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Perché Iliad continua a rimandare lo sbarco in Italia

di

Iliad

Continuano le indiscrezioni su Iliad: manca ancora il management (forse si ha un nome),  ma le reti telefoniche nazionali hanno iniziato a predisporsi all’accoglienza

 

Iliad rimanda ancora: dovrebbe arrivare in Italia nel 2018, ma i concorrenti non si faranno trovare impreparati: Tim, Vodafone, Wind-3 stanno iniziando a predisporre un contro attacco per limitare il potere preminente che avrebbe l’entrata in commercio di Iliad sul territorio italiano. Ma andiamo per gradi.

Chi è Iliad?

IliadIliad, azienda di telefonia e telecomunicazioni francese, ha sede a Parigi a cui fornisce i servizi di telefonia fissa e mobile, hosting e internet. Il suo fondatore è Xavier Niel, che ha iniziato questa attività partendo dall’acquisizione di Fermic Multimedia, basato sul sistema Minitel e fornitore di servizi telematici per adulti, rinominandolo Iliad.

Nel 1999 la società francese ottiene le licenze per sviluppare la propria rete e commercializzare i suoi servizi con il marchio Free ma dal 2000 la rete smette di fornire servizi telematici Minitel e inizia l’interconnessione a France Télécom. Nel 2001 crea e commercializza il suo proprio terminale, Freebox e a partire dal 2003 inizia a offrire alla Francia i suoi servizi DSL per arrivare alle quote in Borsa a Parigi dal 2004.

Il 2012 è l’anno della sfida: viene fondato Free Mobile che dal 2016 è il quarto operatore francese per numero di clienti grazie alla sua peculiarità di linea low cost.

L’arrivo in Italia

Sulla notizia del suo arrivo in Italia sono molte le “voci di corridoio”: le prime offerte arriveranno i primi mesi del 2018. Per ora Xavie Niel starebbe ancora studiando  il mercato e scegliendo il management. Il nome del brand, con molta probabilità, sarà diverso da quello scelto in Francia. Qualche indiscrezione parla di  “Ho.Mobile”, questo sarebbe il nome esatto dell’acquirente d’Oltralpe che a Milano, Roma e Torino sta acquistando e accendendo le frequenze che Wind3 ha ceduto ai francesi, assieme ai settemila impianti di trasmissione, per favorire la concorrenza. 

“Ho.Mobile” potrebbe essere anche un nome provvisorio, dal momento che la ricerca manuale nelle città indicate, oltre agli operatori nazionali consolidati, trova solamente un linea chiamata 22250.

A Milano, Iliad ha comprato una porzione di un palazzo situato in via Restrelli, stesso edificio che ospita Zte, gestore tecnico delle reti cellulari Wind3. A Roma ci sarà solamente la sede di rappresentanza dell’azienda, così che possa raggiungere facilmente le istituzioni e per ora c’è già la sede legale, sempre nella Città Eterna.

Alla ricerca di un Amministratore Delegato

Anche per quanto riguarda le Risorse Umane ci sono ancora diverse incertezze: manca ancora l’amministratore delegato, espressamente richiesto italiano. Anche sulle figure intermedie di dirigenza non si sa ancora granché, nonostante Niel dica che a breve apriranno le call per un migliaio di dipendenti, con contratti a tempo indeterminato e collaborazioni.

I primi accordi

Ciò che si conosce di sicuro è che Iliad ha già iniziato a sottoscrivere diversi accordi di roaming con Wind3, avendo acquisito le sue reti con esteIliadnsione molto ridotta, e con Tim. Sarebbe anche in trattative con Vodafone.

Per l’acquisizione delle antenne sono in corso le contrattazioni con Cellnex – gestore delle antenne Wind – e Inwit – quello di Telecom. Colloqui ulteriori definiranno i legami con Fastweb e Telecom per la richiesta di Iliad sulla fibra ottica, che collegherà le antenne.

Offerte Low cost per sbaragliare concorrenza

Sempre in base ad indiscrezioni, l’intenzione di Neil sarebbe quella di intraprendere anche in Italia una campagna Low Cost, offrendo però anche il 4G che Tim con il suo nuovo marchio Kena Mobile non offre. Sicuramente, quindi, quello di Iliad non sarà esattamente un low cost come quello francese, in cui Free è conosciuta per la fruibilità di attivazione e acquisto delle schede SIM tramite i distributori automatici sparsi dovunque nel Paese.

Le schede saranno acquistabili in 5-600 negozi monomarca gestiti autonomamente in linea diretta e, forse, da alcuni distributori automatici (previsti ma non ancora passati al vaglio della valutazione della legge statale, che andrebbe rivista). 

Gli investimenti di Iliad

In Italia, Iliad dovrebbe investire un miliardo nel prossimo triennio, compresi tutti quei costi che riguardano le varie acquisizioni. Nel prospetto economico semestrale dell’azienda francese, presentato a settembre, figurano 60 milioni investiti nella prima parte dell’anno, 50 dei quali per l’acquisizione delle frequenze.  Altri 390 milioni sono stati messi a budget tra 2018 e 2019 come pagamento a Wind3 per gli impianti acquisiti. Ulteriori 200 milioni andranno invece nelle casse pubbliche per le frequenze.

Tutto questo per raggiungere l’obiettivo di un 10% di quota di mercato, livello di punto di rottura – famoso breakeven – al di sopra del quale tutto è profitto.

La guerra dei prezzi

Tim, Wind-Tre, Vodafone, ma anche Kena e altri operatori MVNO. Iliad non avrà certo vita facile nel Belpaese. La guerra dei prezzi si è già scatenata e le compagnie hanno aumentato minuti e giga dei pacchetti esistenti.

E se è vero che solo dopvodafone dronio il vero debutto, potremmo dire come andrà e come cambierà il mercao della telefonia, è anche vero che un’idea possiamo già farcela. Gli obiettivi di Iliad, che vuole conquistare il 15% della quota mercato, non saranno facilmente raggungibili.

Con l’obiettivo di contrastare l’arrivo di Iliad e i numeri derivati dalla fusione Wind-Tre, Tim, la società di Flavio Cattaneo ha lanciato Kena Mobile, che promette tariffe low cost per tutti i clienti.

Anche Vodafone, proprio come fatto da Tim, starebbe pensando alla creazione di un Mvno, di un operatore virtuale pensato esplicitamente per offerte low cost. Secondo alcune indiscrezioni, l’8 marzo avrebbe dato vita a Vei srl avvisando gli altri competitor del mercato di essere in possesso di una licenza Full MVNO. Le prime offerte potrebbero arrivare già il 3 settembre, sul finire dell’estate. Si tratta, però, solo di indiscrezioni, ancora non uffciali.

Non solo. Sempre in base ad indiscrezioni, Vodafone avrebbe aperto anche un tavolo tecnico, che ha creato una roadmap che ha stabilito, tra le altre cose, test di collaudo nel corso dell’estate. E allora il lancio di un operatore virtuale di Vodafone non è poi una opzione così assurda e lontana dalla verità.

E ancora: anche Fastweb e Tiscali si sono già riorganizzate con pacchetti “low cost”.

 

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