Nvidia, la più importante azienda di microchip al mondo, investirà 2 miliardi di dollari nella società statunitense di cloud computing CoreWeave, le cui azioni – all’annuncio – hanno guadagnato fino al 12 per cento, arrivando a valere 104,2 dollari.
COSA FARÀ COREWEAVE CON I SOLDI DI NVIDIA?
CoreWeave impiegherà queste nuove risorse economiche nella costruzione di centri dati dalla capacità di calcolo superiore a 5 gigawatt, entro il 2030. Si tratta di un’obiettivo ambizioso, per diverse ragioni. Innanzitutto, perché 5 GW equivalgono alla produzione di cinque grandi reattori nucleari oppure ai consumi elettrici annuali di quattro milioni di abitazioni. E poi perché CoreWeave, al momento, è in perdita: le sue spese in conto capitale sono di gran lunga superiori alle entrate, come segnala Bloomberg.
L’azienda – di recente fondazione (nel 2017) e con una valutazione di 52 miliardi di dollari – viene definita una neocloud, ossia una fornitrice specializzata di servizi di cloud computing alle grandi compagnie tecnologiche impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il suo cliente principale, che vale addirittura i due terzi delle vendite, è Microsoft.
UN ALTRO “ACCORDO CIRCOLARE” PER NVIDIA
Non è la prima volta che Nvidia investe in CoreWeave: lo aveva già fatto nel 2023, detenendo una quota del 6 per cento circa; adesso, con l’iniezione di altri 2 miliardi, ne possiede più dell’11 per cento.
L’investimento nella società di cloud computing è l’ultimo esempio di finanziamento “circolare” effettuato da Nvidia negli ultimi mesi. Con questa espressione ci si riferisce agli investimenti realizzati da Nvidia nelle aziende che sono sue clienti – come OpenAi, Anthropic e xAi – con l’obiettivo di alimentare la domanda dei propri prodotti.
A chi teme che gli accordi circolari possano condurre allo scoppio della presunta “bolla dell’intelligenza artificiale“, l’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang ha risposto che questi investimenti – per quanto ingenti – rappresentano solo una piccola parte delle spese nelle infrastrutture tecnologiche.
LA COMPETIZIONE SUI MICROCHIP, TRA GPU E CPU
L’investimento in CoreWeave si inserisce anche nella crescente competizione tra Nvidia e le grosse compagnie tecnologiche statunitensi, che sempre più stanno investendo nella produzione propria di microchip per emanciparsi dai processori – molto prestanti ma anche parecchio costosi – dell’azienda di Jensen Huang.
Attualmente, Nvidia controlla da sola quasi il 90 per cento del mercato globale dei chip per l’intelligenza artificiale, ma gli acceleratori sviluppati da Google, in particolare, potrebbero rappresentare una minaccia. A questo proposito, lo scorso ottobre la startup Anthropic aveva annunciato un accordo con Google per utilizzare fino a un milione dei suoi tensor processing unit: la scelta sarebbe dovuta al rapporto prezzo-prestazioni e all’efficienza di questi dispositivi.
Tornando all’accordo con CoreWeave, questo garantisce alla società l’accesso alle unità di elaborazione grafica (Gpu) di ultima generazione di Nvidia. Non solo: per la prima volta CoreWeave offrirà ai suoi clienti anche le nuove unità di elaborazione centrale (Cpu) di Nvidia su base autonoma.
Semplificando molto, le Gpu sono una tipologia di processori utilizzati per l’addestramento e il funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale; le Cpu, invece, servono per coordinare le varie funzionalità dei computer. L’intesa con CoreWeave segna dunque un ingresso più deciso di Nvidia nel mercato delle Cpu, attualmente dominato da Intel e da Amd. La società, peraltro, non aveva mai reso disponibili le proprie Cpu su base standalone, ma sempre all’interno di sistemi, assieme ad altri chip.






