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Ecco gli Stati europei che saranno più colpiti dai nuovi dazi Usa su acciaio e alluminio

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trump silicon valley

Dal Cremlino a Pechino, passando per la Germania, si levano in tutto il mondo voci critiche sull’intenzione annunciata da Donald Trump di applicare nuovi dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio. Ecco parole, reazioni e scenari dopo l’idea esplicitata da parte del presidente degli Stati Uniti. E in Europa si fanno già le prime simulazioni sugli Stati dell’Unione europea che saranno più colpiti dalla misura americana.

CHE COSA DICE TRUMP

“Quando un Paese (gli Usa) perde molti miliardi di dollari nel commercio con praticamente ogni Paese con cui fa affari, le guerre commerciali sono giuste e facili da vincere”. Lo ha scritto il presidente Donald Trump su Twitter difendendo la sua proposta sui dazi su acciaio e alluminio. “Per esempio, quando siamo sotto di 100 miliardi di dollari con un certo Paese e loro fanno i furbi, non facciamo piu’ affari con loro – e vinceremo alla grande. E’ facile!”.

LA RISPOSTA DI PECHINO

Chi ha reagito per primo agli annunci della Casa Bianca è stata la Cina, che ha ha espresso “grave preoccupazione” sulla politica commerciale Usa che da ultimo ha portato l’amministrazione Trump a decidere nuovi dazi sull’import di acciaio e alluminio. Pur in mancanza di risposte immediate alla mossa americana, il ministero del Commercio, in una nota, ha ribadito che Pechino ha adempiuto a tutte le obbligazioni invitando Washington a risolvere le dispute con i negoziati.

GLI UMORI ASIATICI

I dazi Usa all’import di acciaio non “hanno un grande impatto sulla Cina”, che vanta una quota di mercato americano pari al 2% circa. E’ stato questo il commento di Li Xinchuang, vice segretario generale della China Iron and Steel Association, per il quale si tratta di “una misura di protezionismo stupida che renderà gli Usa più deboli che forti”. Con la chiusura, il settore diventerà “sempre più datato nel mentre aumenteranno i costi sui consumatori”. I titoli dei produttori cinesi, tuttavia, restano in tensione nelle contrattazioni di Borsa.

IL COMMENTO DI TOYOTA

Le tariffe statunitensi sull’acciaio e l’alluminio danneggerebbero le case automobilistiche e aumenterebbero “sostanzialmente” il prezzo delle auto vendute in America. Lo ha affermato il gigante dell’auto giapponese Toyota. La casa auto ha osservato che il 90% dell’acciaio e dell’alluminio che acquista per le sue operazioni negli Stati Uniti proviene già dagli Stati Uniti. “Nondimeno, la decisione dell’amministrazione di imporre sostanziali dazi su acciaio e alluminio inciderà negativamente sulle case automobilistiche, sulla comunità dei fornitori automobilistici e sui consumatori, poiché ciò aumenterebbe in modo sostanziale i costi e quindi i prezzi delle auto e degli autocarri venduti in America”. Gli Usa sono il primo mercato di Toyota, con 2,4 milioni di veicoli venduti nel 2017.

LA REAZIONE EUROPEA

“Le contromisure per ribilanciare questa situazione saranno discusse mercoledì della prossima settimana” dalla Commissione Ue. Lo ha detto un portavoce di Bruxelles, Alexander Winterstein, a chi gli chiedeva in merito alla decisione del presidente Usa, Donald Trump, di imporre dazi su acciaio e alluminio. “Siamo pronti a rispondere velocemente, con mano ferma e in modo proporzionato” nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio, ha aggiunto il portavoce parlando con i giornalisti a Bruxelles. “Monitoreremo molto da vicino il mercato”, ha spiegato ancora Winterstein.

CHE COSA DICE ELECTROLUX

Electrolux ha annunciato che sospenderà gli investimenti negli Stati Uniti, in seguito alla decisione del presidente Donald Trump di tassare le importazioni di acciaio e alluminio. “Congeliamo i nostri investimenti”, ha dichiarato all’agenzia di stampa svedese TT il portavoce dell’azienda scandinava, Daniel Frykholm. “Abbiamo bisogno di analizzare le tasse e vedere come reagisce il mercato”, ha aggiunto, “ma, per essere chiari: questo è un messaggio per l’amministrazione che per noi ciò è davvero negativo”.

LE SIMULAZIONI SULL’EUROPA

La volontà del presidente Usa, Donald Trump, di imporre un dazio del 25% sulle importazioni di acciaio colpirebbe quasi 5 milioni di tonnellate di prodotti europei, di cui 3,4 milioni rappresentati da prodotti finiti e 1,5 milioni di prodotti semi-finiti e altri prodotti, come cavi e tubi. A tanto infatti è ammontato, secondo i dati raccolti da Bloomberg, l’export dei Paesi dell’Unione Europa verso gli Usa nel 2017.

CHI SONO I PAESI PIU’ COLPITI

I Paesi più colpiti saranno la Germania e l’Olanda che con 951 mila e 632 mila tonnellate di prodotti finiti esportati sono in testa all’interscambio commerciale con gli Usa. Un prezzo salato lo pagherà anche l’Italia, quinto esportatore verso gli Usa, con 212 mila tonnellate di prodotti finiti lo scorso anno. Di seguito la classifica dei primi dieci Paesi della Ue per tonnellate di prodotti finiti di acciaio esportati negli Usa nel 2017: 1) Germania (951.125) 2) Olanda (632.607) 3) Francia (237.345) 4) Svezia (216.041) 5) Italia (212.103) 6) Lussemburgo (206.957) 7) Spagna (193.199) 8) Gran Bretagna (172.977) 9) Portogallo (169.082) 10) Belgio (153.590).

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