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Il boom vegano crolla

Dal successo del 2019 al rallentamento attuale: tra crisi economica e ricerca di convenienza, il mercato vegano britannico arretra e i consumatori tornano alle proteine animali. L'articolo di The Daily Telegraph tratto dalla rassegna stampa di Liturri

 

(The Daily Telegraph, Jonathan Leake, 15 gennaio 2026)

Il fenomeno vegano che aveva conquistato supermercati e ristoranti britannici negli ultimi anni sta perdendo slancio in modo evidente: secondo il Good Food Institute Europe le vendite di alimenti a base vegetale nel Regno Unito sono calate del 4,5% a 898 milioni di sterline nell’anno terminato a gennaio 2025, mentre la quota di famiglie che acquistano almeno una volta all’anno alternative alla carne è in calo costante dal 2022.

Molti consumatori stanno tornando a prodotti di origine animale in cerca di valore e convenienza, mentre catene come Wagamama hanno eliminato piatti vegani di punta e marchi come Neat Burger hanno chiuso tutte le sedi britanniche dopo perdite pesanti. L’entusiasmo del 2019, simboleggiato dal successo del sausage roll vegano di Greggs, sembra essersi esaurito: gli esperti ritengono che il veganesimo fosse solo una nicchia all’interno del vegetarianismo, mai davvero dominante, e che la crisi economica e il desiderio di prezzi accessibili stiano accelerando il ripiegamento verso proteine animali.

1. Crollo delle vendite di prodotti plant-based nel Regno Unito

«Le vendite di alimenti a base vegetale in Gran Bretagna sono diminuite del 4,5% raggiungendo 898 milioni di sterline nell’anno terminato a gennaio 2025, secondo il rapporto del Good Food Institute Europe, segnando la fine di un periodo di forte crescita che aveva caratterizzato il mercato negli anni precedenti.»

2. Ritorno dei flexitariani alle proteine animali

«I dati separati di NIQ evidenziano che la quota di famiglie che acquistano almeno una volta all’anno alternative vegetali alla carne è in calo costante dal 2022, con un chiaro spostamento di molti consumatori verso proteine di origine animale in cerca di maggiore valore e convenienza.»

3. Fine dell’entusiasmo per il veganesimo di massa

«Il veganesimo era una nicchia all’interno del vegetarianismo e nessuno parla più davvero di vegetarianismo: lo avevo detto alle società di investimento dieci anni fa e non mi ha sorpreso affatto che questa tendenza si sia rivelata temporanea e limitata.»

4. Eliminazione di piatti vegani da menu importanti

«Wagamama ha tolto dal menu diversi piatti vegani di punta, tra cui il curry Vegatsu e i vegan K-dogs, perché l’interesse dei clienti non era sufficiente a giustificarne il mantenimento, e nelle comunicazioni recenti del locale si parla molto meno di credenziali vegane.»

5. Chiusura di catene vegane di alto profilo

«Neat Burger, la catena di hamburger vegani sostenuta da Leonardo DiCaprio e Lewis Hamilton, ha chiuso tutte le sue sedi nel Regno Unito ad aprile dopo aver accumulato perdite sostanziali, segnando un momento simbolico del ridimensionamento del mercato vegano anche in Europa.»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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