigenziali in OrCam, mentre Barliya è un esperto ricercatore nel campo dell’IA.

Secondo CTech, circa 100 dipendenti di Q.AI saranno integrati nella divisione hardware di Apple, sotto la guida di Johny Srouji, vicepresidente senior per le tecnologie hardware.

CHI FINANZIA Q.AI

Sebbene sul sito aziendale non si trovi alcuna informazione al di fuori dello slogan “In un mondo pieno di rumore, creiamo un nuovo tipo di silenzio”, Q.AI ha attirato l’interesse di importanti fondi di investimento internazionali e della Silicon Valley.

Tra i principali sostenitori, riferisce Reuters, figurano Aleph, Kleiner Perkins, Spark Capital e GV (il ramo di investimento di Alphabet). La compagine dei finanziatori include anche Matter Venture Partners, Corner Ventures, Gradient Ventures (fondo di Google specializzato in IA) ed Exor, la holding della famiglia Agnelli.

ìSrouji ha descritto Q.AI come “un’azienda straordinaria che sta aprendo la strada a modalità nuove e creative di utilizzo dell’imaging e del machine learning”. Da parte sua, Maizels ha dichiarato che “entrare a far parte di Apple apre possibilità straordinarie per superare i limiti e portare queste esperienze alle persone di tutto il mondo”.

COSA SE NE FARÀ APPLE DI Q.AI

L’acquisizione, osserva Bloomberg, si inserisce in una strategia volta a potenziare il comparto hardware e audio di Apple, settori in cui l’azienda è già leader con prodotti come gli AirPods. La tecnologia di Q.AI potrebbe essere implementata nei futuri modelli di auricolari, nel visore Vision Pro e in potenziali occhiali intelligenti per migliorare l’interazione con Siri e le funzionalità di Apple Intelligence.

Torna su