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Creval, ecco che cosa succederà al Credito Valtellinese (esuberi compresi)

Crédit Agricole

L’articolo di Claudia Cervini, giornalista di Mf/Milano Finanza, sulle prossime tappe che attendono il Credito Valtellinese

Il Credito Valtellinese, nel mezzo dell’aumento di capitale da 700 milioni, mette in moto le procedure per raggiungere uno dei tre pilastri del piano industriale Run, ovvero portare il cost/income ratio a 57,5% entro il 2020.

PERSONALE IN ESUBERO

Secondo quanto riferito a MF-DowJones, la banca ha inviato alle organizzazioni sindacali (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl Credito, Uilca e Unisin) l’informativa aziendale per far partire la trattativa (ex articolo 20 e 21 del contratto nazionale) necessaria alla gestione delle 400 eccedenze di personale previste dal piano industriale. I sindacati hanno risposto in via ufficiale alla banca e gli incontri potrebbero prendere avvio a inizio marzo. Il Creval  ha previsto un’ampia riorganizzazione della rete commerciale e interventi di razionalizzazione delle strutture e dei processi.

LA RIORGANIZZAZIONE

Nello specifico, la fusione per incorporazione del Credito Siciliano, la chiusura di alcune filiali e il riassetto della rete, l’ottimizzazione delle strutture del corporate center, il progressivo sviluppo dei servizi di banca digitale e l’ottimizzazione dei processi di front e back office comporteranno l’esigenza di gestire un numero di eccedenze pari a 400 risorse. Le iniziative strategiche sono volte ad adeguare l’attuale struttura operativa del gruppo al cambiamento in atto nel settore.

IL DOCUMENTO DELLA BANCA

Gli interventi «tengono in debito conto il conseguimento dei risultati dell’Action Plan 2017/2018 inferiori rispetto a quelli attesi», si legge in un documento della banca. «Conseguentemente gli interventi si rivelano necessari al fine di perseguire, con le tempistiche di realizzazione previste dallo stesso piano, gli obiettivi economici e finanziari finalizzati al rafforzamento patrimoniale di gruppo». Nella missiva si precisa che sarà realizzata nell’ambito del gruppo la razionalizzazione di 61 filiali tradizionali e 23 filiali del format «bancaperta». Nell’arco del piano la banca punta ad avere una rete di 350 filiali rispetto alle 412 attuali (per oltre 3.800 collaboratori). Tale razionalizzazione della rete comporterà 275 esuberi.

L’INCORPORAZIONE DEL CREDITO SICILIANO

L’incorporazione del Credito Siciliano, che dovrebbe essere completata nel primo semestre, interesserà 784 risorse, ma non dovrebbe comportare particolari tensioni occupazionali, visto che il personale ceduto sarà inquadrato nella stessa categoria e nel medesimo livello retributivo. Le eccedenze di personale in questa operazione, conseguenti alla concentrazione delle funzioni di direzione generale, saranno 25; si determineranno quindi aspetti di mobilità territoriale e professionale. Il Creval  farà ricorso prioritariamente alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà per circa 170 risorse, oltre alla ricollocazione nella rete di altre 55 risorse per aumentare le performance commerciali.

LE PROSSIME MOSSE

A queste misure si aggiungeranno azioni di «cost saving» sul personale. Tra queste Creval manifesta disponibilità a valutare mobilità territoriale, riqualificazione e riconversione delle risorse. «Saranno inoltre individuati gli interventi più idonei di revisione e razionalizzazione delle normative di secondo livello», scrive il Creval  nella lettera.
Intanto ieri, nel secondo giorno dell’aumento di capitale da 700 milioni, a Piazza Affari il titolo Creval  è rimasto praticamente invariato (-0,19% a 0,104 euro dopo il -7,1% di lunedì), mentre i diritti hanno recuperato l’1,4% a 2,586 euro l’uno (dopo il -66,8% di lunedì).

(articolo di Mf/Milano Finanza)

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