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G7: su cosa si sono messi d’accordo i Grandi. E su cosa no

di

G7

I Sette leader mondiali hanno trovato un accordo solo su alcuni temi. Nulla di fatto per il clima al G7, poche novità per i migranti

 

 

Un G7 deludente, almeno per Angela Merkel, che sperava di trovare un accordo quasi su tutto. Un successo, invece, per Donal Trump. Tanti gli argomenti sul vertice di Taormina, da i 7 Grandi del Mondo hanno fatto pochi passi avanti. E dopo l’accordo sulla lotta al terrorismo, niente di fatto invece sul clima. Bene sul fronte del commercio, ma quasi nulla è stato fatto sul fronte migranti.

Non sono mancati i compromessi, anche al ribasso pur di evitare una rottura. Donald Trump è rimasto fermo sulle sue posizioni, concedendo qualche spiraglio solo sul tema commercio. Ma andiamo per gradi.

I partecipanti al G7

A discutere di terrorismo, commercio, clima e migranti sono stati il premier italiano Paolo Gentiloni, il presidente Usa Donald Trump, il neo presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Theresa May, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il premier canadese Justin Trudeau.

Lotta al terrorismo, anche attraverso internet

Lo avevamo detto, sarebe stata la lotta al terrorismo a farla da padrone. E così è stato: fin dalle prime ore del vertice è apparso chiaro a tutti che la volontà di dire basta a nuove stragi come quella avvenuta a Manchester.

I grandi 7 hanno firmato una dichiarazione che sancisce “l’unità dei maggiori paesi del mondo libero contro il terrorismo in risposta all’attentato di Manchester”, ha commentato il premier Paolo Gentiloni nelle scorse ore. “Combatteremo l’abuso di internet da parte dei terroristi. Pur essendo una delle principali conquiste delle ultime decadi, Internet ha anche dimostrato di essere un potente strumento per gli scopi terroristici. Il G7 chiama i service providers e i social media ad aumentare gli sforzi” per la lotta al terrorismo.

“Ci impegniamo a un approccio collettivo per gestire e controllare i rischi derivanti dai foreign fighters. Spingeremo sulle risorse per costruire una capacità dei paesi di transito di gestire il fenomeno per controllare la minaccia dei loro spostamenti e rientri, in particolare nei luoghi d’origine” hanno dichiarato i partecipanti al G7.

Il compromesso sul commercio

Un accordo, meglio un compromesso è arrivato anche sul tema dei commerci. E la cosa, a a dir la verità, non era certo tanto scontata, visto le posizioni di Donald Trump. Comunque, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha preso l’impegno “a tenere i mercati aperti e a combattere il protezionismo, ferma restando la volontà di combattere le pratiche commerciali scorrette”.

Dunque, via libera al libero scambio, “cruciale motore per la crescita e l’occupazione”, secondo i partecipanti del G7.

Niente accordo sul clima. Almeno per ora

A deludere maggiormente leader (europei) e istituzioni è stato il mancato accordo sul clima. Donald Trump secondo quanto affermato dall’agenzia Axios, avrebbe rivelato ad alcuni suoi confidenti, incluso il numero uno dell’Agenzia per la Protezione Ambientale Scott Pruitt, la sua intenzione di ritirre gli Stati Uniti dagli obblighi in tema di ambiente imposto dall’accordo sul clima di Parigi, cui aveva lavorato Barack Obama. Trump a Taormina non si è espresso sulla questione, ha fatto sapere con un tweet che deciderà la prossima settimana se restare o meno nell’accordo. Nella dichiarazione firmata in Sicilia ai Grandi del mondo, si preso “atto” che negli Usa è in corso un riesame della posizione sull’accordo di Parigi del dicembre 2015. Niente di più.

Proprio facendo riferimento a questo, nelle scorse ore Angela Merkel ha commentato duramente i risultati del G7. “I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo l’ho capito negli ultimi giorni. Noi europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani”, ha dichiarato Angela Merkel, che non ha certo apprezzato l’opposizione di Donal Trump all’accordo sul clima.

“Una soluzione non ideale”, ha invece commentato il neo-presidente Francese Emmanuel Macron, “Mi auguro comprenda che la questione è anche nell’interesse americano”.

climaSul fronte clima “non arretriamo di un centimetro ma speriamo decidano presto e bene. Gli abbiamo dato tutti gli elementi, anche quelli di business come la green economy, per prendere la decisione giusta”, ha invece aggiunto il premier Paolo Gentiloni. “Almeno c’è stata una discussione aperta e vera, non come nei soliti G7 precotti”, ha commentato Gentiloni.

Il tema migranti

Nulla o quasi di nuovo sul fronte migranti. Anche i questo caso non poco ha influito la linea dua Americana contro l’accoglienza. I lavori hanno portato i Sette a dichiarare che accanto al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, “gli Stati devono poter controllare le proprie frontiere e stabilire politiche nel proprio interesse nazionale”.
C’è la necessità di una maggiore coordinazione a livello azionale e internazionale per il controllo dei flussi migratori. Nulla, però, di concreto per garantire la collaborazione.

Impegno per la pace: dalla Siria alla Corea del Nord

I leader si impegnano per riportare la pace in Siria, Libia e Corea del Nord, e non escludono “ulteriori azioni” contro la Russia se la situazione in Ucraina dovesse precipitare.

Sulla questione della Corea del Nord, in particolare, si è tenuto un bilaterale  tra il presidente Usa e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe. I due leader hanno prospettato la possibilità di ampliare le sanzioni, identificando e punendo anche le persone che sostengono il programma balistico e nucleare di Pyongyang.

Il presidente Donald Trump “lavorerà con il Giappone e con la Repubblica di Corea, e anche con altri alleati e partner nel mondo, per aumentare le pressioni sulla Corea del Nord e dimostrare che l’attuale comportamento non è sostenibile”, si legge nella nota della Casa Bianca.

Per l’Africa nessun impegno concretoAfrica

Nessun impegno concreto nemmeno sul fronte Africa, tema molto caro all’Italia.”L’Africa è una sfida che ha trovato un interesse di tutti i leader, a partire dal presidente Trump”, ha assicurato Gentiloni, “è una questione da cui dipende molto del nostro futuro”. Ma alla fine dei conti non c’è alcun progetto o idea di progetto per garantire gli aiuti necessari per cotrastare le carestie in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen.

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