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Quali sfide per l’industria ad elevata tecnologia italiana?

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Elevata Tecnologia

Quali sono le necessità e le sfide dell’industria italiana dell’elevata tecnologia? Di questo si è parlato al convegno “Sviluppo e innovazione nei settori strategici a elevata tecnologia” organizzato da Avio Aero in collaborazione con IAI. 

In un’economia globale dominata sempre più da chi dimostra di saper innovare, badare allo stato di salute dell’industria dell’alta tecnologia è un atto di estrema lungimiranza. Sviluppo e innovazione restano delle priorità, e non a caso Bruxelles punta su queste al fine di garantire un rilancio del settore industriale europeo, uscito fuori con qualche acciacco dalla crisi e in seguito all’affermarsi di nuove potenze industriali. Nel confronto globale è necessario perciò pensare al sostegno di settori strategici  con alto contenuto tecnologico come quelli aereonautico, dell’aerospazio e l’industria legata al mondo della difesa.

Di questi temi si è parlato in occasione dell’evento “Sviluppo ed innovazione nei settori strategici a elevata tecnologia” organizzato da Avio Areo a Palazzo Rospigliosi a Roma, dal quale è uscito fuori un quadro dello stato di salute dell’industria strategica italiana. Presenti all’incontro rappresentanti come il Commissario europeo per il Mercato Interno Elżbieta Bieńkowska, Giovanni Soccodato per Finmeccanica, Carlo Magrassi Consigliere Militare della Presidenza del Consiglio, Giuseppe Acierno Presidente del distretto aerospaziale pugliese, Giovanni Zanetti dell’università di Torino e Riccardo Procacci AD di Avio Areo.

Innovazione in Italia, occorre maggiore specializzazione

L’Italia – sebbene sia riuscita ad arrancare e sia sia confermato, con il 15% del valore aggiunto, il secondo paese manifatturiero dell’area euro, al pari merito con la Francia – ha vissuto il passaggio epocale con qualche difficoltà. L’Italia pur mantenendo un ottimo livello in settori industriali “tradizionali” come ad esempio quello del mobile, pecca di poca specializzazione in settori ad altro contenuto tecnologico. Pur se sono presenti nella filiera realtà di eccellenza, capaci di sviluppare innovazione, sono poche e mal connesse rispetto a quando avviene negli altri paesi.

Lo Stato ha ancora una sua importanza 

L’unico settore ad alta tecnologia che riesce a sopravvivere è quello legato alla sicurezza, dove affianco al gigante Finmeccanica riescono a crescere importarti realtà come quelle di Avio Aero. Nella sua unicità il settore ha necessità di sostegno, creando un ambiente che contribuisca ad aiutare le esportazioni accompagnando le imprese sui mercati esteri. In particolare, gli operatori privati del settore richiedono la costituizione di un mercato europeo della difesa  e accessi facilitati ai finanziamenti. Ferma restando la necessità di un rapporto più stretto tra realtà pubbliche e private, e di modalità di finanziamento flessibili, è impensabile per l’elevata tecnologia applicata nei settori strategici sopravvivere senza il sostegno dei finanziamenti statali, visto l’elevato costo del know-how. Dalle esigenze degli addetti al settore emerge la necessità di creare non solo sistemi con l’università, ma anche relazioni verticali all’interno della filiera e orizzontali dando la possibilità ai piccoli di consorziarsi.

Avio Areo

Pubblico e privato devono saper collaborare

Seppure vi sono stati dei casi come quello indiano in cui è stato possibile sviluppare realtà industriali indipendentemente dal governo, queste sono da considerarsi come “succursali” a basso costo dell’industria americana – che da tempo ha innescato una fortunata collaborazione tra pubblico e privato. Nella storia, il comparto difesa ha giocato sempre un ruolo fondamentale, ma le condizioni economiche non permettono più investimenti sufficienti. L’Italia per ora è indietro, ma ci sono dei segnali che indicano che si stia preparando il campo per una maggiore collaborazione tra imprese e partecipate di stato come Finmeccanica, ed un esempio potrebbe essere visto nello sviluppo del motore piaggio per aerei a pilotaggio remoto.

Nelle sfide del futuro si prevede una forte indipendenza tra le differenti branche delle industria tecnologica ed è necessario saper interpretare cosa riserverà il futuro. Gli americani, ad esempio, si muovono nella consapevolezza che i motori del futuro saranno intelligenti ed è quindi necessario integrargli con sistemi di big data. Saper interpretare quello che accadrà è d’importanza cruciale per evitare che in futuro si sarà costretti ad acquistare prodotti sviluppati altrove, mostrandosi in ritardo in dei settori di primaria importanza.

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