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Elezioni Francia: ballottaggio tra Le Pen e Macron. La sfida è sull’Europa

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Elezioni Francia: al ballottaggio passano Marine Le Pen, la candidata all’Eliseo che sostiene l’uscita del Paese dall’Ue e dalla moneta unica, e Emmanuel Macron, il candidato giovane che punta sulla digitalizzazione

 

Le elezioni francesi rispettano i sondaggi: a contendersi l’Eliseo saranno, il 7 maggio, Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il giovane centrista di ‘En Marche!’ e la famosa leader del Front National passano il primo turno, buttando fuori dai giochi il candidato della destra repubblicana, Francois Fillon e il leader della sinistra radicale Jean Luc Melenchon, che nelle ultime settimane sembrava guadagnarsi il favore del popolo. Esce sconfitto dal primo turno anche il leader dei socialisti di Benoit Hamon.

Dunque, per la prima volta nella storia della V Repubblica, non arrivano al ballottaggio i socialisti e gli eredi della tradizione gollista. A passare il primo turno sono due personalità completamente opposte e la sfida sarà sul fronte europeista e sul digitale. Ma andiamo per gradi.

francia elezioni

Presidenziali Francesi: ecco i risultati del primo turno

1. Emmanuel Macron 23,75%
2. Marine Le Pen 21,53%
3. Francois Fillon 19,91%
4. Jean-Luc Melenchon 19,64%
5. Benoit Hamon 6,35%
6. Nicolas Dupont-Aignan 4,75%
7. Jean Lassalle 1,22%
8. Philippe Poutou 1.10%
9. Francois Asselineau 0,92%
10. Nathalie Arthaud 0,65%
11. Jacques Cheminade 0,18%.

Emmanuel Macron: sì all’Europa e al digitale

Ex ministro dell’Economia del governo Valls, Emmanuel Macron ha deciso di correre per l’Eliseo con il partito di centro che lui stesso ha fondato e che ha chiamato En Marche! (In marcia).

Il programma prevede, tra le altre cose, il taglio dell’aliquota fiscale per le imprese, più flessibilità di negoziare l’orario di lavoro a livello aziendale, accesso ai sussidi di disoccupazione per tutti i lavoratori, compresi gli autonomi, e incentivi fiscali alle imprese che assumono chi proviene da aree disagiate. Da centrista indipendente, Macron durante la campagna elettorale ha promesso che si sarebbe occupato delle classi medie, ad oggi dimenticate.

“Il popolo francese si è espresso. E ha deciso di portarmi in testa al primo turno di queste elezioni. Sento l’onore e la responsabilità per questo”, ha commentato i risultati del primo turno delle elezioni, Emmanuel Macron. “Sarò un presidente dei patrioti di fronte alla minaccia dei nazionalisti, spero di diventare il presidente di tutti”

“La sfida non è votare contro qualcuno, ma farla finita con un sistema che è stato incapace di rispondere ai problemi del nostro paese negli ultimi 30 anni. La sfida è aprire una nuova pagina nella nostra storia in modo che ognuno possa trovare un posto in francia e in Europa”, ha aggiunto il candidato.

Ma Macron non è solo questo. Il giovane, infatti, tifa senza se e senza ma per l’Europa. Se vincesse anche il prossimo turno, dunque, svanirebbe il rischio Frexit, programma primario della Le Pen.

E ancora. Una volta al potere, Macron sarà il primo Presidente a credere nei valori del digitale, dell’innovazione e delle start up. Quando era ministro dell’Economia si è impegnato affinchè crescesse l’ecosistema delle startup francesi, portando al CES di Las Vegas i risultati della sua politica: 190 giovani e innovative imprese (un numero inferiore solo a Usa e Cina).

Durante il suo incarico, Macron ha fatto approvare una legislazione (che porta il suo nome) per semplificare il processo di creazione di una impresa, per facilitare i finanziamenti alle aziende giovani e per permettere di fallire per poi riprovarci, senza alcun problema. Grazie al lavoro di Macron, la Francia è diventata la culla delle start up, basti pensare che nei prossimi giorni dovrebbe essere inaugurato proprio nella nazione d’Oltralpe il più grande acceleratore del mondo, Station F., un campus che punta ad ospitare mille startup.

Anche da Presidente, se sarà eletto, Macron ha detto che continuerà ad impegnarsi per fare della Francia il Paese delle start up, provando a tornare leader mondiale nei prossimi 5 anni.

Macron e la sua difesa ad Uber

Per vincere contro la Le Pen, Macron dovrà convincere tutti (o quasi). Anche i tassisti, poco favorevoli all’elezione di Emmanuel Macron dato la sua difesa spietata di Uber, l’azienda americana che propone un servizio alternativo a quello dei taxi, a prezzi più bassi.

In campagna elettorale, il giovane centrista ha difeso il principio su cui si basa Uber, aprendo le porte anche ad altre applicazioni simili. Cosa su cui lavorerà durante il suo mandato, una volta elettro, sarà l’elusione fiscale delle imprese tech.

Presidenziali Francesi: Marine Le Pen e il suo No all’Europa

Figlia del fondatore del partito di estrema destra francese, Marine Le Pen è scesa in politica nel 1998, dopo essersi laureata in Giurisprudenza. Nel 2011, diventa presidente del Front National, ma viene espulsa nel 2015 a causa di alcunefrasi negazioniste sullo sterminio degli ebrei. Il grande ritorno è datato al 3 settembre del 2016, quando annuncia la sua candidatura all’Eliseo.

Quello di Le Pen è un programma elettorale scritto in 144 punti, per “amore della Francia”. Chi porterà avanti la candidata del Front National lo farà con un unico scopo: portare la nazione d’Oltralpe fuori dall’Ue e dalla moneta unica, replicando il programma Brexit.

La canditata all’Eliseo promette, entro sei mesi, la convocazione del referendum su quella che è stata ribattezzata “Frexit”, annuncia un negoziato per l’uscita del Paese dall’Unione europea, dalla moneta unica e dalla Nato e la sospensione immediata di Schengen.

FrexitE ancora: promette il ripristino dei confini nazionali, la riduzione dell’immigrazione legale e altre restrizioni per i richiedenti asilo.

Le conseguenze di tale politica sarebbero, però, a detta di François Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia, devastanti, “L’idea di abbandonare l’euro e di svalutare una nostra moneta per essere liberi di fare più deficit trascurerebbe il fatto che il finanziamento del debito della Francia diventerebbe significativamente più caro: più di 30 miliardi di euro l’anno“. In pratica, ritornare al Franco significherebbe aumentare il costo di finanziamento della Francia.

“Un risultato storico”, ha affermato Marine Le Pen, dopo l’ufficializzazione dei risultato delle elezioni.

Tutti a favore di Emmanuel Macron

C’è da dire che la sfida Macron-Le Pen si giocherà tutta sulle idee europeiste. Ora tutto il fronte politico francese si schiera a favore di Macron, fatta eccezione per Jean-Luc Melenchon, che ancora non si è espresso.

Euro più forte del dollaro

I mercati accolgono con favore il risultato delle Presidenziali francesi, che vedono, al momento, Emmanuel Macron in prima linea.

E mentre l’euro si rafforza contro il dollaro, raggiungendo i massimi da cinque mesi, attestandosi a 1,087 sul dollaro, Milano e Parigi aprono in positivo. In particolare, a pochi minuti dall’apertura Milano si rafforza a +3,25% trainata dal comparto bancario con Unicredit e Ubi Banca,  Parigi balza di oltre quattro punti percentuali, mentre  Francoforte aggiunge il 2%. Positiva anche Londra, con + 1,75%.

Segnali positivi anche sul fronte Spread. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende di oltre 13 punti base, a 185 punti. Diminuisce anche la differenza tra decennali francesi e tedeschi, con il relativo differenziale che precipita di ben 50 punti.

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