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Leonardo-Finmeccanica, i veri conti 2017, le bordate di Profumo e le gioie in Qatar

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Gioie e dolori per l’ex Finmeccanica. Leonardo archivia un 2017 debole dopo la revisione al ribasso delle guidance annunciata lo scorso novembre e confermata a fine gennaio (tutta colpa del settore elicotteri) ma festeggia la commessa del Qatar. Sono i doppi sentimenti in casa dell’ex Finmeccanica, il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro e capitanato dall’amministratore delegato Alessandro Profumo, nel giorno in cui il colosso attivo nell’aerospazio e nella difesa ha diffuso i dati definiti sul 2017. Ecco numeri, parole e approfondimenti.

I NUMERI 2017

Il 2017 per Leonardo si chiude con un risultato netto ordinario in calo a 274 milioni dai 507 del 2016. Ebita in calo del 14,9% a 1.066 milioni. I ricavi sono in flessione del 4% a 11,527 miliardi. l calo dei ricavi è più marcato se si fa il confronto con i 12.993 milioni del 2015. L’indebitamento netto di gruppo migliora del 9% a 2.579 milioni. Il cda ha deliberato di proporre all’assemblea la distribuzione di un dividendo di 14 centesimi per azione.

IL CONSENSUS

I mercati, tuttavia, si aspettavano di più dal risultato di Leonardo. Secondo il consensus Factset, riportato da Afp, gli analisti si attendevano un utile netto di 317 milioni di euro.

I RICAVI

Gli ordini sono stati 11.595 milioni, in calo del 41,9% rispetto ai 19.951 milioni dichiarati da Moretti per il 2016; Leonardo rileva però che, se si esclude dal 2016 «l’effetto eccezionale del contratto Efa Kuwait per un importo di 7,95 miliardi», il calo degli ordini è del 3 per cento. Il margine operativo Ebita è diminuito del 14,9% a 1.066 milioni (il Ros flette dal 10,4% al 9,2%). l calo di ricavi e di redditività del 2017 è la conseguenza della riduzione di ordini negli anni precedenti.

IL PESO DEGLI ELICOTTERI

I ricavi, come detto, si sono fermati 11,5 miliardi di euro, in flessione del 4% rispetto al 2016, e a pesare è stato, come già anticipato da Profumo in occasione della presentazione del piano a gennaio, il settore degli elicotteri.

IL COMMENTO DI PROFUMO

Leonardo approfondisce le dinamiche del comparto elicotteri con alcune sottolineature critiche che non sono passate inosservate: “L’andamento del 2017 è stato fortemente penalizzato dall’incertezza e dalle difficoltà di alcuni mercati di riferimento nonché da una insufficiente flessibilità nell’adeguare la macchina produttiva e i processi di pianificazione all’evoluzione della domanda e alla ridotta visibilità sulle configurazioni finali, in presenza tra l’altro di una limitata maturità industriale di taluni nuovi prodotti. Ciò si è tradotto in una flessione di tutti gli indicatori”. Non è un caso, come ha fatto notare Gianni Dragoni del Sole 24 Ore, che “la divisione elicotteri da ottobre è guidata da Gian Piero Cutillo, il responsabile commerciale da un anno è Carlo Gualdaroni”.

LA PROSPETTIVA

E ora? La strada – scrive Luca Pagni di Repubblica – è “obbligata”. Leonardo – ha scritto – dovrà “recuperare quel 30 per cento di ordini nel settore degli elicotteri perduti tra il 2012 e il 2016. Complice, in particolare, il blocco degli investimenti nella ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi, quando il prezzo del greggio è sceso fino ai 25 dollari il barile; gli elicotteri, infatti, sono il mezzo più usato per garantire i collegamenti tra le piattaforme e la terraferma”.

LE GIOIE QATARINE

Ma il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro guarda avanti, con l’amministratore delegato Alessandro Profumo che ha firmato a Doha una maxicommessa da 3 miliardi per il consorzio elicotteristico Nh Industries: si tratta di la fornitura di 28 elicotteri militari Nh90, ed è previsto che potrebbe essere ampliata in futuro con l’aggiunta di ulteriori 12 elicotteri. Leonardo è prime contractor (nel consorzio anche Airbus e, con una partecipazione minore, Fokker) e la quota per l’ex Finmeccanica – non resa nota – supera, secondo stime di mercato, il 40% del valore complessivo della commessa.

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