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Come vanno i conti della Bce. Tutti i numeri (e lo stipendio) di Draghi

di

Draghi

Numeri, confronti e scenari. Non mancano gli spunti e le informazioni nel bilancio della Banca centrale europea presieduta da Mario Draghi pubblicato ieri. Ecco tutte le informazioni essenziali e gli approfondimenti tecnici.

LO STIPENDIO

Nel 2017 Mario Draghi, come presidente della Bce, ha ricevuto uno stipendio base di 396mila euro, in aumento dai 390mila circa dell’anno prima. Al vicepresidente Vitor Costancio, che a maggio lascerà l’incarico, e allo spagnolo de Guindos sono andati 340mila euro, agli altri membri del direttivo 283mila per un totale di 1,87 milioni all’intero comitato. Le cifre emergono dal bilancio della Banca centrale europea pubblicato ieri.

LE SPESE

Le spese totali per il personale e quelle di amministrazione sono aumentate rispettivamente a 535 milioni (467 milioni nel 2016) e a 539 milioni (487 milioni nel 2016), “soprattutto a causa dell’incremento delle spese relative alle funzioni di vigilanza”. Il bilancio 2017 della Bce ha evidenziato una crescita di 82 milioni dell’utile netto a 1.275 milioni, grazie all’incremento degli interessi attivi netti percepiti sul portafoglio in dollari statunitensi e su quello di titoli europei nell’ambito del Qe. Complessivamente la Bce ha incassato 1.812 milioni (1.648 milioni nel 2016).

GLI UTILI

L’utile è stato integralmente distribuito alle banche centrali nazionali. Alla Banca d’Italia sono stati assegnati, all’incirca 200 milioni. Il bilancio della Bce è stato distribuito insieme ai verbali della riunione del 25 gennaio. Le minute confermano che il programma d’acquisto di titoli di Stato europei, ridotto a gennaio da 60 a 30 miliardi al mese, proseguirà secondo i piani già annunciati. Tuttavia è molto probabile che entro giugno saranno comunicate le eventuali variazioni.

GLI INTERESSI

Nel 2017 gli interessi attivi netti sono stati pari a 1.812 milioni di euro (1.648 milioni nel 2016). Più nel dettaglio, gli interessi attivi netti sulle riserve ufficiali sono aumentati a 534 milioni di euro (370 milioni nel 2016), per effetto dei più elevati interessi attivi rivenienti dal portafoglio in dollari statunitensi. Gli interessi attivi netti generati dal PAA (Programma ampliato di acquisto di attività, qui l’approfondimento su che cosa è) hanno raggiunto quota 575 milioni di euro, registrando un incremento di 140 milioni riconducibile al proseguimento degli acquisti di titoli nell’ambito del programma. Per contro, in seguito ai rimborsi, gli interessi attivi netti maturati sul Programma per il mercato dei titoli finanziari (Securities Markets Programme, SMP) si sono ridotti a 447 milioni di euro (520 milioni nel 2016). Mentre gli interessi attivi della Bce rivenienti dalle consistenze dell’SMP in titoli di Stato greci sono stati pari a 154 milioni di euro (185 milioni nel 2016).

LE SVALUTAZIONI

Le svalutazioni sono scese a 105 milioni di euro (148 milioni nel 2016), soprattutto per effetto della riduzione del valore di mercato di alcuni titoli detenuti nel portafoglio in dollari statunitensi parallelamente all’incremento dei relativi rendimenti. Verifiche sulle riduzioni durevoli di valore sono state effettuate per i titoli detenuti dalla Bce nei portafogli di politica monetaria che sono valutati al costo ammortizzato (tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore). Alla luce degli esiti delle verifiche, non sono state registrate perdite durevoli di valore su tali portafogli.

I COSTI PER IL PERSONALE

Le spese totali per il personale e le altre spese di amministrazione sono aumentate rispettivamente a 535 milioni di euro (467 milioni nel 2016) e a 539 milioni di euro (487 milioni nel 2016), soprattutto a causa dell’incremento delle spese relative alle funzioni di vigilanza della Bce. L’utile netto della Bce è distribuito alle Banche centrali nazionali dei Paesi dell’area dell’euro.
Il consiglio direttivo ha deciso di conferire alle BCN dei Paesi dell’area dell’euro un importo di 988 milioni di euro a titolo di acconto sul dividendo, al 31 gennaio 2018. Nella riunione di ieri il consiglio direttivo ha deliberato di distribuire l’utile residuo, pari a 287 milioni di euro, il 23 febbraio. Il totale dello stato patrimoniale della Bce è cresciuto del 19%, collocandosi a 414 miliardi di euro (349 miliardi nel 2016), quasi esclusivamente per effetto dei titoli acquistati nell’ambito del PAA.

GLI ACQUISTI CON IL PAA

Il proseguimento degli acquisti nell’ambito del PAA ha determinato un incremento dello stato patrimoniale consolidato dell’Eurosistema, che è aumentato del 22% portandosi a 4.472 miliardi di euro (3.661 miliardi nel 2016). I titoli detenuti dall’Eurosistema per finalità di politica monetaria sono cresciuti di 732 miliardi di euro, raggiungendo 2.386 miliardi (1.654 miliardi nel 2016). Le consistenze del PAA sono aumentate di 754 miliardi di euro, collocandosi a 2.286 miliardi, mentre i titoli dei primi due Programmi per l’acquisto di obbligazioni garantite (covered bond purchase programme, CBPP) e dell’SMP si sono ridotti rispettivamente di 9 e 13 miliardi di euro in seguito ai rimborsi.

LE CONSISTENZE DEI BOND

Infine, a fine dicembre 2017 i bond di Stato acquistati dalla Bce nell’ambito del Securities Market Programme, sono stati pari a un valore nominale di 91 miliardi di euro. La scadenza media dei titoli è di 2,3 anni. Il programma SMP è stato attivato nel maggio del 2010 per contrastare la crisi dei debiti sovrani di alcuni Paesi dell’Eurozona. Gli acquisti della Bce hanno interessato, in ordine cronologico, prima i titoli pubblici della Grecia, poi quelli di Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia. Il programma è terminato nell’agosto 2012 e lo stock dei titoli si è gradualmente ridotto man mano che i titoli sono arrivati a scadenza. Il programma aveva raggiunto uno stock massimo di titoli del debito pubblico dei cinque Paesi pari a 218 miliardi di euro, di cui 103 miliardi tricolori. Dei 91 miliardi di euro di titoli pubblici ancora nel portafoglio SMP dell’Eutotower, quelli del debito pubblico italiano sono pari a 49,5 miliardi con scadenza media a 2,2 anni, seguono Spagna 17,3 miliardi, Grecia 9,5 miliardi, Irlanda e Portogallo.

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