Skip to content

minacce ibride

Un anno di Trump 2.0: minacce ibride e fine delle certezze strategiche

"Minacce ibride - Dinamiche strategiche, implicazioni geopolitiche ed economiche del secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca" di Francesco D’Arrigo e Tommaso Alessandro De Filippo (Paesi Edizioni) letto da Luigi Pereira

Un anno esatto dalla storica rielezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America, esce in libreria per Paesi Edizioni Minacce Ibride

Il volume analizza le dinamiche strategiche e le implicazioni geopolitiche ed economiche del secondo mandato del tycoon newyorkese alla Casa Bianca. Gli autori Francesco D’Arrigo e Tommaso Alessandro De Filippo esaminano l’inversione di rotta che il presidente Trump ha imposto alla politica interna ed estera degli Stati Uniti, con il completo cambiamento di fronte dopo ottant’anni di Guerra Fredda, della strategia di contenimento della Russia imperiale – prima sovietica ora autocratica – e minando così le relazioni transatlantiche, a lungo considerate i pilastri della stabilità globale.

C’è un filo rosso che collega il volume “Minacce ibride” con il loro precedente libro Comprendere la “Guerra Ibrida”, pubblicato per scelta strategica il 31 ottobre 2024, cinque giorni prima delle elezioni presidenziali americane che hanno visto lo storico ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump: lo tsunami geopolitico che si stava palesando. La fine delle certezze. Le certezze strategiche, le alleanze storiche, gli equilibri geopolitici che hanno sorretto l’ordine mondiale e il patto euro-atlantico. Il libro parte da una tesi netta e disturbante: nel secondo mandato di Donald Trump, gli Stati Uniti si sono trasformati in un vero e proprio rischio strategico per l’Europa.

Attraverso una approfondita analisi gli autori mettono in risalto gli intrecci politici dei protagonisti che stanno plasmando l’Amministrazione Trump 47: America First, Project 2025, movimento MAGA, ingerenze maligne e potere dei tecno-miliardari, torsione autoritaria interna, coercizione e predazione strategica dell’Europa, piani di guerra, futuro della Nato.

Dalla lettura del movimento MAGA al paradigma “America First” come fattori di rottura sistemica, la postura strategica e la politica interna ed estera del presidente Trump, vengono analizzate fin dalle fasi iniziali della sua ascesa finanziaria per arrivare al suo secondo insediamento, e risultano caratterizzate da una miscela distintiva di unilateralismo assertivo, rifiuto della diplomazia, accordi transazionali, ambiguità ed opportunismo strategico. Caratteristiche che collettivamente esercitano enormi pressioni su tutti i propri alleati e partner commerciali, in particolare Canada e Unione Europea. Secondo gli autori, la nuova postura americana non mira più a garantire stabilità globale, bensì a massimizzare il vantaggio nazionale e personale, attraverso accordi transnazionali, ricatti economici e una costante messa in discussione delle alleanze storiche. 

Il cuore del testo è il concetto di “minaccia ibrida”, intesa non soltanto come forma di ingerenza e guerra psicologica, ma come somma di pressioni economiche, manipolazione dell’informazione, uso politico delle piattaforme digitali, coercizione economica, energetica, tecnologica, destabilizzazione cognitiva. Forme di guerra non cinetica, spesso invisibili ai cittadini ma che colpiscono infrastrutture, istituzioni democratiche, opinione pubblica e processi decisionali.

L’Amministrazione, guidata dal presidente Donald Trump e dal vicepresidente J. D. Vance, ha rapidamente evidenziato un approccio muscolare alla politica estera, orientata esclusivamente a perseguire il dominio degli Stati Uniti, facendo leva su una strategia di minacce e tattiche ibride. Il volume porta il lettore a focalizzare il contesto geopolitico globale sconvolto dalle politiche di Washington in questi primi dodici mesi di presidenza: ingerenza nelle elezioni e nei sistemi costituzionali di Stati alleati, guerra economica, postura assertiva, raid militari, controllo e ridenominazione geografica dei mari e degli stretti strategici, minacce di annessioni territoriali, delegittimazione degli organismi internazionali e dell’Unione Europea, (dis)informazione attraverso i social, esaltazione del radicalismo religioso, escalation retorica.

Il volume dedica ampio spazio ai conflitti in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente, letti come laboratori della nuova competizione globale. La cosiddetta “pace TrumPutiniana”, evocata come possibile soluzione negoziale imposta, appunto, dall’accordo esclusivo tra Stati Uniti e Russia, viene analizzata nei suoi rischi politici e strategici: una pace che potrebbe tradursi in capitolazione, violando il diritto internazionale e aprendo la strada a nuove aggressioni contro altri Stati. Nella prospettiva degli autori, l’Ucraina diventa non solo un Paese invaso militarmente ma il simbolo della vulnerabilità europea in un mondo in cui le garanzie collettive si dissolvono. L’Europa emerge come il vero terreno di scontro ideologico e predazione strategica: assediata da Est e da Ovest, fragile, divisa, dipendente e, soprattutto, impreparata ad affrontare il drammatico e repentino cambiamento di fronte statunitense.

La Nato, in questo scenario, per il presidente Trump non è più un pilastro intoccabile di difesa collettiva, ma uno strumento negoziabile. Un’ipotesi che il libro spinge fino alle sue conseguenze estreme, esplorando scenari distopici – ma possibili, come il totale disimpegno militare statunitense dall’Europa o una crisi irreversibile dell’Alleanza Atlantica, provocata dalla minaccia di annessione della Groenlandia.

Il compendio di quasi 1000 pagine, attraverso l’analisi di documenti e piani di guerra, contribuisce a porre in evidenza i fattori chiave dello tsunami geopolitico scatenato dall’“asse del male” delle autocrazie, ora potenziato anche dalle politiche di difesa e sicurezza nazionale dell’Amministrazione Trump 2.0, che stanno provocando una profonda faglia nei rapporti tra l’Unione Europea e gli Usa, sollevando interrogativi sulla sostenibilità dell’Alleanza Transatlantica in un’epoca di incertezze e guerra economica, fratture geopolitiche e strategiche senza precedenti. Il divario ideologico tra gli Stati Uniti e i suoi alleati europei in questo primo anno di presidenza Trump, radicato in visioni diverse di governance, sicurezza e priorità economiche, precipitato dall’integrismo, dall’orientamento ideologico e politico della secondo mandato presidenziale di Donald Trump, si sta manifestando in una profonda ridefinizione delle priorità transatlantiche, che produce significative ripercussioni sulle architetture di sicurezza globale e contrasti che minacciano di disintegrare 80 anni di allineamento strategico. Un “risiko” che sta disegnando un nuovo ordine spaziale e geopolitico mondiale, in una transizione che i regimi autoritari e gli Stati Uniti stanno tentando di imporre con la forza, con rischi e implicazioni globali a cascata per la sicurezza economica, sociale e militare. 

Minacce ibride, arricchito dai contributi di Arduino Paniccia, Ruslan Bortnik, Oksana Krasovskaya, Davide Giacalone, Anna Zafesova e Giorgio Arfaras, pone domande scomode, anche attraverso degli “scenari previsionali distopici- ma possibili”, fornendo ai lettori ulteriori strumenti per comprendere l’attuale disordine mondiale e una nuova realtà: la solitudine strategica globale come nuovo fattore nella politica internazionale, con gli Stati Uniti divenuti un rischio strategico. 

 

Torna su