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Oval Money: il salvadanio è digitale. E accumuli risparmi ogni giorno

di

Oval Money Benedetta Arese Lucini

Fino a pochi mesi fa guidava Uber in Italia. Poi ha fondato Oval Money, app con cui si risparmia ad ogni pagamento. “La Brexit non è un problema per il Fintech. Abbiamo la sede a Londra ma la nostra creatività parla italiano”.

 

“Il gap digitale? Non esiste se si è capaci di intercettare un reale bisogno tecnologico”. La mette in questo modo Benedetta Arese Lucini, classe 1983, top manager trapiantata a Roma e co-fondatrice di Oval Money, start-up su misura per i risparmiatori messa in piedi assieme agli imprenditori Claudio Bedino ed Edoardo Benedetto. Ma soprattutto fino al 2015 general manager in Italia per conto di Uber, l’app più ammirata e contestata al mondo. L’occasione per fare una chiaccherata con l’ex lady Uber è il Digital Payment Summit, di scena oggi alla Luiss di Roma. Quasi 12 ore tra interventi, dibattiti e proposte sul mondo del Fintech e dei pagamenti digitali, con la presenza di decine di manager (qui l’elenco dei relatori)

Pagare (per risparmiare)

monetinePunto primo, che cos’è Oval Money. “Funziona come una specie di salvadanaio, perchè ti legge tutte le transazioni bancarie e di carte e aiuta ad accumulare piccoli risparmi che finiscono per creare una sorta di tesoretto”, spiega Benedetta Arese Lucini a Start Magazine in una pausa dei lavori. “È una app che ti permettere di connettere la tua carta di credito e i sistemi bancari in un’unica app. Tutto ruota intorno alla possibilità di arrotondare le tue spese all’euro più vicino. Facciamo un esempio: tu spendi 6,10 e la app ti dice che spendi 7 e mette gli 0,90 in un conto di risparmio. Ancora, se paghi 6,40 euro, l’app ne segna 7. I restanti 60 centesimi finiscono in un conto risparmio. Ma attenzione, il tutto si svolge in totale trasparenza”. In pratica, ad ogni transazione, dal caffè ai vestiti, ti permette di mettere da parte un piccolo gruzzolo da utilizzare successivamente per altre spese”.

Dov’è il guadagno? “Offriamo la possibilità di investire il risparmio accumulato in fondi di investimento di cui saremo marketplace. Per ogni persona che decide di investire, noi guadagniamo un piccolo ammontare fisso”.

Non è un Paese per vecchi

C’è da chiedersi se l’Italia si è preparata per simili innovazioni. Sorpresa, lo è. Basta solo capire di che cosa ha bisogno la gente. La prova? E’ nei numeri. “Da aprile ad oggi, nemmeno due mesi, abbiamo raccolto 12 mila downloads. Giovani, anziani. Il fatto è che quando un’innovazione va a coprire un bisogno, non esiste un paese più arretrato dell’altro e quel prodotto funziona e anche l’Italia diventa un Paese innovativo“, spiega la co-founder di Oval Money. “In fin dei conti non bisogna mai dimenticare una cosa. Questo è un Paese di risparmiatori, di grandi risparmiatori. Noi lo sappiamo e infatti insegniamo a farlo, ma con le regole dell’innovazione. Si tratta solo di rieducare le persone, ma la sostanza non cambia”.

La Brexit? No problem, ma…

BrexitAltro capitolo, la Brexit. Oval Money ha la sede a Londra, dunque impossibile non fare un passaggio sull’uscita del Regno Unito dal perimetro europeo. “Voglio chiarire un punto. Noi di Oval Money abbiamo la sede a Londra ma la nostra creatività è qui, in Italia. Il nostro team lavora qui. La Brexit? Non credo sia un problema per il Fintech. Le start-up hanno nel dna una vocazione europea e questa è un’arma vincente contro la Brexit. No, per quanto riguarda il Fintech non vedo un problema. Semmai mi spaventa la confusione normativa, quella sì. In Italia l’ho vissuta con Uber. Se tocchi una categoria, non penso solo ai tassisti, succede un putiferio. Per questo servono regole certe. Su questo lo ammetto, l’Italia è parecchio indietro”.

Il digital payment summit alla Luiss

Quanto al senso della kermesse romana, è toccato al presidente dell’associazione istituti di pagamento, Maurizio Pimpinella, spiegare l’iniziativa. “Accelerare l’evoluzione dei pagamenti è un’urgenza per l’economia del Paese. Bisogna capire che il sistema di pagamenti è l’infrastruttura che abilita tutte le nuove forme d’impresa, in massima parte originate dalla trasformazione dell’economia in senso digitale. Costruire questo sistema richiede un impegno collettivo: devono impegnarsi la politica e le authority ascoltando di più il mercato e disegnando un quadro normativo regolamentare chiaro e non penalizzante; devono impegnarsi banche e imprese investendo con più fiducia; devono impegnarsi le università formando professionalità adeguate al nuovo scenario” ha commentato”.

 

 

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