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Marte, ecco l’antennina che ci connetterà al Pianeta rosso

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Marte, l’antennina che ci connetterà al Pianeta Rosso è il frutto dell’invenzione di un giovane studente di ingegneria, ecco come potremo avere migliori informazioni dal pianeta che da sempre l’umanità vuole esplorare

Marte e le comunicazioni, da sempre un problema per gli scienziati, ma tra qualche anno qualcosa potrà cambiare. Un’antenna minuscola, più piccola di un iPhone, sarà posizionata sul prossimo robot esploratore che partirà per il pianeta Marte, nel 2020. Ad inventarla uno studente di ingegneria americano, Jean Paul Santos, che insieme a due suoi colleghi universitari ha risolto un problema di non poco conto che affligge la Nasa: ricevere in diretta informazioni dal pianeta rosso, un luogo che dista milioni di anni luce dalla Terra.
Con Marte le comunicazioni, ad oggi, sono brevi e limitate, solo 15 minuti due volte al giorno. Di fatti, gli scienziati della Nasa possono inviare i comandi operativi a Curiosity, il robot che sta attualmente esplorando il pianeta, ma la risposta da parte del rover non è immediata e crea problemi. In pratica, quando Curiosity raccoglie informazioni, non le invia direttamente alla Terra, ma deve prima di tutto trasmetterle a un satellite orbitante, il Mars Reconnaisance Orbiter, che solo in un secondo momento le trasmette alle basi terrestri della Nasa. Inoltre, essendo queste informazioni spesso sotto forma di foto o di video, questo lungo passaggio determina non solo una perdita di tempo, ma anche di qualità.antennina Marte
Proprio per questo, due anni fa, la stessa Agenzia spaziale americana aveva bandito un concorso aperto a tutti gli studenti universitari statunitensi per realizzare un’antenna che fosse in grado di ovviare al problema della difficoltà di comunicazione con Marte – permettendo uno scambio di informazioni diretto tra il robot e la Terra – e che fosse abbastanza compatta da poter essere inserita nell’equipaggiamento di uno dei robot esploratori.
In sostanza, l’antenna creata dal team di Jean Paul Santos è composta da 16 tessere di circa 9,5 cm che, una volta raggruppate, formano la superficie totale dell’antenna, circa 38 cm quadrati con componenti elettronici incorporati. È proprio la sua forma e il materiale di cui è fatta a rendere questa antenna abbastanza forte da poter inviare e ricevere segnali da distanze così importanti.
Oltre alla sua importanza in termini di ricerca e sviluppo tecnologico, questa piccola antenna comporterà anche un notevole risparmio economico: basti pensare che oggi ogni grande satellite che funge da intermediario tra Marte e la Terra costa alla Nasa circa 700 milioni di dollari. Dal 2020, invece, grazie ad essa potremo ricevere più velocemente e a minor costo più informazioni, foto e video dal lontanissimo pianeta rosso.

 

Laura Carbonetti

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