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Furti di rame, perchè l’oro rosso è così ricercato

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rame

Duttile, malleabile, ottimo conduttore e prezzi alti di mercato. Ecco perchè il rame fa gola alle bandi di criminali

Il rame è considerato l’oro rosso dei nostri tempi. Ed è per questo che pur di averne in grandi quantità, c’è chi è disposto a chiudere un occhio sulla sua provenienza e a comprarlo da ladruncoli improvvisati (o esperti) che tutto farebbero per qualche euro in più in tasca.

Le conseguenze dei furti non sono proprio di poco conto: collegamenti telefonici non disponibili. Grandi disagi e costi economici enormi.

Ma perchè questo metallo è tanto prezioso da esser rubato? Proviamo a capirlo insieme.

Perchè il rame è prezioso

Il rame è uno dei metalli che l’umanità conosce ed usa da più tempo: fin dai tempi antichi è stato un dei metalli più prezioso. E’ l’elemento chimico di numero atomico 29, con simbolo Cu. È di colore rossastro, dalla consistenza duttile e malleabile. Il rame è al 100% infinitamente riciclabile, senza alterazioni o perdita delle prestazioni.

Le prime applicazioni del rame sono state in oreficeria: orecchini, anelli, spille, braccialetti, ma poi è diventato uno dei materiali principali per realizzare oggetti domestici (ancora oggi possiamo ammirare pentole e padelle). Questo metallo è stato protagonista anche di ottime leghe che hanno dato vita a bronzo (rame e stagno) e ottone (rame e zinco). Il bronzo è stato così largamente che nella storia abbiamo anche un periodo definito “età del bronzo”.

A partire dal 1800, viste le sue caratteristiche, è stato utilizzato ampiamente nel settore elettrico e (poi) delle telecomunicazioni.

Questo metallo è un ottimo conduttore di calore e di elettricità, presenta una buona resistenza alla corrosione e una bassa reattività chimica. Non è magnetico ed facilmente lavorabile. In aria umida sviluppa lentamente una pellicola superficiale verdastra (patina) che lo protegge dagli attacchi esterni.

Perchè viene rubato?

Le caratteristiche e l’alto prezzo sul mercato fanno del rame un metallo che fa gola alle bande criminali. Sui mercati il rame è arrivato a valere fino a 7-8 euro al chilo nei mesi scorsi.

Ad influenzare il costo di questo metallo è sopratutto la domanda che arriva dai Paesi in via di Sviluppo.

Dietro quelli che sembrano atti vandalici, esiste una filiera illegale vastissima e sempre più organizzata che ha un solo scopo: rubare più rame possibile per rivenderlo all’estero. Come già detto a fare i furti sono i piccoli ladruncoli, che lo rivendono a rottamai e grossisti per 4 o 5 euro al chilo. A questo punto il metallo viene spedito in fonderia oppure lavorato sul posto e poi venduto nuovamente, anche ad esportatori legali e del tutto inconsapevoli.

Furti di rame: qualche numero

rameDal 2007 al 2013, il numero di furti di rame è cresciuto i maniera esponenziale. È proprio nel 2013 che si è rilevato il maggior numero di “colpi”, ovvero 20.083 (+ 1,9% rispetto al 2012).

Nel 2014 invece, il numero di furti è diminuito: 18.073 (-10% rispetto al 2013). Si è avuta ancora una positiva diminuzione nel 2015: 14.448 episodi di furto, meno 20% rispetto al 2014. Nel 2015, la flessione dei reati ha interessato pressoché tutte le regioni ad esclusione del Trentino-Alto Adige che ha registrato, dove è stato rilevato un aumento del +6,7% (95 episodi contro gli 89 del 2014).

I danni provocati dal furto di rame

Le conseguenze dei furti di rame, dicevamo, non sono di poco conto E se è vero che i cittadini ne fanno le spese con ritardi, treni fermi e comunicazioni interrotte, è vero anche che sono le aziende a pagare il prezzo più alto.

Facciamo un esempio concreto. Nei primi sette mesi del 2016, Ferrovie dello Stato ha dovuto dire addio a 134 tonnellate di rame, per un danno diretto e manutentivo di 1,3 milioni di euro. I treni coinvolti sono stati 1.562 e hanno accumulato un ritardo complessivo di 20,2 giorni.

Oltre ai colpi andati a “buon fine”, società e cittadini devono anche fare i conti con i tentati furti di rame che: sempre nei primi sette mesi del 2016 i treni coinvolti sono stati 938 e il ritardo complessivo è stato di circa 16 giorni.

Prezzi alle stelle

furti rameIl prezzo del rame segue l’andamento del mercato. A metà febbraio (il 14, per l’esattezza) il prezzo del rame si è spinto fino a superare quota 6.200 dollari al London Metal Exchange, ai massimi da maggio 2015, per poi scendere e toccare nelle ultime ore ai 5.858 dollari per tonnellata.

Il motivo della diminuzione del prezzo è l’economia cinese. Ci spieghiamo: il governo cinese ha rallentato la sue crescita e la Cina, di gran lunga il suo maggiore consumatore a livello mondiale, con grande probabilità diminuirà la sua domanda. Domanda che scenderà anche a causa del progetto di sostituzioe del rame con l’alluminio.

A non far crollare il prezzo di questo metallo è il persistente sciopero ad Escondida, che ha bloccato anche la produzione di questo metallo. Il governo cileno si attende che l’interruzione della produzione nella più grande miniera di rame al mondo costerà al Paese circa un punto percentuale di PIL nel mese di febbraio.

I più grandi produttori di rame nel mondo

La produzione globale del 2015 è cresciuta di 200.000 tonnellate, raggiungendo i 18,7 milioni di tonnellate. I più grandi produttori di questo metallo sono Cile, Cina, Perù , Stati Uniti e Repubblica Democratica del Congo.

Una valida alternativa? L’alluminio

alluminioC’è chi già ci sta provando. Telecom per prevenire i furti di rame, già da qualche anno, ha scelto di sostituire i vecchi cavi telefonici di rame con speciali filamenti di alluminio.

Anche la Cina ha deciso di testare questa strada. Lo scorso anno, infatti, la la China National Energy Administration (NEA) ha rilasciato gli standard industriali a livello nazionale per l’utilizzo di cavi a bassa tensione in lega di alluminio. Pechino starebbe valutando l’impiego dell’alluminio per la realizzazione di alcuni cavi elettrici, sostituendo il rame.

C’è da dire che l’alluminio  è uno degli elementi più diffusi in natura (il terzo più abbondante dopo ossigeno e silicio). È duttile e malleabile, vanta alta conducibilità elettrica, termica e sonora ed è resistente alla corrosione. A parità di volume, l’alluminio pesa circa 1/3 del rame. Come l’oro rosso,  può essere riciclato al 100% e infinite volte senza perdere le sue caratteristiche originali che rimangono invariate all’infinito.

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