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Alitalia, al via trattativa con Lufthansa

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Avviati i primi colloqui tra i Commissari straordinari di Alitalia e le aziende interessate alla compagnia di volo. Si parte con Lufthansa

Ancora nulla è deciso, ma i Commissari straordinari i Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari  di Alitalia iniziano a valutare le singole offerte. Ed è per questo che oggi incontrano i vertici di Lufthansa, avviando il negoziato per la cessione della compagnia che si preannuncia lungo.

Non sarà un processo facile: le posizioni sono distanti. I Commissari, infatti, che sperano in una vendita unica della compagnia, intendono chiedere all’azienda tedesca di rilanciare l’offerta sul lotto Aviation. Lufthansa, infatti, ha messo sul piatto 250 milioni di euro per accaparrarsi una parte (90 – 100 aerei della flotta di 123 velivoli) degli aerei. La somma non piace e non convince i commissari, che la definiscono troppo bassa rispetto all’attuale valore della compagnia (vorrebbero almeno il doppio). Per non parlare che, se tutto dovesse finire in mano a Lufthansa, resterebbero fuori dagli accordi molti amministrativi e parte degli addetti alla manutenzione. Grandi esuberi, oltre 2.000, dunque.

Quelle citate, però, sono tutte cifre riportare da media e indiscrezioni, qualcosa in più sul futuro della compagnia si saprà nelle prossime ore, quando si scopriranno le carte. Quello che è certo, però, è che già nelle settimane passate il Cfo di Lufthansa, Ulrik Svensson, aveva negato un investimento di 500 milioni di euro in Alitalia.

Non solo. A pensare che le trattative siano lunghe e difficili e che forse non porteanno ad alcun risultato anche le parole del Ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, aveva affermato che non ers interessato ad “ Alialitaliatalia per come esiste oggi”, ma intende “creare una nuova Alitalia”.

Al tavolo dei commissari, ovviamente, finiranno nei prossimi giorni anche tutte le altre compagnie che hanno presentato l’offerta. Tra i prossimi con cui l’Italia contratterà ci sarà easyJet, che come Lufhtansasi candida per il lotto Aviation. La parte Handling è ambita da tre società di gestione aeroportuale, tra cui Airport handling ed Alisud.

E poi ci sarebbe anche Cerberus Capital Management, una azienda statunitense operante fondi di investimento (private equity) degli Stati Uniti. Il fondo americano mette sul piatto qualche centinaio di milioni di euro (la cifra, ignota, è tra i 100 e i 400, sempre secondo quanto riferito dal Financial Times) per ottenere il controllo di tutto il business. Cerberus vuole sia le attività di volo che quelle di terra, con la condizione di poter essere libera di avviare una “ristrutturazione” seria di tutto il perimetro societario. Cerberus è un fondo extracomunitario (fuori dai confini europei) e non può aggiudicarsi la maggioranza della compagnia, può rilevare solo il 49% di Alitalia.

I tempi di contrattazione, comunque, potranno essere più lunghi. Con il decreto legge fiscale il Governo ha aggiunto 300 milioni al prestito fatto ad Alitalia (600 milioni), fissando anche al 30 aprile 2018 il termine per la conclusione della gara (rispetto alla precedente scadenza fissata per il prossimo 5 novembre).

Alitalia in ripresa?

Se è vero che i problemi ci sono e sono tanti, è anche vero che il potenziale c’è. E che, negli ultimi mesi, ad Alitalia non sembra andare proprio così male.

“Da quando la nuova crisi di Alitalia è scoppiata, la compagnia ha avuto una performance piuttosto modesta, come confermato dal fatto che i suoi aeroporti principali di Roma Fiumicino e Milano Linate hanno riportato una crescita negativa del traffico nei primi 8 mesi del 2017 (rispettivamente -0,3% e -0,9%), rispetto ad un trend nazionale di +6,7%”, hanno affermato gli analisti di Mediobanca Securities, in un report.

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