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Perchè l’inflazione bassa fa paura all’Ue?

Draghi

Un’inflazione bassa danneggia l’Europa: vediamo perchè

L’inflazione bassa non fa bene all’economia. E a testimoniarlo è anche la preoccupazione di Mario Draghi, Presidente della Bce, che in queste ore ha affermato che ‘ci sono forze nell’economia globale di oggi che cospirano per tenere bassa l’inflazione’. ‘Queste forze potrebbero far si che l’inflazione ritorni più lentamente verso il nostro obiettivo. Ma non vi è alcuna ragione per cui esse dovrebbero portare ad una inflazione più bassa in modo permanente’, ha aggiunto Draghi, sottolineando anche lui ‘non si arrenderà davanti alla bassa inflazione’.

L’inflazione va ad indicare un rincaro di ampia portata, che non si limita a singole voci di spesa, ma che coinvolge diversi beni e servizi. Diminuisce quindi il potere di acquisto delle famiglie, con una svalutazione della moneta. Ma allora, direbbe qualcuno, la bassa inflazione è cosa buona. L’inflazione in calo non favorisce i risparmiatori?

Perchè dobbiamo aver paura dell’inflazione bassa?

In primis, come ha ricordato spesso in questi ultimi mesi anche Mario Draghi, visti gli inevitabili errori di misurazione, un’inflazione troppo bassa può mascherare una deflazione, situazione ben peggiore che potrebbe persino essere causata dalla stessa inflazione bassa.

Un’inflazione troppo bassa potrebbe portare ad un rialzo dei tassi di interesse reali (e di quelli attesi), con un conseguente disincentivo a investire, e a un aumento dei debiti reali. Se l’inflazione scende a livelli più bassi di quelli previsti nel momento in cui il debito viene contratto, infatti, gli oneri come è facile immaginare aumentano.

L’inflazione bassa è in particolar modo pericolosa per l’Europa. In una unione monetaria un’inflazione bassa in generale andrebbe a penalizzare la ripresa. Ci spieghiamo meglio: in Europa i prezzi dovrebbero per esempio crescere più lentamente nei Paesi più in difficoltà, che nei Paesi già in via di ripresa. In questo modo sarebbe possibile sostenere le esportazioni degli Stati più poveri e penalizzare quelle degli Stati più forti. Se l’inflazione è pari ovunque (e la dinamica dei prezzi cala dappertutto), invece, la fase di ripresa è certamente più lunga. I Paesi in difficoltà, per veder crescere nuovamente l’economia, sono costretti a calare i salari.

Una bassa inflazione favorisce certamente la riduzione della disoccupazione, ma un’inflazione troppo bassa disincentiva le esportazioni e gli investimenti, facendo calare anche l’occupazione.

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