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Industria 4.0, arrivano 330 milioni per la Nuova Sabatini

Industria 4.0 Nuova Sabatini

Il Governo rifinanzia la Nuova Sabatini: 330 milioni sul piatto per innovazione e digitale

 

Trecentotrenta milioni di euro per la Nuova Sabatini, ovvero l’agevolazione Beni strumentali messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico per facilitare l’accesso al credito delle imprese. Ben il 30% dei nuovi finanziamenti andranno a coprire tutti quegli acquisti che rientrano nella categoria di “industria 4.0”. Andiamo per gradi.

Cosa è la nuova Sabatini

industria 4.0E’ l’agevolazione messa in campo dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. L’incentivo all’acquisto o all’acquisto in leasing di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali.

Un’iniezione di 330 milioni

Il rifinanziamento della nuova Sabatini, che dovrebbe essere inserito nella Legge Bilancio, prevede lo stanziamento di 30 milioni in sei anni. Si tratta di un’inezione di denaro necessaria, dal momento che, con l’attuale trend di domande, le risorse residue per la Nuova Sabatini, non avrebbero coperto l’intero anno. Il rifinanziamento, secondo le prime indiscrezioni, si suddivide in: 33 milioni per il 2018, 66 milioni annui tra il 2019 e il 2022, 33 milioni per il 2023. Risorse statali che vanno ad abbattere gli interessi sui finanziamenti ottenuti dalle imprese per l’acquisto o il leasing di macchinari e impianti (sono esclusi terreni e fabbricati).

Ben il 30% di questi 330 milioni è destinato a finanziare utti quegli acquisti che rientrano nella categoria di “Industria 4.0”.

Chi può beneficiare della Nuova Sabatini?

Tutte le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea.

Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca. Fanno eccezione tutte le attività finanziarie e assicurative e le attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

Come funziona?

La PMI presenta alla banca o all’intermediario finanziario una richiesta di finanziamento e la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. La banca, dopo aver verificato i requisiti d’accesso, e previa conferma da parte del Ministero della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo, ha facoltà di concedere il finanziamento alla PMI. Dunque, trasmette delibera al Ministero, unitamente alla documentazione inviata dalla stessa PMI in fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

TedxLUISSLa Banca eroga all’impresa il finanziamento in un’unica soluzione (nel caso di leasing finanziario, eroga l’importo al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene ovvero alla data di collaudo se successiva), mentre l’azienda, ad investimento ultimato, compila, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, la dichiarazione attestante l’avvenuta ultimazione, nonché, previo pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, la richiesta di erogazione della prima quota di contributo e le trasmette al Ministero.

Il Finanziamento

Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni;
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro;
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili

Ricordiamo che la nuova legge Bilancio cancella auto fino a 9 posti dai beni finanziabili, incluse quelle acquistate dalle imprese di noleggio, autocaravan, ciclomotori e motocicli, oltre ad altri mezzi come navi, barche, aeromobili da turismo. Saranno finanziabili, sempre secondo indiscrezioni, una serie di altri veicoli indicati dal Nuovo codice della strada: autobus, veicoli commerciali leggeri, autocarri, autotreni, autoarticolati, autosnodati, trattori stradali, autoveicoli per trasporti specifici o uso speciale, mezzi d’opera utilizzati nell’attività edilizia.

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