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Tra Groenlandia e Arabia Saudita: tutti gli affari di Critical Metals

Trump dice di volere il controllo della Groenlandia e le azioni di Critical Metals - alla ricerca di terre rare sull'isola danese - schizzano in alto. La società mineraria ha anche intenzione di aprire una raffineria in Arabia Saudita, che lavorerà il materiale destinato al comparto della difesa Usa. Tutti i dettagli.

Le dichiarazioni del presidente Donald Trump sulla possibilità, per gli Stati Uniti, di prendere il controllo della Groenlandia si sono rivelate estremamente positive per la società mineraria newyorkese Critical Metals, le cui azioni sono cresciute fino al 35 per cento – il massimo da metà ottobre -, permettendole di raggiungere una capitalizzazione di mercato di 2,1 miliardi di dollari.

IL PROGETTO TANBREEZ DI CRITICAL METALS

Nei giorni scorsi, infatti, Critical Metals ha annunciato l’espansione del progetto di Tanbreez, sull’isola danese, che dovrebbe contenere uno dei più grandi depositi al mondo di terre rare.

Le terre rare sono un gruppo di diciassette elementi metallici considerati di importanza critica sia perché sono fondamentali per i comparti della difesa, dell’energia e dell’elettronica; sia perché la Cina ne controlla l’estrazione e la raffinazione con delle quote che vanno dal 70 all’85-90 per cento del totale globale. Attualmente, gli Stati Uniti dipendono da Pechino per l’80 per cento delle loro importazioni di terre rare.

Critical Metals, più nello specifico, ha fatto sapere che acquisirà un laboratorio mobile di analisi a supporto delle sue attività a Tanbreez. L’amministratore delegato Tony Sage ne ha parlato come di un “momento trasformativo” per il progetto, che così avanzerà dalla fase di esplorazione a quella di pre-estrazione.

L’azienda, peraltro, di recente aveva già deciso di costruire un impianto di stoccaggio a Qaqortoq, nella porzione meridionale della Groenlandia, che dovrebbe venire completato per la metà del 2026.

A COSA SERVIRÀ IL NUOVO LABORATORIO

Per il laboratorio mobile, sviluppato da Bromet, Critical Metals pagherà all’incirca 1 milione di dollaro. Servirà a fornire, direttamente sul sito e in tempo reale, dati geochimici che aiuteranno l’azienda a valutare immediatamente i campioni estratti dal sottosuolo; l’area è formata da una roccia magmatica chiamata kakortokite.

Critical Metals conta di produrre inizialmente 85.000 tonnellate di ossidi di terre rare all’anno, da portare successivamente a 425.000 tonnellate.

IL SOSTEGNO DEL GOVERNO AMERICANO

L’amministrazione Trump sta pensando di sostenere il progetto Tanbreez con un prestito di 120 milioni di dollari erogato dalla Export-Import Bank, cioè l’agenzia governativa statunitense che si occupa di credito all’esportazione.

Nei mesi scorsi la Export-Import Bank ha già emesso delle lettere di interesse per oltre 2,2 miliardi di finanziamenti ad alcuni progetti minerari: le comunicazioni sono state indirizzate ad Arafura Rare Earths (controllata dalla “trumpiana” Gina Rinehart), Northern Minerals, Graphinex, Latrobe Magnesium, Vhm, Rz Resources e Sunrise Energy Metals.

IL RUOLO DELL’ARABIA SAUDITA

Oltre all’espansione delle sue attività in Groenlandia, Critical Metals ha annunciato di voler costruire una raffineria di terre rare in Arabia Saudita, che processerà il 25 per cento del minerale grezzo estratto a Tanbreez per poi inviare il materiale negli Stati Uniti, dove si svolgerà la fase finale di lavorazione: cioè la produzione di magneti in terre rare destinati al comparto della difesa.

– Leggi anche: Terre rare, l’americana Mp Materials fa affari in Arabia Saudita

Se l’affare andrà in porto, Critical Metals opererà in Arabia Saudita in joint venture con Tariq Abdel Hadi Abdullah Al-Qahtani & Brothers.

L’azienda, peraltro, ha già venduto il 75 per cento dell’output previsto da Tanbreez, ripartendolo tra clienti in Europa e negli Stati Uniti.

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