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Home banking, 10 regole per proteggere il conto corrente dagli attacchi hacker

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Da Abi Lab 10 regole per tenere lontano gli hacker dai propri conti correnti: come sfruttare la comodità dell’home banking in tutta sicurezza

 

Controllare i conti, fare bonifici e monitorare i propri investimenti da un computer, dallo smartphone o dal proprio tablet, mentre si è comodamente seduti sul proprio divano. Comodo, veloce e sicuro (forse). Se è vero che sempre più italiani si affidano alla Banca connessa, è anche vero che sono ancora troppi gli utenti che diffidano da questi servizi, per paura di attacchi hacker.

Dobbiamo dire, a tal proposito, che l’aumento delle transazioni in Rete ha incentivato le banche a innalzare le difese contro i crimini informatici. Gli istituti di credito si stanno impegnando anche attraverso presidi tecnologici, iniziative di formazione del personale e campagne di sensibilizzazione della clientela, che mirano ad ottenere la fiducia del cliente.

Anche Abi Lab, il centro di ricerca e innovazione per la Banca promosso dall’Associazione bancaria italiana è scesa in campo per fornire all’utente le 10 regole per

Home banking: una soluzione sempre più utilizzata

FintechEntro il 2021, quasi 3 miliardi di utenti potranno accedere ai servizi bancari al dettaglio tramite smartphone, tablet, PC e smartwatches, con una crescita del 53% rispetto al 2017.Lo dice un rapporto della Juniper Research dal titolo “Retail Banking: trasformazione digitale & Disruptor Opportunities 2017-2021”.

Il digital banking piace, ai consumatori e sarà sempre più utilizzato: gli utenti scelgono le Banche che offrono servizi digitali, scelgono la comodità, i tempi rapidi, il multicanale. E questo significa solo che gli istituti finanziari saranno costretti ad adeguarsi, concentrando i loro sforzi sul digitale e sul fintech, se vogliono essere leader di mercato.

Dunque, se fino ad oggi, secondo il rapporto Juniper, le Banche tradizionali sono riuscite a mantenere una posizione dominante rispetto alle iniziative e agli attori Fintech, ora tutto sta gradualmente cambiando. E nel 2017 le grandi banche proveranno ad investire nel digitale, acquistando le startup e le aziende che operano nel campo della finanza tecnologica.

Di questa tendenza alla digitalizzazione potrebbe beneficiarne anche la Blockchain, una tecnologia nata con i Bitcoin e destinata a modificare profondamente il sistema economico, rivoluzionando alla base i concetti di transazione, proprietà e fiducia.

“La tecnologia è attualmente il grande elemento di differenziazione per tutti i tipi di banche; comprese le banche tradizionali e le cosiddette banche sfidanti. Gli investimenti in digital banking hanno raggiunto livelli record nel 2016 e le banche tradizionali si prevede che concentreranno tutti i prossimi sforzi nella trasformazione digitale “, ha commentato, Nitin Bhas, autore della ricerca.

Anche le grandi banche stanno già scommettendo sul digitale

Juniper, in realtà, fa sapere che alcune banche hanno già avviato la trasformazione digitale, provando ad affermarsi nel mercato della finanza tecnologica e a mantenere una posizione di leader in quello degli istituti finanziari.

Tra le banche che più credono nel fintech ci sono Banco Santander, Bank of America, Barclays, BBVA, BNP Paribas, Citi, HSBC, JP Morgan Chase, RBS, Société Générale, UniCredit e Wells Fargo.

Digital BankingSportelli in pensione?

Che il digitale stia rivoluzionando il modo di fare banca è fuor di dubbio. Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla Banca d’Italia, nel 2016, gli sportelli in Italia sono scesi di circa mille unità, a quota 29.000 contro i 30.259 del 2015. Erano 30.723 nel 2014, 31 mila nel 2012 e  33.000 nel 2010. Diminuisce anche il numero delle banche, passate dalle 644 del 2015 alle 604 dello scorso anno. Certo, un peso lo hanno avuto anche le ultime fusioni in corso nel mondo del credito cooperativo e l’assorbimento delle 4 banche fallite a novembre 2015 nel gruppo Ubi, ma che ci sia lo zampino della tecnologia è innegabile.

E a dimostralo sono i dati relativi alle operazioni effettuate dall’home banking: 36 milioni di operazioni da parte delle famiglie italiane solo nel 2016, 33 milioni nel 2015, 30 milioni nel 2014 e 26 milioni nel 2013. Stesso trend per le imprese, 3,2 milioni lo scorso anno, 3 milioni l’anno prima, 2,7 milioni nel 2014. In tutto, le operazioni svolte a casa o in ufficio lo scorso anno, sono state 45 milioni, contro i 42 milioni del 2015.

Home banking: 10 regole per proteggere il conto corrente dagli attacchi hacker

fintech1. Prima regole è diffidare da qualsiasi richiesta di dati relativi a carte di pagamento, chiavi di accesso all’home banking o altre informazioni personali ricevute su qualsiasi canale digitale. Gli istituto di credito, infatti, non chiameranno, né ci contatteranno per chiederci le nostre password.
2. Non cliccate sui link che vi arrivano per email o sms. Dunque, quando abbiamo bisogno di connetterci al sito possiamo farlo inserendo direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione. Possiamo anche utilizzare su smartphone e tablet le app apposite.
3. Verificare, sempre e comunque, il nome del sito della Banca nella barra di navigazione. È sempre bene controllare l’autenticità della connessione: quindi, se il nome è presente, “clicca” due volte sull’icona del lucchetto (o della chiave) in basso a destra nella finestra di navigazione e verifica la correttezza dei dati che vengono visualizzati.
4. Controlla spesso i movimenti che vengono effettuati. Potresti chiedere al tuo istituto di credito la possibilità di ricezione di un messaggio o una mail quando viene effettuato un pagamento o un prelievo.
5. Qualsiasi anomalia tu possa riscontrare nei servizi di home banking, puoi rivolgerti alla tua banca, che potrà darti informazioni utili.
6. Non scaricare documenti e programmi in allegato. Diffida di qualsiasi messaggio, anche se apparentemente autentico, ricevuto tramite e-mail, sms, social network, etc.
7. Installa e mantieni aggiornati software di protezione (antivirus e antispyware), ed effettua delle scansioni periodiche del tuo hard disk.
8. Aggiorna il sistema operativo e gli applicativi del computer.
9. Installa sui dispositivi solo programmi di cui puoi verificare la provenienza.
10. Controlla sempre le prestazioni del tuo computer:rallentamenti, apertura di finestre non richieste, ecc. possono essere sintomo della presenza di un virus nel computer.

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