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Nel cuore dell’Africa si combatte una battaglia per i minerali

In Africa sta infuriando una battaglia per il controllo dei minerali, nel quadro della competizione globale tra Usa e Cina. L'analisi di Riccardo Pennisi tratta dal suo profilo LinkedIn.

Sì, okay, ci sono i negoziati tra Russia e Ucraina. Ma tutto lo stato maggiore dell’Unione Europea, inclusi molti capi di governo, in questi giorni era a Luanda, in Angola. Ve lo racconto con questa mappa fatta da me.

Una battaglia ben più cruciale sta infatti infuriando nel cuore dell’Africa: quella per il controllo dei minerali, le immense risorse naturali di cui il continente rigurgita, nel quadro della competizione globale tra USA e Cina. L’Occidente sta tentando di recuperare il vantaggio accumulato da Pechino negli ultimi anni: operazione che passa per la rinascita del Corridoio di Lobito.

La regione mineraria che si stende tra Repubblica Democratica del Congo e Zambia è uno scrigno di ciò che rende avide e insonni le potenze del XXI secolo. Celebre per la presenza di preziosissimo rame – indispensabile all’industria dell’elettronica, che le ha dato il nome di Copperbelt – è anche ricca di cobalto, necessario inoltre per le auto elettriche e l’industria aerospaziale. Per non parlare del litio, appena trovato un giacimento da 44 milioni di tonnellate, con cui si fanno le batterie di smartphone, pannelli solari e auto elettriche. È tutto lì.

Lo scrigno, per alcuni una benedizione, per molti una maledizione, è collegato verso l’esterno da molte linee di transito: come un asterisco che segue le linee della terra e del sottosuolo, ma anche della storia e della geopolitica.

Il Corridoio di Lobito verso l’Atlantico, e la ferrovia Tazara verso l’Oceano Indiano – la volle nient’altri che Mao, quando la Cina negli anni ’60 divenne la campionessa dell’emancipazione dell’Africa nera – non sono solo infrastrutture di trasporto, non sono solo assi di collegamento, ma soprattutto traiettorie di influenza: strumenti di potere dei colossi dell’economia mondiale.

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