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Crolla (ancora) il bitcoin. Colpa di Cina e Corea del Sud

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Cina e Corea del Sud intendono vietare gli scambi delle criptomonete sui rispettivi mercati nazionali

 

Un anno iniziato nel peggiore dei modi per il Bitcoin, la moneta virtuale, dopo aver sfiorato quota 20mila dollari negli ultimi giorni di dicembre, è crollata sotto i 12mila, toccando il minimo di 1.730 dollari sulla Borsa di Bitstamp. La criptomoneta ha perso ben il 14% in un solo giorno. E non è l’unica: Ethereum ha ceduto anche il 17%, avvicinandosi alla soglia dei mille dollari, mentre Ripple ha ceduto oltre 20 punti a 1,43 dollari.

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Cosa spinge al ribasso le criptomonete? Semplice, Cina e Corea del Sud. Pechino ha messo nel mirino siti web e app che offrono servizi simili a piattaforme di scambi di criptovalute, come Coinbase o Kraken. In base alle notizie riportate dalla Reuters, infatti, per il vice Governatore della banca centrale cinese, Pan Gongsheng, le autorità dovrebbero vietare il trading centralizzato delle criptovalute.

Anche la Corea del Sud, il terzo mercato mondiale per le criptovalute, starebbe pensando di fermare gli scambi sui mercati nazionali (il divieto sarebbe anche per istituzioni finanziarie e cittadini stranieri).

Nulla è ancora deciso, però. “La proposta di chiusura delle piattaforme di scambio che il ministro della Giustizia Park Snag-ki ha recentemente menzionato è una delle misure suggerite contro la speculazione. La decisione del governo sarà presa in futuro dopo sufficienti consultazioni e coordinamento di opinioni”, ha fatto sapere il governo con una nota.

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Anche il Giappone starebbe pensando ad una regolamentazione sulle criptomonete, condividendo (con molta probabilità) l’approccio di Cina e Corea del Sud.

Steven Maijoor, presidente della European Securities and Markets Authority, ha dichiarato, in un’intervista televisiva Bloomberg a Hong Kong,  che gli investitori “dovrebbero essere pronti a perdere tutto il loro denaro” in bitcoin. La criptomoneta “ha un valore estremamente volatile, che mina il suo uso come valuta”, ha detto Maijoor. “Inoltre non è ampiamente accettato.

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