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Cosa ha detto Stefano Scalera (MEF) sul Fintech

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Il Fintech è un’opportunità, ma servono delle regole. Commenti e auspici di Stefano Scalera, consigliere del ministro dell’Economia, Padoan, dopo aver partecipato al Paris Fintech Forum

Stefano Scalera“Il Fintech rappresenta l’innovazione nel settore della finanza. Un’opportunità”, è questo il commento di Stefano Scalera, consigliere presso il ministero dell’Economia e Finanza, su Linkedin. Scalera ha partecipato, il 30 e 31 gennaio, al Paris Fintech Forum, un evento-dibattito sui principali temi della finanza tecnologia, sulle nuove esigenze e sulle novità, ma anche una manifestazione che ribadisce quale vuole essere il ruolo della Francia in questa rivoluzione (soprattutto dopo la Brexit).

FINTECH COME OPPORTUNITA’

Partiamo proprio da qui. “L’innovazione è il motore della crescita”, ha scritto Scalera su Linkedin.  Efficienza, velocità, trasparenza, ma anche risparmio e sicurezza fanno del Fintech un alleato dell’utente finale. La tecnologia applicata alla finanza, se ben gestita, può rivelarsi una grande “opportunità”, proprio come dice Scalera, per utenti e aziende di settore, banche incluse. Serve, però, capacità di adattamento e fantasia per reinventarsi.

“Le banche dovranno continuare ad acquisire società più piccole e più agili per aggiungere valore ai loro prodotti”, ha affermato a Bloomberg Jacob de Geer, co-fondatore della società di pagamenti svedese iZettle .”Hanno bisogno di innovarsi per mantenere i clienti, e continueranno ad andare verso il fintech”.

SERVONO REGOLE

Ovvio, servono delle regole. E servono anche in fretta. “Sono emersi diversi modelli di sviluppo dell’industria e di regolazione di quest’industria che sta nascendo ed evolvendosi anche in Italia. Non vi è dubbio che la regolazione sarà importante”, ha detto Stefano Scalera.

Qualcosa, in realtà, sembra muoversi in questo senso. Già a febbraio, infatti, la Commissione europea dovrebbe svelare una prima serie di raccomandazioni politiche su tutti i temi del settore Fintech, quali blockchain, servizi cloud-data, sicurezza online, con l’obiettivo di contribuire a far crescere l’industria della tecnofinanza in tutta l’Ue. Bruxelles, però, ci va piano e, almeno per ora, eviterà un’eccessiva regolamentazione del nascente settore, proponendo una normativa rigida solo per il crowdfunding e i prestiti peer-to-peer. Per la parte restante del settore, Bruxelles cercherà invece di individuare mezzi alternativi per incoraggiare le migliori pratiche con l’aiuto degli organismi di vigilanza finanziaria dell’Ue.

PARIGI HUB DELLA FINANZA TECNOLOGICA

45 Paesi, più di 2000 partecipanti, più di 200 Ceo e speakers, più di 150 aziende di finanza tecnologica: i numeri del Paris Fintech Forum sono davvero importanti e mettono in evidenza tutta la voglia di Parigi a diventare capitale del Fintech.

La Francia prova ad approfittare della Brexit e intende diventare il centro economico e finanziario d’Europa. Per molte Banche d’investimento, Londra è la prima più grande sede o, al massimo, la seconda, ma, con l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, gli istituti potranno vedere diminuire operazioni e benefici ed esser dunque costretti a scappare. La Francia spera a Parigi. Ed è per questo che la nazione d’Oltralpe ha deciso di accelerare sull’ultima frontiera della finanza. Anche le banche, BNP Paribas SA, Credit Agricole SA e Société Générale, tra le altre, hanno scelto di far diventare il digitale una priorità.

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