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BHS: il colosso britannico rischia il fallimento

BHS

I proprietari di BHS hanno richiesto l’amministrazione controllata e sperano di trovare un acquirente. A rischio ci sono ben 164 punti vendita e 11mila posti di lavoro

BHS, il colosso britannico del commercio al dettaglio, è sull’orlo del fallimento. A rischio ci sono ben 164 punti vendita e 11mila posti di lavoro. Il gruppo, secondo quanto riportato dalla stampa britannica, ha accumulato debiti per 1,3 miliardi di sterline e un “buco” stimato in 571 milioni di sterline.

I proprietari hanno richiesto l’amministrazione controllata e sperano di trovare un acquirente. Al momento, i magazzini resteranno aperti e continueranno a svolgere l’attività quotidiana. “Il gruppo è stato in fase di ristrutturazione e, come è stato ampiamente riportato, gli azionisti sono in trattative per trovare un acquirente per il business”, hanno fatto sapere in un comunicato gli amministratori Duff & Phelps.

Cos’è l’amministrazione controllata?

L’amministrazione controllata è una procedura grazie alla quale si consente, ad un imprenditore in difficoltà economiche, di continuare ad operare, per un massimo di due anni, sotto il controllo di un giudice o un commissario. L’imprenditore, tenuto a presentare all’autorità un quadro economico bimestrale sull’andamento economico dell’azienda, ottiene una dilazione generalizzata dei pagamenti per poter conservare l’impresa. L’insolvenza dell’imprenditore potrebbe portare all’avvio della procedura di fallimento immediato.

BHS

Quale futuro per BHS?

Un’idea sul futuro del colosso se l’è fatta Phil Dorrell, un analista del settore, che ha detto alla BBC, che il colosso potrebbe vedere il suoi punti vendita venduto “negozio per negozio”, con la “scomparsa definitiva del nome”.

“Il problema è che l’offerta commerciale risale al 1980” ha detto. “I loro negozi sembrano un po ‘datato. Sono indietro con i tempi.”

BHS, la storia

1928: Nasce il primo negozio BHS a Brixton, grazie ad un gruppo di imprenditori americani. Tutto ha un costo inferiore ad uno scellino.
1929: il marchio aumenta il suo prezzo massimo a cinque scellini e decide di vendere anche mobili per la casa.
1970: L’azienda si espande. Conta 12.000 lavoratori in 94 negozi, in tutto il Regno Unito.
1985: BHS avvia il franchising in tutto il mondo.
1986: Dopo diverse fusioni, tra cui quelle con Habitat e Mothercare, il nome di “British Home Stores” viene sostituito con “BHS”
2000: Il miliardario Sir Philip Green acquista BHS.
2005: Gli store perdono terreno rispetto ai rivali che offrono merci più economiche, come Primark
2015: Sir Philip vende BHS, già in perdita, a Domenico Chappell.
2016: BHS inizia una procedura di insolvenza e richiede l’amministrazione controllata.

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