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Jeff Bezos pronto a vendere Amazon, per finanziare viaggi nello Spazio

Amazon Tv

Jeff Bezos venderà le proprie quote di Amazon per investire il denaro in Blue Origin, società che dovrebbe offrire servizi di turismo spaziale

 

Amazon è in vendita. Meglio, il miliardario Jeff Bezos ha deciso di vendere una miliardo di azioni di Amazon ogni anno per finanziare la sua azienda spaziale Blue Origin, alimentando il suo sogno di far viaggiare le persone nello spazio.

Jeff Bezos, il secondo uomo più ricco del mondo dopo Bill Gates, con un patrimonio netto di 78 miliardi di dollari, avrebbe certamente la forza finanziaria per sostenere Blue Origin ancora per molti decenni. Vendere le quote è un modo per reinvestire, sfidando direttamente il progetto di Elon Musk e del suo SpaceX. Approfondiamo insieme.

Il progetto Blue Origin


Blue Origin
è una società che si interessa di fornire servizi di turismo spaziale. Insomma, a distanza di più di 50 anni dal famoso allunaggio di Apollo11, Jeff Bezos è convinto che è ora che gli Americani tornino sulla Luna, ma con altre prospettive e scopi. Niente (o almeno apparentemente niente) di scientifico, solo turismo spaziale.

E per invogliare i paperoni a spender 300.000 dollari per un viaggio in una capsula, Bezos promette grandi finestre da cui si potrà osservare le meraviglie dell’Universo e la lontana Terra.

“Per l’America è tempo di ritornare sulla Luna per restarci, questa volta”, ha dichiarato nei mesi scorsi Bezos. “Progettare e costruire un insediamento lunare permanente è un obiettivo degno di questo Paese”, e Blue Origini è certamente un primo passo (importante) verso questo nuovo obiettivo.

Il nuovo lanciatore di Blue Origin: il New Glenn

new glennNon solo. La società sta attualmente lavorando anche allo sviluppo di un veicolo di lancio conosciuto con il nome di New Glenn, con sette motori a razzo molto grandi.

Di potenza superiore al  Delta IV Heavy, capace di una spinta di 17,12 milioni di newton al momento del lancio, e con il nome che riprende quello dall’astronauta americano John Glenn, che nel 1962 Glenn fu il primo statunitense a orbitare intorno alla Terra, la nuova capsula spaziale avrà due varianti, a seconda degli stadi presenti nella parte superiore del razzo, e sarà pronta a volare entro la fine del decennio. Il lancio di New Glenn, dovrebbe avvenire, secondo quanto anticipato da Jeff Bezos, dal Complex 36 di Cape Canaveral, in ristrutturazione in Florida.

“Se si va lenti le cose vanno lisce e se vanno lisce si può andare veloci. Procedere in modo prudente e metodico, sul lungo periodo, paga: si fanno le cose più speditamente se non si salta nessun passo. Questo approccio graduale attiva potentemente la fiducia nelle proprie capacità ed è un ingrediente critico per ottenere risultati audaci”, aveva detto Jeff Bezos durante la presentazione del lanciatore.

I piani per finanziare Bluee Origin

Lo abbiamo già detto. Jeff Bezos ha deciso di vendere una miliardo di azioni di Amazon ogni anno per finanziare la sua azienda spaziale Bluee Origin.

“Il mio modello di business, in questo momento, per Bluee Origin è quello di vendo circa un miliardo all’anno di azioni di Amazon e il ricavato lo utilizzerò per finanziare Bluee Origin”, ha detto Jeff Bezos in occasione dello Space Symposium, una conferenza annuale sul settore spaziale a Colorado Springs. “Quindi, il modello di business per la Bluee Origin è molto robusto.”

Amazon

Un progetto apprezzato

Se i possibili turisti hanno ancora qualche remora sui viaggi intorno alla luna, c’è chi appoggia in pieno il progetto del numero uno di Amazon. E c’è chi è pronto già ad offrire i suoi servizi in quella che potrebbe essere la colonizzazione della Luna. Parliamo, per esempio, della società, Bigelow pronta ad offrire infrastrutture, con i suoi moduli abitativi gonfiabili, o della United Launch Alliance (Boeing e Lockheed Martin), impegnata a progettare una rete di trasporti per lo spazio cislunare, ossia attorno alla Luna.

La sfida a SpaceX

Quello di Bezos, però, non è l’unico progetto in materia. Il miliardario dovrà scontrarsi con Elon Musk, il pioniere dell’auto elettrica, che ha fondato Space Exploration Technologies Corp., società grazie alla quale due turisti andranno in viaggio intorno alla luna, entro la fine del prossimo anno.

Fondata nel 2002, SpaceX è una delle poche società private a fornire servizi di trasporto spaziale e nasce con l’obiettivo di ridurre i costi dei lanci spaziali e favorire la colonizzazione di Marte.

Fino ad oggi, la società fondata e voluta da Elon Musk ha portato avanti diversi progetti e sviluppato alcuni vettori spaziali già lanciati in orbita. Dal lavoro dell’azienda sono nati Falcon 1 e Falcon 9, due moduli di lancio (progettati affinché possano essere riutilizzati) impiegati nei vari lanci effettuati sino ad oggi.

Non solo: SpaceX ha anche dato vita alla navicella spaziale Dragon, la prima in assoluto, realizzata da una società privata, ad aver mai raggiunto e rifornito la Stazione Spaziale Internazionale.

Blue Origin punta su prezzi competitivi

Ma Blue Origin punta su finestre e comodità. Le capsule che dovrebbero portarci sulla luna saranno dotate di grandi finestre. Meglio, ogni passeggero (6 in tutto) avrà la propria finestra e un sedile in pelle reclinabile. Come un jet privato.

Le grandi finestre sono una buona manovra di marketing per il turismo spaziale, sostiene Bill Goodman, vice presidente dei sistemi spaziali a HNU Photonics. “Più grandi sono, meglio sarà”, ha detto Goodman. “Chi può permettersi un volo spaziale dovrebbe poter aver probabilmente anche una buona macchina fotografica e vorrà sicuramente scattare qualche bella foto.”

Dobbiamo dire che Blue origin punta anche su un prezzo competitivo. Per abbassare il costo del viaggio, la società guidata da Jeff Bezos intende rendere i razzi riutilizzabili, come aeroplani.

C’è da dire che a questo avrebbe già pensato anche Elon Musk, che proprio nelle scorse ore ha rilanciato nello spazio il suo Falcon 9. Si tratterebbe del primo razzo lanciato in orbita per ben 2 volte.

Quanto è accaduto con Falcon9 (atterrato poi su una delle navi drone di SpaceX che operano nell’Oceano Atlantico) “significa che è possibile far volare e rivolare un ripetitore orbitale, che rappresenta la parte più costosa di un razzo. Quello che è avvenuto oggi comporterà un’enorme rivoluzione nel volo spaziale”, ha dichiarato Elon Musk.

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